37a Cartolina e 1/2. Ma PD..
19 Dicembre, 2008
Dal Grande Brainstorming.
Mai visto dei politici di sinistra andare così d’accordo con Vespa e con i giornalisti di Libero.
Elenco in maniera un po’ random quello che è emerso ieri sera da questo frappé di menti illuminate.
1. Di Pietro è il nemico. Un populista che ruba voti alla sinistra.
Il PD ha scelto di candidare Carlo Costantini dell’IDV per l’Abruzzo, per recuperare credibilità visto che l’intera giunta del PD era stata spazzata via dalle inchieste giudiziarie.
Comincio a pensare che questa fosse solo l’apparenza da dare agli italiani.
La verità è che se il PD fosse andato da solo e avesse preso il 19% che ha preso, con l’IDV al 15%, si sarebbe dovuto sotterrare.
Da qui, l’idea illuminante: “andiamo con Di Pietro, perchè se lo facciamo andare da solo rischiamo di farci dare una batosta, poi quando perdiamo con lui, diciamo che che ci ruba voti e che ci ha fatto perdere con la sua antipolitica“. <— altro termine del cazzo.
Questo per smarcarsi finalmente dall’ex PM e avere le mani libere per “riformare” assieme al PDL la giustizia.
Sembra fantapolitica, ma a sentire l’altro punto emerso nel proseguire di Porta a Porta prende una certa consistenza.
2. La giustizia va riformata. Le intercettazioni sono troppe. Prima di tutto va fatta una legge per limitarle.
“Questa è da portare a casa il più presto possibile, eh?” Vespa ammiccava nell’assenzo generale, parlando di limitare le intercettazioni.
“Siamo il paese col più grande numero di intercettazioni, bisogna fare qualcosa” rimpallava Polito.
Invece di chiedersi se l’alto numero di intercettazioni non sia dovuto ad un alto numero di corruzione, come le cronache, dal ‘92 ad oggi fanno pensare.
Questi fanno gli americani, fregiandosi di Obama, che sta ad anni luce dall’Italia. Dimenticano forse che negli Stati Uniti oltre alle intercettazioni ci sono anche i “provocatori” di reato. Se un giudice ha il sospetto che un politico sia corrotto, gli manda un agente FBI camuffato che cerca di indurlo a commettere illegalità, ad esempio proponendogli mazzette, per poi incriminarlo.
Per non parlare della riforma della giustizia.
Di che riforma si parla? Perchè ai cittadini interessa solo che questa sia snellita dalla burocrazia e più veloce. Siamo sicuri che PDL e PD abbiano solo questo scopo in mente? Staremo a vedere.
Inutile dire che prestandosi ad una riforma che vada a toccare gli equilibri della magistratura il Pd si suiciderebbe di fronte al proprio elettorato, ma i vertici non sembrano accorgersene.
Anzi, alcuni danno l’impressione che se potessero governare senza elezioni ed elettori (vedi D’Alema) sarebbe ancora meglio.
E qui arriviamo alla fine.
Storia del PDS/ULivo – DS/Margherita – PD.
Sono anni ormai che grosse fette dell’elettorato del centro-sinistra manifestano intolleranza verso i propri rappresentanti, questi da anni non solo ignorano questi segnali ma sfoderano le più fantasiose opposizioni nei confronti di questi rigurgiti. I frasari li ricordiamo, cose tipo “x è un boomerang per la sinistra” dove per x sta chiunque non stia col comandante in carica.
Per non parlare dei soliti giornalisti da Corriere della Sera (non quelli ai quali vengono tolte le inchieste mentre seguono why not, gli altri) con i loro continui “populismo, antipolitica blablabla, ricatto opportunista blablablabla giustizialista, cavalcare il popolo (scemo) blablabla..”
Dai girotondi, al popolo di Grillo, all’IDV, questi sono diventati viavia i più acerrimi nemici per il PD. “Nemici” che nascono però ogni qualvolta l’elettorato si rende conto che non vi è una vera e propria alternativa al berlusconismo.
Provate a pensarci. Tutte le volte che è stato candidato un membro dell’attuale PD, da Occhietto a Rutelli a Veltroni, il centro-sinistra ha sempre perso le elezioni. Altro che dare la colpa all’IDV.
