48a Cartolina. Un Tram Chiamato Plebiscito.
8 Maggio, 2009
PEEEEEEE SSHHHHHHH SLAM
“Caveri, stazione Caveri”
PEEEEEEE SSHHHHHHH SLAM
“Prossima fermata: Aosta San Babila”

Torna, a grande richiesta, la metropolitana ad Aosta.
Uno spettro si aggira per la VDA e, bontà loro, i comunisti non c’entrano (a meno che non siete tra quei bontemponi che chiamano comunisti quelli del Pd, allora forse c’entrano).
Qualcosa di simile al Cetriolo Volante di Linus. O era una zucca?
Insomma ci siamo capiti.
Così, grazie alle nostre lucide amministrazioni, anche Springfield avrebbe la sua monorotaia. Sotterranea pare.
Che dire altro? Dovrei mettermi a sbobinare i mille motivi per cui non avrebbe senso una metropolitana ad Aosta?
Lo farei, ma sono impegnatissimo a definire Read the rest of this entry »
37a Cartolina e 1/2. Ma PD..
19 Dicembre, 2008
Dal Grande Brainstorming.
Mai visto dei politici di sinistra andare così d’accordo con Vespa e con i giornalisti di Libero.
Elenco in maniera un po’ random quello che è emerso ieri sera da questo frappé di menti illuminate.
1. Di Pietro è il nemico. Un populista che ruba voti alla sinistra.
Il PD ha scelto di candidare Carlo Costantini dell’IDV per l’Abruzzo, per recuperare credibilità visto che l’intera giunta del PD era stata spazzata via dalle inchieste giudiziarie.
Comincio a pensare che questa fosse solo l’apparenza da dare agli italiani.
La verità è che se il PD fosse andato da solo e avesse preso il 19% che ha preso, con l’IDV al 15%, si sarebbe dovuto sotterrare.
Da qui, l’idea illuminante: “andiamo con Di Pietro, perchè se lo facciamo andare da solo rischiamo di farci dare una batosta, poi quando perdiamo con lui, diciamo che che ci ruba voti e che ci ha fatto perdere con la sua antipolitica“. <— altro termine del cazzo.
Questo per smarcarsi finalmente dall’ex PM e avere le mani libere per “riformare” assieme al PDL la giustizia.
Sembra fantapolitica, ma a sentire l’altro punto emerso nel proseguire di Porta a Porta prende una certa consistenza.
2. La giustizia va riformata. Le intercettazioni sono troppe. Prima di tutto va fatta una legge per limitarle.
“Questa è da portare a casa il più presto possibile, eh?” Vespa ammiccava nell’assenzo generale, parlando di limitare le intercettazioni.
“Siamo il paese col più grande numero di intercettazioni, bisogna fare qualcosa” rimpallava Polito.
Invece di chiedersi se l’alto numero di intercettazioni non sia dovuto ad un alto numero di corruzione, come le cronache, dal ‘92 ad oggi fanno pensare.
Questi fanno gli americani, fregiandosi di Obama, che sta ad anni luce dall’Italia. Dimenticano forse che negli Stati Uniti oltre alle intercettazioni ci sono anche i “provocatori” di reato. Se un giudice ha il sospetto che un politico sia corrotto, gli manda un agente FBI camuffato che cerca di indurlo a commettere illegalità, ad esempio proponendogli mazzette, per poi incriminarlo.
Per non parlare della riforma della giustizia.
Di che riforma si parla? Perchè ai cittadini interessa solo che questa sia snellita dalla burocrazia e più veloce. Siamo sicuri che PDL e PD abbiano solo questo scopo in mente? Staremo a vedere.
Inutile dire che prestandosi ad una riforma che vada a toccare gli equilibri della magistratura il Pd si suiciderebbe di fronte al proprio elettorato, ma i vertici non sembrano accorgersene.
Anzi, alcuni danno l’impressione che se potessero governare senza elezioni ed elettori (vedi D’Alema) sarebbe ancora meglio.
E qui arriviamo alla fine.
Storia del PDS/ULivo – DS/Margherita – PD.
Sono anni ormai che grosse fette dell’elettorato del centro-sinistra manifestano intolleranza verso i propri rappresentanti, questi da anni non solo ignorano questi segnali ma sfoderano le più fantasiose opposizioni nei confronti di questi rigurgiti. I frasari li ricordiamo, cose tipo “x è un boomerang per la sinistra” dove per x sta chiunque non stia col comandante in carica.
Per non parlare dei soliti giornalisti da Corriere della Sera (non quelli ai quali vengono tolte le inchieste mentre seguono why not, gli altri) con i loro continui “populismo, antipolitica blablabla, ricatto opportunista blablablabla giustizialista, cavalcare il popolo (scemo) blablabla..”
