Lissitzky - Cuneo RossoArrivano i congressi.

I due maggiori partiti del centro sinistra, il PD e l’IdV, nei prossimi mesi cambieranno.

Motivo per cui, nonostante il tema sembri già sul nascere piuttosto noioso è giusto comunque spenderci un po’ di parole.

Facciamo così. Arrivo subito al punto.

In questo periodo di crisi ed incertezza economica, e l’abbiamo visto con le scorse europee, le destre prevalgono.

Paradossalmente (ma forse non tanto), la ggente (quella con due g) insicura ed incerta sulla sua possibilità di mantenere il proprio benessere si è rivolta a quei partiti che promettono di privilegiare i “bianchi indigeni”.

Notate bene, questo processo si può descrivere con tutte le sfumature che volete, ma la sostanza è questa.

I “bianchi europei”, spaventati dal mondo globalizzato, votano in maggioranza partiti autoreferenziali. Quei partiti che dicono che la nostra cultura è indiscutibilmente Read the rest of this entry »

37a Cartolina e 1/2. Ma PD..

19 Dicembre, 2008

Dal Grande Brainstorming.

Mai visto dei politici di sinistra andare così d’accordo con Vespa e con i giornalisti di Libero.

Elenco in maniera un po’ random quello che è emerso ieri sera da questo frappé di menti illuminate.

1. Di Pietro è il nemico. Un populista che ruba voti alla sinistra.

Il PD ha scelto di candidare Carlo Costantini dell’IDV per l’Abruzzo, per recuperare credibilità visto che l’intera giunta del PD era stata spazzata via dalle inchieste giudiziarie.

Comincio a pensare che questa fosse solo l’apparenza da dare agli italiani.

La verità è che se il PD fosse andato da solo e avesse preso il 19% che ha preso, con l’IDV al 15%, si sarebbe dovuto sotterrare.

Da qui, l’idea illuminante: “andiamo con Di Pietro, perchè se lo facciamo andare da solo rischiamo di farci dare una batosta, poi quando perdiamo con lui, diciamo che che ci ruba voti e che ci ha fatto perdere con la sua antipolitica“. <— altro termine del cazzo.

Questo per smarcarsi finalmente dall’ex PM e avere le mani libere per “riformare” assieme al PDL la giustizia.

Sembra fantapolitica, ma a sentire l’altro punto emerso nel proseguire di Porta a Porta prende una certa consistenza.

2. La giustizia va riformata. Le intercettazioni sono troppe. Prima di tutto va fatta una legge per limitarle.

“Questa è da portare a casa il più presto possibile, eh?” Vespa ammiccava nell’assenzo generale, parlando di limitare le intercettazioni.

“Siamo il paese col più grande numero di intercettazioni, bisogna fare qualcosa” rimpallava Polito.

Invece di chiedersi se l’alto numero di intercettazioni non sia dovuto ad un alto numero di corruzione, come le cronache, dal ‘92 ad oggi fanno pensare.

Questi fanno gli americani, fregiandosi di Obama, che sta ad anni luce dall’Italia. Dimenticano forse che negli Stati Uniti oltre alle intercettazioni ci sono anche i “provocatori” di reato. Se un giudice ha il sospetto che un politico sia corrotto, gli manda un agente FBI camuffato che cerca di indurlo a commettere illegalità, ad esempio proponendogli mazzette, per poi incriminarlo.

Per non parlare della riforma della giustizia.

Di che riforma si parla? Perchè ai cittadini interessa solo che questa sia snellita dalla burocrazia e più veloce. Siamo sicuri che PDL e PD abbiano solo questo scopo in mente? Staremo a vedere.

Inutile dire che prestandosi ad una riforma che vada a toccare gli equilibri della magistratura il Pd si suiciderebbe di fronte al proprio elettorato, ma i vertici non sembrano accorgersene.

Anzi, alcuni danno l’impressione che se potessero governare senza elezioni ed elettori (vedi D’Alema) sarebbe ancora meglio.

E qui arriviamo alla fine.

Storia del PDS/ULivo – DS/Margherita – PD.

Sono anni ormai che grosse fette dell’elettorato del centro-sinistra manifestano intolleranza verso i propri rappresentanti, questi da anni non solo ignorano questi segnali ma sfoderano le più fantasiose opposizioni nei confronti di questi rigurgiti. I frasari li ricordiamo, cose tipo “x è un boomerang per la sinistra” dove per x sta chiunque non stia col comandante in carica.

