Ventottesima Cartolina. Me la Sbrigo con un Rapido Opinionismo.
5 Ottobre, 2008
A me Crozza non piace. Niente di personale.
Diciamo che non mi piace tanto. Diciamo che ha alti e bassi. Diciamo che dovrebbe scremare quello che dice e quello che fa, tenendo quel 30-40% di cose buone.
Forse un programma tutto suo è eccessivo.
Poi, in ogni caso, è chiaro, guardando il resto dei vari palinsesti, è inutile dirlo, spicca.
In ogni caso qualche giorno fa, a Ballarò, è stato autore di uno di quei lampi geniali, nei quali, una persona, con una frase dice tutto, illuminando chi ascolta.
“Riforma della scuola del ministro Gelmini: si torna ai voti espressi in numeri, ai grembiuli, al maestro unico, licenziando migliaia di professori.
Sarebbe come se questo mio intervento in tv lo facessi in bianco e nero, licenziassi il cameramen per poi chiamare il tutto riforma della televisione”.
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Leggendo su un volantino appeso in un circolo Arci una frase di Antonio Gramsci, “Agitatevi, Organizzatevi, Studiate”, ho elaborato la teoria del climax discendente nella sinistra italiana.
- Immaginate due proletari, molto agitati.
Uno dice all’altro: “E ora? che facciamo? CHE FACCIAMO?!?!?”.
L’altro risponde: “studiamo”. -
Ora, é ovvio che il massimo dell’emancipazione per le classi lavoratrici fosse quella di studiare.
E allora cosa ne viene fuori?
Un’intersecazione di significati in ascesa e in discesa.
Cala la dinamicità dell’azione politica, cresce il suo valore intellettuale.
Che fare? Ma soprattutto che dire? E quale è la relazione tra le due “azioni”?
Fare sinistra, deve implicare questo genere di riflessioni, teoriche poi solo in apparenza.
La sinistra è analisi, critica e rovesciamento dello status quo.
Lo status quo (o la destra) è un lavoro di immagine.
Un lavoro di convinzione da parte delle élites sociali nei confronti delle classi lavoratrici.
Il gioco della destra sta nell’affermare il proprio sistema come il migliore dei sistemi possibili, quello della sinistra afferma che un sistema migliore è possibile, dopo un primo processo di analisi, un lavoraccio.
Questo spiega perchè molta sociologia, parta dal pensiero marxista ed engelsiano.
Per chiudere, vi propongo un’altro climax discendente a proposito di sinistra italiana:
GRAMSCI ——-> Togliatti ——-> veltroni.
el π
La sinistra non può inseguire gli elettori sui bisogni costruiti in questi ultimi 15-20 anni dalla macchina di consenso di Silvio Berlusconi.
Non può e non deve rinunciare alla delegittimazione di quest’ultimo nel momento in cui ricopre un ruolo istituzionale. Berlusconi è un imprenditore che controlla grosse fette di mercato ed interessi economici, per non parlare dei reati commessi e dai forti sospetti di connivenza con la mafia.
Il fatto che poi molti italiani lo abbiano eletto costituisce già una degenerazione della nostra democrazia. Siamo già andati avanti anni luce da una premessa irrinunciabile.
Berlusconi è ineleggibile.
Il fatto che molti esponenti della sinistra (ex Ds) abbiano deliberatamente smesso di insistere su questo punto fa emergere sospetti sulla loro onestà e dignità morale. Sospetti in parte confermati dalle vicende emerse in merito a indagini sul sistema bancario italiano.
Sentendo semplicemente esprimersi il revisionista di circostanza Violante o la Finocchiaro, che continua a perdere elezioni su elezioni e continua ad avere conferme nel partito (assieme a Rutelli), si hanno solo conferme di questo.
Azzerare i quadri, bisognerebbe.
Per tornare al primo punto, quello centrale (delegittimare Berlusconi resta importante, ma andrebbe fatto anche da destra e comunque non serve ad ottenere il consenso di chi crede in lui e lo vota) bisogna cambiare la testa agli elettori.
Sì, basta con l’inseguire gli italiani, bisogna cambiargli la testa.
Creare nuovi valori, direbbe Nietszche.
Smettiamola di sguazzare nella trappola “culturale” di Forza Italia.
Bisogna trovare delle nuove parole d’ordine.
Felicità, benessere, unità, internazionalismo, fratellanza, progresso.
Bisogna smettere di dare l’impressione di navigare a vista in un sistema capitalistico che fonda un nostro traballante benessere sulla povertà della maggior parte della altre popolazioni.
Bisogna creare una rete retorica moderna e dinamica che permetta di dare l’impressione agli italiani di avere uno scopo ben chiaro, lo scopo di migliorare il pianeta in cui viviamo e di conseguenza la loro stessa esistenza.
Bisogna lasciarsi alle spalle tutto ciò che riguarda le vecchie lotte della sinistra sindacale, oramai considerate vuote, anche l’operaio (che comunque continua a guadagnare troppo poco) vuole sognare, bisogna dirgli cosa deve sognare. E deve pensare di esserci arrivato da solo.
Mi accorgo della scorrettezza politica di quest’ultima affermazione. Da un lato credo che bisogna cominciare a dire le cose come stanno, ad essere scorretti, dall’altro generalizzo consapevolmente per semplici fini di semplificazione del discorso.
Ovviamente, la politica è fatta di leggi, di decisioni, di riforme, ma queste non bastano se non sono inquadrate in un efficace progetto filosofico, in una identità nella quale tutto il paese sia dolcemente forzato a riconoscersi.
La macchina culturale della sinistra deve rinnovarsi e risvegliarsi, deve puntare a forgiare il pensiero delle nuove generazioni, deve ridicolizzare Studio Aperto, Lucignolo, i programmi di Ventura/De Filippi/Costanzo la programmazione Mediaset tutta, le discoteche con la selezione, il Papa, Miss Italia, Miss padania, l’idea stessa di padania, l’evasione fiscale, il cinema fatto male e strappalacrime, il cinema fatto male e strapparisate e tutto ciò che è stata la forza del berlusconismo in questi anni, al tempo stesso deve sapere creare alternative culturali contemporaneamente profonde e leggere, che lascino sognare.
Questo anche per permettere alla destra di questo paese di fare i conti con se stessa una volta per tutte e a ridarle una dignità, quella Montanelliana, che dal 1922 ha perso.
el π
mi riservo di decidere in seguito le modalità con le quali lasciare aperto questo post e se lasciarlo aperto, per le eventuali adesioni, miglioramenti, affilamenti di questo manifestino.
Arrivano i congressi.