Dai girotondi, al popolo di Grillo, all’IDV, questi sono diventati viavia i più acerrimi nemici per il PD. “Nemici” che nascono però ogni qualvolta l’elettorato si rende conto che non vi è una vera e propria alternativa al berlusconismo.
Provate a pensarci. Tutte le volte che è stato candidato un membro dell’attuale PD, da Occhietto a Rutelli a Veltroni, il centro-sinistra ha sempre perso le elezioni. Altro che dare la colpa all’IDV.
Con Prodi, un uomo al di fuori di certe logiche di partito e per questo costantemente indebolito e bersagliato dal partito stesso, si è sempre vinto.
Dulcis in fundo (stavolta sono stato lungherrimo, ma la questione meritava) l’ultima dichiarazione del ministro ombra per lo sviluppo economico Paola Merloni, altra mente illuminata di provenienza Margherita: “Dietro queste inchieste (quelle sulle varie giunte PD) c’è Di Pietro, l’unico che ci guadagna: forse la magistratura ha scelto l’Idv come il nuovo referente”.
A questa dichiarazione fa eco una simile di Cossiga ed è dire tutto.
Balza agli occhi immediatamente come i dirigenti del PD siano le principali vittime delle strampalate teorie di Berlusconi sulla magistratura rossa e politicizzata. Del resto, se vi ricordate bene, il PCI smise di esserlo e divenne PDS, togliendo poi la falce e martello dal simbolo soprattutto perchè incalzato da Forza Italia che parlava dei crimini di Stalin, con i quali nessuno in Italia aveva un cazzo a che fare. In pratica, sono gli unici a credere realmente alle sparate del Presidente del Consiglio.
Perciò concludo citando me stesso (lo so che non si fa, ma puppa), quello che dicevo in tempi sospetti, ma un po’ meno sospetti: “Non c’è solo Berlusconi, c’è tutto un sistema che lo sostiene, non si può combattere il primo, senza neutralizzare anche il secondo. Il PD fa parte dello stesso sitema di Berlusconi. Adesso che c’è tempo, 5 anni, possiamo provarci.”
El Pì.
37a Cartolina. Sdegno Antipolitico Giustizialista e Blablabla.
19 Dicembre, 2008
Oscuri Presagi.
Qualche anno fa, credo fosse la primavera del 2005, dovevano esserci le primarie per scegliere il candidato alle elezioni del centro-sinistra.
La sera prima dell’elezione, tornando a casa dal Trucker (un bel locale a Villeneuve), mi schiantai ai 90-100 km all’ora contro un muro e la mia povera Saxò andò a fuoco. Fui accompagnato a casa con la volante.
Il giorno dopo non andai a votare.
Il 14 ottobre del 2007 ci furono le primarie costitutive del Partito Democratico.
La sera prima dell’elezione, andando al Jive (un pessimo locale a Sarre), mi fermò una volante etilometrodotata, ritirandomi per la prima e non ultima volta la patente di guida.
Il giorno dopo non andai a votare.
Comincio così a credere nel destino e nei suoi più oscuri presagi.
—–
Il Partito delle “Etichette”.
In questi ultimi giorni, dalla finestra catodica sugli italiani e dai quotidiani, ha cominciato ad affacciarsi il vero volto del Partito Democratico.
A mio parere personale, è peggio di quello che ci si poteva aspettare.
Ieri, a Porta a Porta, i (pochi) telespettatori hanno assistito all’ennesimo colpo di reni contro il parere dei cittadini, operazione maliziosamente ammantata di democrazia e di “riformista” novità.
Mi spiego meglio, va.
Presenti in studio i sindaci PD del “partito del nord” (Chiamparino e Cacciari), quello di Firenze, il vicedirettore di Libero, un certo docente di Bologna, tale Panebianco e ultimo, ma non meno importante, Antonio Polito.
Antonio Polito è il nuovo e raggiante volto del giornalismo filo-PD, ex senatore della Margherita si è poi parzialmente allontanato dal partito dopo l’alleanza con Di Pietro, che in una dichiarazione al Quotidiano Nazionale paragona a Cesare Previti. Sì, avete capito bene.
Dirige il giornale “Il Riformista” e il nome dice tutto.
“Riformista” è una di quelle etichette che va sempre bene autoaffibiarsi, come “liberale” e “garantista”, che vogliono dire tutto, ma semplicemente non vogliono dire niente.
Mi piace immaginare Polito che si presenta ad un Comune Cittadino.
P: “Piacere sono il Riformista”
CC: “Chi?”
P: “Il Riformista!”
CC: “Ahhhh! Piacere Stocazzo.”
El Pì.
continua
35a Cartolina. Storielle, Aneddoti e Ricordi di Infanzia.