Con Prodi, un uomo al di fuori di certe logiche di partito e per questo costantemente indebolito e bersagliato dal partito stesso, si è sempre vinto.
Dulcis in fundo (stavolta sono stato lungherrimo, ma la questione meritava) l’ultima dichiarazione del ministro ombra per lo sviluppo economico Paola Merloni, altra mente illuminata di provenienza Margherita: “Dietro queste inchieste (quelle sulle varie giunte PD) c’è Di Pietro, l’unico che ci guadagna: forse la magistratura ha scelto l’Idv come il nuovo referente”.
A questa dichiarazione fa eco una simile di Cossiga ed è dire tutto.
Balza agli occhi immediatamente come i dirigenti del PD siano le principali vittime delle strampalate teorie di Berlusconi sulla magistratura rossa e politicizzata. Del resto, se vi ricordate bene, il PCI smise di esserlo e divenne PDS, togliendo poi la falce e martello dal simbolo soprattutto perchè incalzato da Forza Italia che parlava dei crimini di Stalin, con i quali nessuno in Italia aveva un cazzo a che fare. In pratica, sono gli unici a credere realmente alle sparate del Presidente del Consiglio.
Perciò concludo citando me stesso (lo so che non si fa, ma puppa), quello che dicevo in tempi sospetti, ma un po’ meno sospetti: “Non c’è solo Berlusconi, c’è tutto un sistema che lo sostiene, non si può combattere il primo, senza neutralizzare anche il secondo. Il PD fa parte dello stesso sitema di Berlusconi. Adesso che c’è tempo, 5 anni, possiamo provarci.”
El Pì.
37a Cartolina. Sdegno Antipolitico Giustizialista e Blablabla.
19 Dicembre, 2008
Oscuri Presagi.
Qualche anno fa, credo fosse la primavera del 2005, dovevano esserci le primarie per scegliere il candidato alle elezioni del centro-sinistra.
La sera prima dell’elezione, tornando a casa dal Trucker (un bel locale a Villeneuve), mi schiantai ai 90-100 km all’ora contro un muro e la mia povera Saxò andò a fuoco. Fui accompagnato a casa con la volante.
Il giorno dopo non andai a votare.
Il 14 ottobre del 2007 ci furono le primarie costitutive del Partito Democratico.
La sera prima dell’elezione, andando al Jive (un pessimo locale a Sarre), mi fermò una volante etilometrodotata, ritirandomi per la prima e non ultima volta la patente di guida.
Il giorno dopo non andai a votare.
Comincio così a credere nel destino e nei suoi più oscuri presagi.
—–
Il Partito delle “Etichette”.
In questi ultimi giorni, dalla finestra catodica sugli italiani e dai quotidiani, ha cominciato ad affacciarsi il vero volto del Partito Democratico.
A mio parere personale, è peggio di quello che ci si poteva aspettare.
Ieri, a Porta a Porta, i (pochi) telespettatori hanno assistito all’ennesimo colpo di reni contro il parere dei cittadini, operazione maliziosamente ammantata di democrazia e di “riformista” novità.
Mi spiego meglio, va.
Presenti in studio i sindaci PD del “partito del nord” (Chiamparino e Cacciari), quello di Firenze, il vicedirettore di Libero, un certo docente di Bologna, tale Panebianco e ultimo, ma non meno importante, Antonio Polito.
Antonio Polito è il nuovo e raggiante volto del giornalismo filo-PD, ex senatore della Margherita si è poi parzialmente allontanato dal partito dopo l’alleanza con Di Pietro, che in una dichiarazione al Quotidiano Nazionale paragona a Cesare Previti. Sì, avete capito bene.
Dirige il giornale “Il Riformista” e il nome dice tutto.
“Riformista” è una di quelle etichette che va sempre bene autoaffibiarsi, come “liberale” e “garantista”, che vogliono dire tutto, ma semplicemente non vogliono dire niente.
Mi piace immaginare Polito che si presenta ad un Comune Cittadino.
P: “Piacere sono il Riformista”
CC: “Chi?”
P: “Il Riformista!”
CC: “Ahhhh! Piacere Stocazzo.”
El Pì.
continua