Discutendo con A.M. (uno che conosco, più ferrato di me in politica locale) sono usciti altri aspetti di come si potrebbe truccare il voto in Valle d’Aosta, l’unica regione d’Italia nella quale si possone esprimere tre (il gioco sta tutto qui) preferenze, invece che una o due come in tutte le altre regioni d’Italia.

Vi riporto fedelmente le sue stesse parole da msn che, sempre per la politica antifatica di questo blog, non ho intenzione di riordinare:

la riconoscibilità del voto non è data da un particolare tipo di scrittura, ma dalle cordate
(qui A.M. nega la mia tesi della cartolina sesta, perchè è un po’ uno stronzo)

se io ti dico “vota per me”, ma non posso farti fotografare la scheda, ti dico “vota per me, per pino e per carmelo” e quindi, contando poi le “combinazioni” di tris uguali, chi compra il voto può controllarlo
(il gioco viene facile considerando il numero esiguo di elettori per seggio, siamo una regione piccola)

questo si può ovviare in due modi: rendendo la preferenza unica (o al massimo doppia) e non tripla, caso unico in Italia o raggruppando le schede da scrutinare per comunità montana o per “zona ampia” (questa potrebbe essere una soluzione per eliminare queste “cordate”, rimarrebbe il problema di dover scrivere a mano le preferenze, mi sento di doverlo dire)

se ricordo bene era uno degli argomenti del referendum di novembre, che ovviamente l’UV ha boicottato
(l’UV, per chi non è valdostano e ha avuto la voglia di leggere tutto, è l’Union Valdotaine, partito autonomista, in maggioranza da molti anni)

Altri blog parlano della questione: due politici valdostani dell’opposizione, uno del PD e l’altro del PDL (un lato positivo del fatto che governa l’UV c’è, vederli contemporaneamente in minoranza da un certo brivido).

http://vincenzocali.wordpress.com/ Vincenzo Calì, PD
http://appropo.blogspot.com/ Eddy Ottoz, PdL

el π

Uno non vuole per forza pensare male, ma se lo volesse poi, i motivi ci sarebbero, eccome.

Essendo relativamente giovane è la prima volta che mi trovo di fronte ad una cosa del genere (no aspettate, non è vero, la seconda).

Di cosa sto parlando? Parlo delle regionali Valdostane e delle sue modalità di voto. NONONO, fermi. Anche se non siete valdostani, la cosa potrebbe interessarvi. Giuro.

Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita copiativa, nelle apposite righe tracciate a fianco della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, compresi nella lista medesima. In alternativa, è possibile indicare il numero arabo corrispondente a coloro che si vogliono votare. (sito della regione VDA)

Anche cinque anni fa si votava così, prima non saprei dire, neanche nelle altre parti d’Italia.

Con la nuova riforma elettorale gli scrutatori vengono scelti da commissioni create dai partiti partecipanti alle elezioni e non più estratti a sorte. Diciamo che hanno reso legale quello che già accadeva: leggi-fotografia le chiamano.

Ci pensate cosa comporta lo scrivere a matita su una scheda elettorale?

La prima conseguenza è l’alta esposizione all’annullamento delle schede. Ora, non è detto che ci sarà un numero record di schede nulle, ma quel che è certo è che interpretare un nome scritto a mano (sia in stampatello sia in corsivo) espone il fianco a questo fenomeno molto più che interpretare una crocetta. Se si pensa che poi chi scruta è scelto arbitrariamente dai partiti, il sospetto che alcuni nomi possano essere più incomprensibili di altri, a seconda della provenienza politica dello scrutatore, è lecito. Uno vuole credere nell’onestà dell’essere umano, però cazzo dai, se si può evitare..

La seconda è “viaggiare”, sempre.

La terza conseguenza è la facilitazione dello scambio di voti. Scrivendo sulla scheda, soprattutto in collegi, come quelli valdostani, con pochissimi elettori, fare segni di riconoscimento nella scrittura diventa di una semplicità inaccettabile in una democrazia. Si scrive in corsivo o in stampatello, il nome e il cognome, solo il cognome, il numero arabo, si può fare ad esempio la R in un certo modo, la O in un altro.. la doppia L in un altro ancora.. e così via.

In una regione che (pare) vanti veri e propri professionisti dello scambio di voto, non si può esprimere le preferenze in questo modo, no, proprio no.

Come cazzo si fa, dico io (vi piace il tono da cittadino indignato?), nel 2008, a non riuscire ad impaginare una scheda in modo tale da doverci fare solo crocette, anche scegliendo le preferenze? Probabilmente ai tempi di Augusto si sarebbe votato allo stesso modo.

Probabilmente non abbiamo mai superato i tempi di Augusto..

el π