11 Dicembre, 2008
Ma perchè i Democratici di Sinistra stanno con l’Union?
Questa era la domanda che, con quel tipico candore infantile, solevo rivolgere ai miei interlocutori più adulti.
Al che, mi si provava a dare una risposta.
Bah, sai, l’UV ha le sue radici nella lotta contro i fascisti, che erano dei cattivoni. Quindi l’UV è una forza di sinistra. Anche i DS (o PDS, non ricordo cos’erano ai tempi) sono una forza di sinistra, quindi, forse, sono amici.. Vabbè, noi nel dubbio, non votiamo per nessuno dei due. Se poi vincono loro, pace. Poteva andare peggio, no?
No?
Come analisi politica faceva un po’ acqua. E io bambino, che viveva di vignette di Charlie Brown e iniezioni endovena del pirata Santoro (tragicamente proiettato a televisori unificati) crescevo col dubbio.
Ok ok, la smetto di menarmela nel tentativo di farvi pensare “ma guarda com’era già intelligente da bimbo”.
La smetto.
Allora uno cresce e comincia a vedere le cose come stanno.
Cominci a sentire le prime “storielle”, su quel presidente là, su quell’altro assessore, su quello che ha fatto la telefonata a quell’altro e che ora ha ricevuto questo in cambio di chissà cosa, su Tizio che ottiene quel posto senza concorsi o con concorsi strani, su Caio (noto intrallazzone) che non si sa come prende tutti gli appalti..
E così via. Storielle, per carità, ma tante, ah se tante.
Poi arrivarono le inchieste, qualche condanna, presunte riabilitazioni, presuntuose quasi.
Niente di clamoroso (tranne una condanna a 16 mesi per abuso d’ufficio per favoreggiamenti in appalti, fonte wikipedia), e poi niente di così accertato e accertabile da poter dire “NOME e COGNOME ha fatto questo questo e quest’altro”. Resta doveroso dire però, che certe cose in una valle piccola piccola come la nostra si sanno, ah se si sanno.
Poi c’è il nostro sistema elettorale a tre preferenze, del quale ho parlato nella sesta cartolina e mezzo, che offre quasi pornograficamente il fianco ad un pauroso sistema di scambio di voti.
Ora non posso, non voglio, non devo dire che questo avvenga, anche perchè le querele arriverebbero, ah se arriverebbero. Rimane il fatto che se uno volesse fare scambio di voti, avrebbe vita facile.
E poi ci sono altre “storielle”, quelle dei delegati di alcuni partiti che si presentano ai seggi e tirano linee sui loro taccuini. “Storielle”, niente di dimostrato, ci mancherebbe.
Alla luce di questo, uno si chiede, non sarebbe il caso che un partito di sinistra (adesso si chiama PD ed è meno di sinistra), che storicamente si è posto anche verso se stesso le cosidette “questioni morali”, cerchi di emanciparsi dalle ombre del sistema dominante della politica valdostana? Magari creando un’alternativa più trasparente a quella dell’Union, come ci si era prefissati nelle primarie?
Pare di no.
La Veltronite (morbo che causa morbidità nei confronti di quelli che dovrebbero essere gli avversari politici, almeno secondo gli elettori) che degenera nella Dalemite (morbo che causa tendenza ad innamorarsi di quelli che dovrebbero essere gli avversari politici, in una sorta di sindrome di Stoccolma) pare aver infettato anche il PD valdostano. Così, almeno, sembra emergere, dagli ultimi post del blog del signor Calì (lui è quello che denuncia, non quello che si innamora).
Un post piuttosto lucido e chiarificatore che pare aver avuto un buon successo di click e che quindi vi rimbalzo.
Chiudo, da buon militante IDV, dicendo che se ci fossero più Calì e più Zoro nel PD, la fusione promessa prima delle elezioni, l’avremmo fatta di corsa.
El Pì.
Diciannovesima Cartolina. PDL + PD = P2
9 Luglio, 2008
Leggendo oggi i giornali (manifesto, repubblica, stampa, corriere della sera, giornale, libero) e soprattutto i blog di tanti illuminati diessini, mi sento in dovere di dire la mia, su quanto accaduto ieri.
Dovere sì, so che pendete dalle mie labbra, stronzetti.
Cominciamo da quella che dovrebbe essere la Notizia:
L’Italia dei Valori incontra i movimenti. (titolo)
Dopo mesi che si studiavano a distanza, il partito di Di Pietro, dopo aver accolto alcune istanze dello staff di Beppe Grillo, ad esempio le “liste pulite” dai pregiudicati, e i vari movimenti spontanei (guidati da personalità dello spettacolo sì, ma in linea di massima spontanei) di cittadini si sono incontrati in Piazza Navona.
