Kill B. Atto Finale.

26 Giugno, 2009

Andrieux - La bataille de Waterloo

“Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?”

A C faceva male il ginocchio.

Sedendosi, non aveva considerato la presenza di un piano verticale in legno che scendeva, nella sua inutilità, pochi centimetri all’interno del tavolo di quello studio.

“Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?”

La dottoressa incalzava, ma senza troppa convinzione.

Forse era per via del caldo.

Indossare un golf di lana a luglio non invoglia ad essere zelanti.

“Allora?”

A C faceva male al ginocchio e ora veniva anche da ridere.

“Certo che no, dottoressa”

Quello che al Sert non considerano, o perlomeno Read the rest of this entry »

Ding Dong..

Campane? Di notte?

Ding Dong..

Metto a fuoco. B saltella ancheggiando. Un ballerino di samba che ha alzato il gomito.

Legati alla cintura, 4-5 boccali da un litro.

Ding Dong.. CRASH

Pioggia di Cristallo.

_

Vicino alle toilettes.

“Dov’è B?”, “Provo a chiamarlo”

Due squilli. “Chi parla?”, voce di donna.

“B dov’è? Tu chi sei?”, “ah è amico vostro? È qui, dietro una macchina. Ve lo riporto subito”, “euuh.. grazie..”.

Arriva B, si può tornare a dormire.

“Un Montenegro prima?”, si può tornare a bere.

_

Al bancone.

“Dai, non me lo dai un bacio?” le chiedeva lei.

“Hmm?”, pensavo io.

“Non mi sembra il caso”, le rispondeva la barista.

“Hmm?”, ero confuso.

Siamo ragazzi di provincia, in fondo.

-

Finale alternativo.

Camera d’albergo.

“Stai attento ai boccali quando ti slacci la cintura”

Shhhhhh… CRASH

Pioggia di Cristallo.

Alternativa.

_

Ritorno.

Subito un enorme problema: marciapiede costeggiato da pericolosissimi spartitraffico.

Rossi e bianchi di plastica, pieni di acqua.

In nome della sicurezza, vengono tempestivamente spostati in strada.

SuperEroi.

Davvero.

el π

Tramontava il sole, si accendeva la festa. Come nelle pubblicità.

Gressoney: ce ne sono due, a distanza di qualche km. Si parla di quella con la festa della birra, la più grande di tutta la Valle, non l’altra, quella qualche km più su o più giù, insomma, che importa.

Birra tedesca, portata con i camion, servita in grossi boccali. Buoni sentimenti, come a Natale.

Sull’altro lato della strada, un furgoncino magico: ci salivano poliziotti e ne scendevano uomini. Mezza età, aspetto schivo, zainetti e marsupi gonfi. Bere sì, fino a sudare birra, fino a pensare birra, ma niente canne, assolutamente niente canne.

Non è un problema: si sa come va da queste parti. In ogni caso, ogni anno ne beccano qualcuno. Memorizzare i volti Digos, non si sa mai, può sempre tornare comodo. Fatto.

Festa, con tutto ciò che questo comporta: c’è chi adocchia una trentenne avvenente (così sembrava) e si lancia nel ballo. Ballo di gruppo. Di fronte all’orchestra che suona liscio. In prima fila.

Brano eseguito: YMCA, Village People.

Dirige: un crucco grasso con le bretelle.

“Cazzo, quel brano ha scavallato anche il trash ormai, è solo immensamente triste” pensano gli amici. La festa continua.

Seguendo le ragazze dello staff, si finisce nella zona riservata allo staff, il resto dello staff protesta. “Il poliziotto di quartiere ha detto che potevamo”, ci si giustifica. Poco credibile. Assolutamente vero.

E così via.. nella folla spunta un volto Digos: “Tana a Digos!”. Digos risponde con sguardo attonito, tastando il marsupio/arma da fuoco. Per sicurezza ci si dilegua nella folla, ma col sorriso sulle labbra. Come minimo avrebbe chiesto i documenti, sarebbe stato tempo perso, per entrambi.

Il numero di forze dell’ordine, presenti alla manifestazione, è sproporzionato anche in relazione ai 120000 abitanti di tutta la fottuta regione.. ma non fa niente. Si continua.

Qualcuno di fronte alla toilette (con le canalette, come a Monaco.. ma dove pisciano le donne?) fa i suoi bisogni. Non dentro, di fronte, guardando con aria di sfida, oltre che col pene in mano. Situazione poco chiara, meglio cambiare aria, lasciar perdere. Si continua.

Di nuovo forze dell’ordine, questa volta carabinieri in divisa. “E voi? non siete a Nassiriya? A divertirvi?”, rispondono sorridendo: è gente di paese, gente alla mano. Non i soliti meridionali, completamente spaesati dall’esilio in una valle di alcolisti, situata nel sedere dei lupi (estinti peraltro).

“Perchè avete le righe rosse sui pantaloni?”

“Per trovarci le tasche”, rispondono.. Amicizia fatta.

Si continua, fino a che non è ora di tornare.

el π