34a Cartolina. W la Squola

5 Dicembre, 2008

“Invece di guardare i video di questa prestafaccia degli interessi dei privati, andate a guardarvi quelli di Di Pietro, che da anni informa i cittadini su youtube, senza aver bisogno di andare a menarsi il torrone in televisione con una compiacente Safiria Leccese”

Bannato.

Neanche la possibilità di replicare data ad altri, ai quale il commento è stato cancellato (parlo di decine e decine di commenti più equilibrati del mio, nell’ultima ora).

Peccato, avevo già collezionato cinque pollicini in su, di quelli che aumentano la propria autostima.

Ma la rete è grande, non è Studio Aperto, motivo per cui tutto il dissenso (talvolta costruttivo, talvolta volgare) emerge nei video correlati che ripropongono quello del ministro Gelmini senza censurarne i commenti.

Oltre che nel rating del video, impossibile da falsificare.

Paradossalmente poi la richesta di dialogo con i cittadini arriva a giochi fatti.

Dopo aver scritto “una riforma che non è una riforma che tocca l’università alla quale chi protesta non capisce perchè protesta perchè manovrato dalle sinistre o forse perchè frequenta l’università pubblica italiana ed è complice dei rettori baroni eccecc..” e via così con il solito frasario / muro di gomma al quale da anni ci ha abituato il P2/Forza Italia/Cdl/Pdl (per rispolverare un evergreen del nostro premier).

Una serie di stangate alla già traballante istruzione pubblica.

Sempre in tema di paradossi, da una parte la scelta di youtube, promossa sul telegiornale di Italia 1, il quale a sua volta ne fa ampio uso per i suoi “servizi”. Dall’altra, la causa intentata da Mediaset nei confronti dell’azienda di Google per violazione del copyright.

Certo, si può in parte obiettare che Maria Stella Gelmini non sia Mediaset. Liberi di farlo. Se siete così sottili da cogliere le sfumature e capire dove finisce un interesse e dove comincia un’altro nella coalizione del Popolo della Libertà, siete liberi di farlo.

—–

Ieri guardavo Santoro. Bella puntata. Leggera, ma con continue immersioni.

Oltre ad avere realizzato di amare Norma Rangeri, del manifesto, ma con il corpo di Belen Rodriguez (si perdoni il mio gretto materialismo maschilista), ho trovato uno spunto interessante.

Dei ragazzi dell’”onda” (termine già svalutato dai soliti feticisti delle parole, i giornalisti) si lamentavano delle 150 ore.

Cosa sono?

Tu paghi 2000€ (nel mio caso, per farvi un esempio) di tasse universitarie all’anno e in più per avere 10 crediti devi lavorare 150 ore per l’accademia come segretario, usciere, umidifica francobolli, in pratica impiegato congenito da sottoscala, senza essere pagato.

Pur di non assumere, ci si inventa di tutto. Questo è il livello delle università italiane. Questi lavori vengono spacciati come “tirocinio, stages”, ma in raltà sono lavori di segreteria che dovrebbero essere fatti da segretari qualificati. Anche perchè alcuni fogli che passano sotto le mani di svogliati studenti/schiavi, sono piuttosto importanti.

Come fare per ribellarsi? Non fare le 150 ore. Fare 2 esami di più.

Famose na cultura.

Allo studente quello che è dello studente, al segretario quello che è del segretario.

El Pì.

Autunno, cadono le foglie.

La prendo da lontano.

Ieri, Mercalli, alla tv, ha detto “piogge intense”, qualche minuto dopo fuori pioveva, molto intensamente.

Un mesetto fa, il ministro Tremonti, alla tv, ha detto “tagli alla scuola”, qualche giorno dopo sono arrivati i tagli alla scuola.

Alla tv, pare, dicano tutti la verità.

Al TG1 però vanno oltre.

Al TG1 si dicono tutte le verità.

Il che complica le cose.

Nello stesso servizio si può sentire tutto ed il contrario di tutto.

Per “servizio” si intende: dato un qualunque argomento di attualità e politica, farlo commentare e spiegare da un politico della maggioranza e da uno dell’opposizione.

Si contrappongono quindi due verità, tra loro spesso speculari.

Il che da l’effetto di stare realmente perdendo del tempo nel seguire il telegiornale che si potrebbe impiegare meglio guardando cose del genere. (vi siete chiesti perchè ultimamente scrivo poco?)

Sono quasi certo di poter fare il culo a Riotta, parlando di share, con questa roba.

Proprio oggi, un esempio culminante.

