"Dovreste avvisarmi quando vi vestite tutti di nero.. non mi avvisate mai delle serate HC!"

“Cercavo una formula figa da dire.. per rompere subito il ghiaccio.. tipo Heil Hitler”

“Ciao a tutti siamo i Berlino Est e siamo il cadavere che si dibatte della Democrazia Cristiana”

“Ciao a tutti siamo i Berlino Est e non siamo granchè, ma è il massimo che possiamo fare: abbiamo tutti 5 anni di scuola Moratti alle spalle”

“Ciao Valdomedi, noi siamo Valdoinfimi”

“Ciao a tutti, sono molto felice di blablabla.”

“Ciao, siamo i Berlino Est e facciamo musica che non è musica, ma è rumore.. ed è ora di finirla”

“Abbiamo tanti pezzi da fare, ma sono tutti piuttosto corti.. stringete i denti, un quarto d’ora e avremo finito”

“La Salle è il top, Morgex è una merda”

“Dovreste avvisarmi quando vi vestite tutti Read the rest of this entry »

Kill B. Atto Finale.

26 Giugno, 2009

Andrieux - La bataille de Waterloo

“Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?”

A C faceva male il ginocchio.

Sedendosi, non aveva considerato la presenza di un piano verticale in legno che scendeva, nella sua inutilità, pochi centimetri all’interno del tavolo di quello studio.

“Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?”

La dottoressa incalzava, ma senza troppa convinzione.

Forse era per via del caldo.

Indossare un golf di lana a luglio non invoglia ad essere zelanti.

“Allora?”

A C faceva male al ginocchio e ora veniva anche da ridere.

“Certo che no, dottoressa”

Quello che al Sert non considerano, o perlomeno Read the rest of this entry »

Ding Dong..

Campane? Di notte?

Ding Dong..

Metto a fuoco. B saltella ancheggiando. Un ballerino di samba che ha alzato il gomito.

Legati alla cintura, 4-5 boccali da un litro.

Ding Dong.. CRASH

Pioggia di Cristallo.

_

Vicino alle toilettes.

“Dov’è B?”, “Provo a chiamarlo”

Due squilli. “Chi parla?”, voce di donna.

“B dov’è? Tu chi sei?”, “ah è amico vostro? È qui, dietro una macchina. Ve lo riporto subito”, “euuh.. grazie..”.

Arriva B, si può tornare a dormire.

“Un Montenegro prima?”, si può tornare a bere.

_

Al bancone.

“Dai, non me lo dai un bacio?” le chiedeva lei.

“Hmm?”, pensavo io.

“Non mi sembra il caso”, le rispondeva la barista.

“Hmm?”, ero confuso.

Siamo ragazzi di provincia, in fondo.

-

Finale alternativo.

Camera d’albergo.

“Stai attento ai boccali quando ti slacci la cintura”

Shhhhhh… CRASH

Pioggia di Cristallo.

Alternativa.

_

Ritorno.

Subito un enorme problema: marciapiede costeggiato da pericolosissimi spartitraffico.

Rossi e bianchi di plastica, pieni di acqua.

In nome della sicurezza, vengono tempestivamente spostati in strada.

SuperEroi.

Davvero.

el π

Mi viene in mente subito la storiella che si raccontava qualche anno fa durante il governo Berlusconi 2-3. L’Italia è un paese bagnato da tre mari e prosciugato da Tremonti.

Dai, non era così male.. non peggio di Tremonti, quel no global.

Presto si potrà aggiungere anche il Mare del Piemonte e i vicini Fiordi della Valle d’Aosta.

Qui non smette di piovere da 15 giorni.

I più religiosi hanno cominciato a preparare arche, come tradizione. Quelli meno praticanti si accontentano di braccioli benedetti.

Quelli di sinistra, accusano Berlusconi di aver oscurato il sole (Torino ed Aosta non impazziscono per la destra, sarebbe dunque una ritorsione).

Quelli di destra, accusano i Rom “che ci violentano le donne e ci piovono dappertutto”.

I dietrologi più spinti, accusano le macchine (probabilmente quelle del Mirafiori), gli androidi e l’agente Smith (vd. Matrix).. o era Montezemolo?

Ieri notte ero certo di aver avvistato le prime mutazioni dotate di branchie, lungo i Murazzi.. ma stavo bevendo da molte ore.

Il delirio di metereopatia mi ha portato a credere di dover scrivere “figa” in ogni post, perchè qualcuno li leggesse.. era vero, ma questo non mi giustifica, in ogni caso.

Torno alla mia recente e prima (e ultima?) Blog War, col Teatrino di Ranabottola.

Trovo che sia interessante il fatto che un blog parli di altri blog: è come la letteratura che parla con se stessa.

I libri parlano tra loro, pensate a Dante, finestra su tutto il medioevo europeo, pensate al rapporto tra Montale e Leopardi, tra i poeti ottocenteschi francesi. La metaletteratura è ciò che rende un opera degna di essere considerata Letteratura.

Divagazione a parte, il blog “avversario” ha risposto. L’admin che lo gestisce ha replicato a me che dicevo che le sue pagine sono molto clickate. Ha scritto: “le mie pagine sono le più clickate”, un po’ ridondante.

Uso il discorso diretto: “Ti faccio le mie congratulazioni. Goditi il fatto che l’Italia (in senso lato) ti somiglia. Somiglia a te e alla televisione alla quale fai eco. Buona fortuna per la vita e per il tuo blog”.

Torno alla pioggia: ci si bagna frequentemente e mi si è rotto il phon.

Come diceva Johnny Rotten dei Sex Pistols:

No phon, my baby, no phon..

