Rileggo il post di ieri e penso che forse avrei dovuto assumere una posizione leggermente più filopalestinese, almeno in questo caso.

Me la sbrigo con una sentenza.

Non dimentichiamo mai, che quelli con le pezze al culo sono i palestinesi. Anche il fondamentalismo si spiega, in parte, con la condizione di povertà nelle quali versano molte società arabe. Condizioni spesso dovute agli strascichi del colonialismo. Il panarabismo e poi il fondamentalismo nascono infatti come ideologie di contrasto verso le potenze colonizzatrici occidentali. In un secondo tempo, inoltre, gli ex colonizzatori si servirono di queste, calvalcandole e finanziandole, per ragioni di politica internazionale (vd. guerra fredda).

Questo non giustifica tutto. Non è che se hai avuto dei cattivi genitori sei giustificato ad essere un serial killer (vd. Arabia Saudita). Però va detto.

No vabbè, “me la sbrigo con una sentenza” è un eufemismo, me cerco di essere breve.

Un’altra cosa da dire è che la società palestinese, come ad esempio anche quella del Libano, come ad esempio anche quella turca (parliamo se non vi siete resi conto di vicini di casa, di quelli che stanno dall’altro lato di Via Mediterraneo) è una società molto più laica di quello che uno potrebbe pensare quando vede alcuni di loro fare quello che fanno alcuni di loro.

Poi cos’altro. Nei blog, quelli dove i lettori intervengono (che schifo), ma anche nella vita reale ogni qual volta che si parla di Israele vs Palestina gli interlocutori si mediorientalizzano, diventa uno scontro tra fazioni. C’è anche da dire che in molti blog nei quali una volta c’era dialettica adesso, per pigrizia mentale, si sono tutti sdraiati su posizioni più filo-israeliane degli israeliani stessi.

Ma a noi italiani, l’ennesimo sfogo da ultrà non serve proprio. Forse bisognerebbe incentrare più il discorso su come portare la pace, più che dividerci su chi fa la guerra più giusta.

Per chiudere (salvo riaprire su argomento affine) vi offro l’idea del Luttazzi.

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Nei loro paesi ci farebbero pregare di fronte ad una moschea?

Non lo so e me ne frego relativamente visto che non prego. Una cosa è certa, se i “loro paesi” fossero (e in molti casi non è vero) retrogradi, oscurantisti, illiberali non vedo perchè dovrebbe esserlo anche il nostro.

Vabbè, tornerò più in là sulla questione “come la destra pretende di gestire gli immigrati”, tanto si ripropone come una peperonata, adesso mi sono stufato.

In breve:

- molti vorrebbero che gli immigrati lavorassero le loro 10 ore al giorno e poi sparissero dalla vista fino al giorno dopo

- Berlusconi ha dato non ricordo più quanti milioni di euro al governo libico “per fermare gli sbarchi” senza ovviamente fermarli. Sospetti interessi economici personali del premier dietro l’inutile operazione. Devo ritrovare gli articoli da linkare.

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Finale col botto.

Bum.

Ci mancava solo “Betulla”.

Questo era il nome in codice di Farina quando era sul libro paga della Cia.

Considerazioni.

L’UV, influenzata dalle culture politiche latenti delle sue alte sfere (DC e Comunione e Liberazione), sembrarebbe tendere sempre di più verso destra.

Ma non è (solo) una questione di idee, quanto di opportunismo politico.

L’UV da un po’ di tempo, fa una scopatina con il PD, e qualcuna anche col PDL.

L’intento è quello solito, da mantide religiosa.

Lo scopo è arrivare al punto in cui l’elettore capisca che è inutile votare per il partito che sta assieme all’UV, quando può votare direttamente UV.

Ben venga dico io (o perlomeno peggio per loro), in VDA ci sono 12 partiti, cominciamo a sfoltire i doppioni.

El Pì.

Ma perchè i Democratici di Sinistra stanno con l’Union?

Questa era la domanda che, con quel tipico candore infantile, solevo rivolgere ai miei interlocutori più adulti.

Al che, mi si provava a dare una risposta.

Bah, sai, l’UV ha le sue radici nella lotta contro i fascisti, che erano dei cattivoni. Quindi l’UV è una forza di sinistra. Anche i DS (o PDS, non ricordo cos’erano ai tempi) sono una forza di sinistra, quindi, forse, sono amici.. Vabbè, noi nel dubbio, non votiamo per nessuno dei due. Se poi vincono loro, pace. Poteva andare peggio, no?

No?

Come analisi politica faceva un po’ acqua. E io bambino, che viveva di vignette di Charlie Brown e iniezioni endovena del pirata Santoro (tragicamente proiettato a televisori unificati) crescevo col dubbio.

Ok ok, la smetto di menarmela nel tentativo di farvi pensare “ma guarda com’era già intelligente da bimbo”.

La smetto.

Allora uno cresce e comincia a vedere le cose come stanno.

Cominci a sentire le prime “storielle”, su quel presidente là, su quell’altro assessore, su quello che ha fatto la telefonata a quell’altro e che ora ha ricevuto questo in cambio di chissà cosa, su Tizio che ottiene quel posto senza concorsi o con concorsi strani, su Caio (noto intrallazzone) che non si sa come prende tutti gli appalti..

E così via. Storielle, per carità, ma tante, ah se tante.

Poi arrivarono le inchieste, qualche condanna, presunte riabilitazioni, presuntuose quasi.

Niente di clamoroso (tranne una condanna a 16 mesi per abuso d’ufficio per favoreggiamenti in appalti, fonte wikipedia), e poi niente di così accertato e accertabile da poter dire “NOME e COGNOME ha fatto questo questo e quest’altro”. Resta doveroso dire però, che certe cose in una valle piccola piccola come la nostra si sanno, ah se si sanno.

Poi c’è il nostro sistema elettorale a tre preferenze, del quale ho parlato nella sesta cartolina e mezzo, che offre quasi pornograficamente il fianco ad un pauroso sistema di scambio di voti.

Ora non posso, non voglio, non devo dire che questo avvenga, anche perchè le querele arriverebbero, ah se arriverebbero. Rimane il fatto che se uno volesse fare scambio di voti, avrebbe vita facile.

E poi ci sono altre “storielle”, quelle dei delegati di alcuni partiti che si presentano ai seggi e tirano linee sui loro taccuini. “Storielle”, niente di dimostrato, ci mancherebbe.

Alla luce di questo, uno si chiede, non sarebbe il caso che un partito di sinistra (adesso si chiama PD ed è meno di sinistra), che storicamente si è posto anche verso se stesso le cosidette “questioni morali”, cerchi di emanciparsi dalle ombre del sistema dominante della politica valdostana? Magari creando un’alternativa più trasparente a quella dell’Union, come ci si era prefissati nelle primarie?

Pare di no.

La Veltronite (morbo che causa morbidità nei confronti di quelli che dovrebbero essere gli avversari politici, almeno secondo gli elettori) che degenera nella Dalemite (morbo che causa tendenza ad innamorarsi di quelli che dovrebbero essere gli avversari politici, in una sorta di sindrome di Stoccolma) pare aver infettato anche il PD valdostano. Così, almeno, sembra emergere, dagli ultimi post del blog del signor Calì (lui è quello che denuncia, non quello che si innamora).

Un post piuttosto lucido e chiarificatore che pare aver avuto un buon successo di click e che quindi vi rimbalzo.

Chiudo, da buon militante IDV, dicendo che se ci fossero più Calì e più Zoro nel PD, la fusione promessa prima delle elezioni, l’avremmo fatta di corsa.

El Pì.

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