E apriti cielo.
Ho avuto modo di vedere tutti gli interventi, alcuni in diretta, altri su iutiùb e ora ve li linko anche.
I più discussi sono quelli di Di Pietro, Travaglio, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti.
Guardateli, prima di continuare, perchè ho notato che un sacco di gente oggi parlava di questi interventi senza averli ascoltati. Quindi prendetevi la vostra oretta.
Bene, io parlerei subito della Guzzanti, la più attaccata dai giornalisti.
Se ne contesta la volgarità.
Io, onestamente, credo che basterebbe avere dei discreti mezzi intellettuali e morali o anche solo ragionare da adulti per andare oltre il linguaggio crudo della comica e coglierne il messaggio.
Linguaggio che, negli attacchi a Mara Upskirt Carfagna, riflette in termini immediati quella che è la realtà e il modo di intendere la vita di Berlusconi stesso. Per sua stessa ammissione.. e intercettazione.
Anzi, c’è di più, è la volgarità stessa ad essere messaggio. La Guzzanti traduce in parole povere cosa vuol dire che una ministra sia ministra perchè “piace” al Presidente del Consiglio.
Quando usciranno le intercettazione alle quali la Guzzanti si riferiva, tutto sarà ancora più chiaro.
C’è chi dice “cosa ci interessa della vita privata di Berlusconi”? Io rispondo che finchè si tromba le ragazze nella sua villa, buon per lui, non interessa a nessuno. Quando queste però diventano ministro senza nessun merito, allora peggio per loro.
Anzi, peggio per tutti. Motivo per cui la cosa passa dall’essere riservata, all’essere di dominio pubblico.
Di Ratzinger voglio solo dire che, come tutti i papi, è un monarca assoluto e come tale va trattato.
Poi. Il linguaggio della rivoluzione, di per sè, è volgare. Da sempre.
Sanculotti, bolscevichi, sessantottini si distinguevano per la volgarità del loro lessico, che contrastava la morale comune e dominante.
La Guzzanti come Robespierre? No, la storia permette i paragoni, ma non si ripete. Non rotoleranno teste, anzi.
I sostenitori del PD non capiscono quanto questa gente, questi comici, questi giornalisti aiutino una grossa fetta di italiani a non chiudersi in se stessi ed isolarsi, cosa che sarebbe il primo step della lotta armata. Manifestazioni come quella di ieri danno entusiasmo, speranza, idee. Danno la possibilità di guardarsi intorno e capire che non si è soli, nel regno del Gran Teletubby.
Alcuni degli “Amici di Veltroni” si chedono “Dopo la manifestazione, quanti di coloro che avevano votato Berlusconi alle scorse elezioni hanno cambiato idea?”
Questa è proprio la logica che si deve combattere, quella della politica come reality show (piacerò agli italiani?), la stessa della Annunziata.
Bisogna dire quello che bisogna dire e avere il coraggio di dare dello stronzo all’elettore.
Incutere lo stesso timore che la Rai di Bernabei incuteva nel telespettatore del tempo.
Basta accarezzare le pance, questo è il gioco di Berlusconi e nessuno lo può fare meglio di lui.
Si deve capire che nessuno può vincere in questo sistema di confrontazione politica, divisa su due assi (come voleva la P2) tra due partiti che rispecchiano solo gli interessi delle élites. Inseguendo elettori lobotomizzati da 20 anni di Berlusconismo.
Sguazzando in questo sistema bipolare, non si cambierà nulla, ci si ridurrà al limite a fare l’infermierina del sistema. Sono 15-20 anni che abbiamo Forza – Ds al governo. Se non riusciamo ancora ad abbattere la metà più marcia, abbattiamo l’altra.
Gli elettori PD devono rendersi conto che in Italia c’è un regime piduista e che qualunque cosa diranno nelle piazze, anche le più “moderate” saranno comunque usate dai grandi media contro di loro. Allora, tanto vale alzare il tiro. Essere ambiziosi. Tanto, per 5 anni, non c’è altro.
C’è anche chi è fissato con il protagonismo di Travaglio, Grillo & C.
Sono quelli che capisco di meno, ma cosa cazzo me ne frega se questi siano o meno maniaci di protagonismo? Mi cambierebbe qualcosa sapere che Travaglio prima di parlarmi di processi si guardasse per ore allo specchio o che scopa molto di più ora che sale sui palchi? O di quanto fattura Grillo mentre mi da una (per me) soddisfacente descrizione dell’economia italiana?
Siamo un paese di invidiosi, di wannabe.
Ecco, l’avevo pensato molto diverso questo post, ma purtroppo l’immediatezza spesso fa peccare in stile.
Come concludere? Citando il poeta, vaffanculo.
el π
Arrivano i congressi.