Per non parlare dei soliti giornalisti da Corriere della Sera (non quelli ai quali vengono tolte le inchieste mentre seguono why not, gli altri) con i loro continui “populismo, antipolitica blablabla, ricatto opportunista blablablabla giustizialista, cavalcare il popolo (scemo) blablabla..”

Dai girotondi, al popolo di Grillo, all’IDV, questi sono diventati viavia i più acerrimi nemici per il PD. “Nemici” che nascono però ogni qualvolta l’elettorato si rende conto che non vi è una vera e propria alternativa al berlusconismo.

Provate a pensarci. Tutte le volte che è stato candidato un membro dell’attuale PD, da Occhietto a Rutelli a Veltroni, il centro-sinistra ha sempre perso le elezioni. Altro che dare la colpa all’IDV.

Con Prodi, un uomo al di fuori di certe logiche di partito e per questo costantemente indebolito e bersagliato dal partito stesso, si è sempre vinto.

Dulcis in fundo (stavolta sono stato lungherrimo, ma la questione meritava) l’ultima dichiarazione del ministro ombra per lo sviluppo economico Paola Merloni, altra mente illuminata di provenienza Margherita: “Dietro queste inchieste (quelle sulle varie giunte PD) c’è Di Pietro, l’unico che ci guadagna: forse la magistratura ha scelto l’Idv come il nuovo referente”.

A questa dichiarazione fa eco una simile di Cossiga ed è dire tutto.

Balza agli occhi immediatamente come i dirigenti del PD siano le principali vittime delle strampalate teorie di Berlusconi sulla magistratura rossa e politicizzata. Del resto, se vi ricordate bene, il PCI smise di esserlo e divenne PDS, togliendo poi la falce e martello dal simbolo soprattutto perchè incalzato da Forza Italia che parlava dei crimini di Stalin, con i quali nessuno in Italia aveva un cazzo a che fare. In pratica, sono gli unici a credere realmente alle sparate del Presidente del Consiglio.

Perciò concludo citando me stesso (lo so che non si fa, ma puppa), quello che dicevo in tempi sospetti, ma un po’ meno sospetti: “Non c’è solo Berlusconi, c’è tutto un sistema che lo sostiene, non si può combattere il primo, senza neutralizzare anche il secondo. Il PD fa parte dello stesso sitema di Berlusconi. Adesso che c’è tempo, 5 anni, possiamo provarci.”

El Pì.

Che dire? Che fare?

Circondato dal mutismo generale dei blog dei vari miei commoventi coetanei e corregionali, mi impongo di scrivere qualcosa.

Il fatto è che quando non scrivi da un po’ ti si accavallano tanti argomenti da trattare, il che fa passare la voglia.

Ma ho una soluzione.

Fottersene.

Parlerò quindi di me e di quella volta che mi sono tesserato all’Italia dei Valori.

- Perchè?

Questa è stata la prima domanda postami nella piccola sede IDV aostana al momento del tesseramento.

La prima di una lunga serie di domande alla quale ancora non so rispondere.

Mi ricordo che fin da piccolo ho sempre seguito la politica e che la questione di Mani Pulite mi colpì molto. Anche la figura di Di Pietro, la sua gestualità da teatro popolare, la sua meridionalità, l’immediatezza..

Qualcosa bisognava pur dire.

- Diciamo che Di Pietro per te è un po’ un mito allora.

Mi disse una signora presente.

- Porca puttana.

Pensai.

Nella mia mente potevo vedere Fat Mike ridere di me.

Non mi ero mai posto l’idea di avere un mito.

- I ain’t no fucking herooo

Mi canticchiavo nella testa.

Anche perchè, detto fra noi, la parola stessa mi evoca ricordi che mettono i brividi.

Poi (tipo, 10 minuti fa) ho deciso di trascendere.

Ho deciso che è stupido e immaturo storcere il naso di fronte alle etichette alle quali, facendo un passo del genere, per forza di cose, ci si espone.

O peggio, entrare in un’istituzione con un atteggiamento di diffidenza o di inadeguatezza nei confronti della stessa.

In fondo, l’importante è avere qualcosa da dire.

Del resto e per concludere, come dice il poeta

If you think that punk rock doesn’t mix with politics, you’re wrong.

El Pì.