Secondo l’inviata che seguiva le contrattazioni tra sindacati autonomi e Cai sulla questione Alitalia, i sindacati autonomi non volevano firmare perchè la Cai non garantiva il posto alle madri con figli piccoli o diversamente abili.

La Cai rispondeva: “garantiamo il posto alle madri con figli piccoli o diversamente abili”.

Fine servizio.

Mi arrendo, è più di un’ora che cerco il nome dello “studente universitario di centro destra” che è stato invitato ad “Anno 0″ e a “Porta a Porta” senza riuscire a venirne a capo.

Perciò lo chiamerò Giovane Azzurro.

Giovane Azzurro è un esempio brillanterrimo di interpretazione creativa del reale.

Sono giorni che passa in tv proponendo la sua teoria sulla “maggioranza silenziosa degli studenti che vorrebbe studiare invece che occupare e che si trova d’accordo con il ministro Gelmini”.

Non si ferma di fronte a nulla.

Organizza di continuo manifestazioni di 20-25 persone.

Quando Santoro gli propone una proporzione, anche se un po’ traballante, più o meno accettabile, ricavando secondo i gruppi di facebook, tra quelli che sono iscritti a gruppi contro la Gelmini e quelli che sono in gruppi a favore, una stima numerica dei due movimenti, con i risultati che ogni persona normalmente dotata di buon senso darebbe per veritiera, perde la testa.

Lui conosce la verità sulle preferenze politiche degli studenti universatari.

Il mondo di Matrix erroneamente crede, confuso da un velo alla Schopenhauer, che la maggior parte degli studenti universitari sia di sinistra e contro la riforma Gelmini.

Questa gente si sbaglia.

Giovane Azzurro è l’eletto, lui può decifrare Matrix, lui è in continua comunicazione telepatica con la Maggioranza Silenziosa degli studenti e quest’ultima adora la Gelmini.

Noi comuni mortali, schiavi della propaganda dei vari agenti Smith (noti stalinisti), non possiamo vederli.

Ma le università, soprattutto quelle umanistiche, tipo Palazzo Nuovo, sono vere e proprie roccaforti della destra.

Ma GA non può dimostrarlo, motivo per cui viene scambiato per pazzo visionario.

Una storia triste, quanto italiana.

el π

P.s: prossima volta, pillola azzurra per tutti.


A me Crozza non piace. Niente di personale.

Diciamo che non mi piace tanto. Diciamo che ha alti e bassi. Diciamo che dovrebbe scremare quello che dice e quello che fa, tenendo quel 30-40% di cose buone.

Forse un programma tutto suo è eccessivo.

Poi, in ogni caso, è chiaro, guardando il resto dei vari palinsesti, è inutile dirlo, spicca.

In ogni caso qualche giorno fa, a Ballarò, è stato autore di uno di quei lampi geniali, nei quali, una persona, con una frase dice tutto, illuminando chi ascolta.

“Riforma della scuola del ministro Gelmini: si torna ai voti espressi in numeri, ai grembiuli, al maestro unico, licenziando migliaia di professori.

Sarebbe come se questo mio intervento in tv lo facessi in bianco e nero, licenziassi il cameramen per poi chiamare il tutto riforma della televisione”.

__

Leggendo su un volantino appeso in un circolo Arci una frase di Antonio Gramsci, “Agitatevi, Organizzatevi, Studiate”, ho elaborato la teoria del climax discendente nella sinistra italiana.

- Immaginate due proletari, molto agitati.

Uno dice all’altro: “E ora? che facciamo? CHE FACCIAMO?!?!?”.

L’altro risponde: “studiamo”. -

Ora, é ovvio che il massimo dell’emancipazione per le classi lavoratrici fosse quella di studiare.

E allora cosa ne viene fuori?

Un’intersecazione di significati in ascesa e in discesa.

Cala la dinamicità dell’azione politica, cresce il suo valore intellettuale.

Che fare? Ma soprattutto che dire? E quale è la relazione tra le due “azioni”?

Fare sinistra, deve implicare questo genere di riflessioni, teoriche poi solo in apparenza.

La sinistra è analisi, critica e rovesciamento dello status quo.

Lo status quo (o la destra) è un lavoro di immagine.

Un lavoro di convinzione da parte delle élites sociali nei confronti delle classi lavoratrici.

Il gioco della destra sta nell’affermare il proprio sistema come il migliore dei sistemi possibili, quello della sinistra afferma che un sistema migliore è possibile, dopo un primo processo di analisi, un lavoraccio.

Questo spiega perchè molta sociologia, parta dal pensiero marxista ed engelsiano.

Per chiudere, vi propongo un’altro climax discendente a proposito di sinistra italiana:

GRAMSCI ——-> Togliatti ——-> veltroni.

el π