50a Cartolina. Ebbri de Cultura.
20 maggio, 2009

La fiera del libro di Torino è come un grosso Luna Park, ma senza giostre.
Considerando il fatto che odio le giostre, ma che mi è sempre piaciuta un sacco l’atmosfera da Luna Park, la fiera del libro di Torino è una gran figata.
Odio anche Benetton.
Considerando però il fatto che è l’unico, ad ogni angolo, che vendeva la birra, anche lui per quel singolo giorno ha guadagnato la mia stima.
Ho speso un sacco di soldi per bere questa volta, ma nel complesso facevamo meno cagare dell’anno scorso: le attraenti ragazze Martini si rifiutarono di darci da bere oltre e il tentativo di organizzare un Bar mitzvah nello stand di Israele non fu visto di buon occhio.
Quest’anno, peraltro, le attraenti ragazze del Martini non c’erano (tsk, ben vi sta), anche se l’uomo della sicurezza dello stand di Israele non trovava sinceri i nostri “Mazal Tov“.
Il gioco voleva essere avvicinare Leggi il seguito di questo post »
49a Cartolina. Gli Amici degli “Amici”. (Parte Prima)
17 maggio, 2009
Ieri sono stato al Gay Pride a Torino.
Vi lascio una riga per fare una doverosa, quanto facile, ironia.
Ero curioso di vedere cos’era. Insomma, è una sporca e omorgiastica accozzaglia, come farebbero intuire i giudizi di ministro Carfagna, o è una civile manifestazione a favore dei diritti di una minoranza?
La realtà è che, personalmente, che fosse l’una o l’altra cosa a me sarebbe comunque importato poco. La realtà nella realtà era che non è nessuna delle due.
Ci sono dei carri e c’è un sacco di gente che ci balla sopra/vicino. Sì, c’è anche la musica ovviamente. Praticamente è una festa, tipo carnevale (la componente trans aiuta molto in questo senso), dove la gente fa tutte le cose tipiche della situazione.
Ci sono quelli che vendono birra, tinozze a rotelle di Sangria (blech), bandierine, schiuma e musica di quella che senti su radio DeeJay.
La cosa attira molto i più giovani, tra cui molte belle ragazze (forse si può obiettare che alcune avessero il pisello) i più vecchi stanno a guardare, tra il divertito e lo schifato, a seconda delle proprie categorie morali.
Sarà un po’ banale, ma birra in Leggi il seguito di questo post »

Pochi esempi sparsi.
Nessuna scienza esatta. Forse più delle impressioni. Nel momento in cui il berlusconismo ti passa sotto il naso, hai quasi delle illuminazioni. Poi, con la mediazione del tempo, queste diventano più confuse. Quasi subliminali. Ricostruirle è quasi un esperimento di autoipnosi.
Ho, peraltro, colpevolmente lasciato passare troppo tra l’ultimo post e questo e alcuni aspetti me li sono irrimediabilmente abbioccati.
Molte ricostruzioni forse appariranno forzate, prendetele come un gioco, ma con qualcosa di serio.
Del resto, non sono uno specialista (ammesso che ce ne siano), ho dalla mia parte 6-7 anni a guardare i muri verdi di Palazzo Nuovo ed ore e ore di telepostazione del palinsesto Mediaset. Leggi il seguito di questo post »
Cocktails Baudelairiani: le Sirene nel Fiume Po
20 maggio, 2008
Musica reggae, volume alto, dopo il concerto degli Africa Unite. I Murazzi, il lungo Po di Torino, gremiti di locali, brulicanti di vita.
Si stoppa la musica. Il popolo di Giancarlo (celebre locale, quest’anno incendiatosi) si adegua.
Silenzio.
“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.
“COSA?” pensa ad altavoce il signor M, guardando il signor B.
“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.
Ridere, per forza, come si può reagire altrimenti. Il Po a quell’altezza assomiglia ad un enorme contenitore di Svelto Piatti. L’acqua raccoglie le acque di Torino, con tutto ciò che comporta, compresa pare, una certa quantità di cocaina, da segnare un discutibile record, pare.
Eppure un sognatore, un Albatros, forse un po’ confuso da hashish a assenzio goffamente aveva cercato di spiccare il volo, di stagliarsi nel cielo su Torino al di sopra di queste torbide acque..
La Metafora (si conceda la maiuscola) sostituisce “pisciare dondolando pericolosamente sulla riva, ignorando molte altre latrine naturali o artificiali decisamente più sicure”. Finendo così per bagnarsi anche l’uccello, per restare in tema ornitologico.
Il nostro Eroe, il nostro Tristram di quella serata, aveva forse scorto qualcosa di più profondo in quelle acque verdi, orgoglio poco giustificato dei padani, un rapido guizzo, un lontano canto.
Ecco che Tristram diventa Ulisse, ecco le Sirene nel fiume Po, probabilmente quelle stesse che hanno permesso al nostro amico di tornare a riva, prendendo il suo cellulare come pagamento, lasciondoli i sogni..
el π