P.S.: http://www.j3k0.net/ . Il sito di un amico.

el π

Tramontava il sole, si accendeva la festa. Come nelle pubblicità.

Gressoney: ce ne sono due, a distanza di qualche km. Si parla di quella con la festa della birra, la più grande di tutta la Valle, non l’altra, quella qualche km più su o più giù, insomma, che importa.

Birra tedesca, portata con i camion, servita in grossi boccali. Buoni sentimenti, come a Natale.

Sull’altro lato della strada, un furgoncino magico: ci salivano poliziotti e ne scendevano uomini. Mezza età, aspetto schivo, zainetti e marsupi gonfi. Bere sì, fino a sudare birra, fino a pensare birra, ma niente canne, assolutamente niente canne.

Non è un problema: si sa come va da queste parti. In ogni caso, ogni anno ne beccano qualcuno. Memorizzare i volti Digos, non si sa mai, può sempre tornare comodo. Fatto.

Festa, con tutto ciò che questo comporta: c’è chi adocchia una trentenne avvenente (così sembrava) e si lancia nel ballo. Ballo di gruppo. Di fronte all’orchestra che suona liscio. In prima fila.

Brano eseguito: YMCA, Village People.

Dirige: un crucco grasso con le bretelle.

“Cazzo, quel brano ha scavallato anche il trash ormai, è solo immensamente triste” pensano gli amici. La festa continua.

Seguendo le ragazze dello staff, si finisce nella zona riservata allo staff, il resto dello staff protesta. “Il poliziotto di quartiere ha detto che potevamo”, ci si giustifica. Poco credibile. Assolutamente vero.

E così via.. nella folla spunta un volto Digos: “Tana a Digos!”. Digos risponde con sguardo attonito, tastando il marsupio/arma da fuoco. Per sicurezza ci si dilegua nella folla, ma col sorriso sulle labbra. Come minimo avrebbe chiesto i documenti, sarebbe stato tempo perso, per entrambi.

Il numero di forze dell’ordine, presenti alla manifestazione, è sproporzionato anche in relazione ai 120000 abitanti di tutta la fottuta regione.. ma non fa niente. Si continua.

Qualcuno di fronte alla toilette (con le canalette, come a Monaco.. ma dove pisciano le donne?) fa i suoi bisogni. Non dentro, di fronte, guardando con aria di sfida, oltre che col pene in mano. Situazione poco chiara, meglio cambiare aria, lasciar perdere. Si continua.

Di nuovo forze dell’ordine, questa volta carabinieri in divisa. “E voi? non siete a Nassiriya? A divertirvi?”, rispondono sorridendo: è gente di paese, gente alla mano. Non i soliti meridionali, completamente spaesati dall’esilio in una valle di alcolisti, situata nel sedere dei lupi (estinti peraltro).

“Perchè avete le righe rosse sui pantaloni?”

“Per trovarci le tasche”, rispondono.. Amicizia fatta.

Si continua, fino a che non è ora di tornare.

el π

Musica reggae, volume alto, dopo il concerto degli Africa Unite. I Murazzi, il lungo Po di Torino, gremiti di locali, brulicanti di vita.

Si stoppa la musica. Il popolo di Giancarlo (celebre locale, quest’anno incendiatosi) si adegua.

Silenzio.

“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.

“COSA?” pensa ad altavoce il signor M, guardando il signor B.

“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.

Ridere, per forza, come si può reagire altrimenti. Il Po a quell’altezza assomiglia ad un enorme contenitore di Svelto Piatti. L’acqua raccoglie le acque di Torino, con tutto ciò che comporta, compresa pare, una certa quantità di cocaina, da segnare un discutibile record, pare.

Eppure un sognatore, un Albatros, forse un po’ confuso da hashish a assenzio goffamente aveva cercato di spiccare il volo, di stagliarsi nel cielo su Torino al di sopra di queste torbide acque..

La Metafora (si conceda la maiuscola) sostituisce “pisciare dondolando pericolosamente sulla riva, ignorando molte altre latrine naturali o artificiali decisamente più sicure”. Finendo così per bagnarsi anche l’uccello, per restare in tema ornitologico.

Il nostro Eroe, il nostro Tristram di quella serata, aveva forse scorto qualcosa di più profondo in quelle acque verdi, orgoglio poco giustificato dei padani, un rapido guizzo, un lontano canto.

Ecco che Tristram diventa Ulisse, ecco le Sirene nel fiume Po, probabilmente quelle stesse che hanno permesso al nostro amico di tornare a riva, prendendo il suo cellulare come pagamento, lasciondoli i sogni..

el π

Trivialities..

20 Maggio, 2008

Chi non conosce quelle celebri, quelle di Laurence Sterne.. l’asino morto trovato per strada nel “Viaggio sentimentale attraverso la Francia e l’Italia”?.. Meglio non rispondere.

Per quel che mi riguarda, ho letto le prime quasi cento pagine di Tristram Shandy. Poi, vergognosamente scaduto il termine della biblioteca, per evitare ritorsioni (si arriva al taglio dell’indice con cui si svolta le pagine), ho dovuto riconsegnare il libro.

Era divertente, quasi superava il fatto di essere stato scritto a metà ‘700. Tristam Shandy è l’incompiuto per eccellenza , un viaggiatore distratto un po’ come le figure che saranno protagoniste di questa nuova categoria del blog.

Qui i personaggi saranno reali, i fatti anche. Perdonerete qualche distorsione dovuta alle circostanze, le stesse che hanno contribuito a creare questi stessi eventi.

el π

i brevi corsivi sono tratti da “Stile Novecento”, Giorgio Ficara.