“Le generazioni cambiano, ma la scuola rimane sempre uguale a se stessa”.

suggestivo scorcio di tastiera che fa molto discorso giovane sui media giovaniCosì dice il mio ex professore di filosofia.

E ha ragione secondo me.

L’istruzione (per molti versi uguale dagli anni 70) viene ricevuta peggio dalle nuove generazioni.

Queste hanno ormai capacità cerebrali completamente differenti (non migliori, non peggiori, semplicemente diverse) da quelle di 20-30 anni fa: più olistici, ipertestuali e immediati, meno mnemonici e riflessivi.

L’uso e l’impiego di media nuovi, e quindi diversi da quelli precedenti, ha concorso a stimolare sensi diversi e a far prevalere connessioni cerebrali diverse.

Molto dello stacco percepito tra mondo degli adulti e mondo degli adolescenti/giovani si potrebbe forse motivare in questo modo: una rivoluzione della percezione del mondo.

E’ già successo, succederà ancora.

Io, che ho 25-26 anni, appartengo ad una generazione a cavallo tra l’era del citofono e quella di internet.

Tra la seconda e la terza superiore il modo di mettersi Read the rest of this entry »

In fondo è tutto un problema di istruzione.

Ha ragione Umberto Bossi. Non per quel che riguarda le sue tesi sui professori del sud che non dovrebbero insegnare al nord. Questo è semplicemente razzismo.

Posso solo portare l’esempio di mio padre, professore di francese, che emigrò (30 anni fa più o meno) dal Salento in VDA e si trovò a scegliere tra decine di cattedre. Non c’erano abbastanza laureati per coprire i posti.

Sì, argomentare con prove individuali non è il massimo, ma in questo caso mi sembrava pregnante.

Per una nota di colore aggiungo che il sindacato dell’Union Valdotaine (che non centra con la Lega, ma che ho l’impressione che nasconda tante brutte facce sotto l’involucro di “partito autonomista”), il SAVT credo, disse all’allora mio giovane genitore che avrebbe dovuto accontentarsi di qualche ora sparsa qua e là, mentendo spudoratamente. La CGIL svelò il fattaccio. Il resto è noiosa storia personale.

Dunque. Mi correggo, più che avere ragione, Bossi e i suoi elettori SONO la ragione della mia prima frase di questo post. Perciò scusatemi, è evidente che ho dei problemi con gli ausiliari.

Le malelingue, ovviamente comuniste, attribuiscono la ragione dell’ultima sparata del senatur al fatto che suo figlio sia stato bocciato alla maturità.

Siamo un paese di faziosi bontemponi, vi pare forse che un uomo politico di tale caratura possa influenzare la sua linea per delle ragioni così strettamente personali? Ma vi pare? Eh?

Se comunque, per qualche strana ragione, ci fosse qualcosa di vero in questo e se per caso il figlio avesse le stesse idee politiche del padre, allora capirei le sue difficoltà scolastiche. Pensate all’idea di geografia o di storia che possono venire fuori da un leghista.

Altro esempio personale (fai 30, fai 31).

Dovevo scrivere un articolo su Miss Padania.

Mi sono trovato di fronte al, a quel tempo e forse anche ora, deputato Angelo Alessandrini e alla delegata Anna Parisch, organizzatrice del nordico evento.

Dopo non aver riconosciuto il deputato, scambiandolo per un oscuro politico valdostano, da vero professionista, mi fermai a chiedere delucidazioni sul concorso a madame Parisch.

Spiegandomi cordialmente i segreti di un concorso di bellezza insiteva con l’aggettivo “padano”, al che non ho resistito.

Io con finto candore: “mi scusi, che cos’è la padania?”

Silenzio, imbarazzo.

Lei: “ma come? Lo sanno tutti cos’è la Padania”

Io ormai in trance giornalistica: “no, me lo spieghi. Che cos’è la padania?”

Lei annaspa un po’, il discorso diretto risulterebbe poco chiaro. L’idea era: “La padania è dal Po in su” salvo poi però rendersi conto che così si tagliava fuori la Liguria, mezzo Piemonte e così via, al che crisi.

Io vengo in soccorso (tra il candore e l’essere palesemente una faccia di culo): “Non lo so, forse il limite ideale potrebbe stare nella divisione tra romània occidentale e romània orientale? (una divisione dei linguisti tra le lingue neolatine) Con un confine tra La Spezia e Rimini?”

Lei a quel punto era disorientata, io approfittandone reagivo con l’azione peggiore che può fare un giornalista per stressare l’interlocutore: guardarlo fisso in silenzio ostentando calma serafica e scrivendo tutto sul taccuino.

Lei taglia corto: “Beh comunque il concorso è aperto a tutte le ragazze italiane, adesso devo andare”.

Allora, per chiudere, mi chiedo: questi, quando scenderanno con 300000 fucili (cit.), dove cazzo andranno?

el π

Per farsi un idea, eccovi il milieu culturale di Bossi (minuto 4.41).