Vi ricordate di McGyver?
Le vicissitudini di questo eroe USA anni ‘90 lo obbligavano costantemente a dover costruire ogni tipo di ordigno / macchinario / invenzione utilizzando materiale di fortuna.
Sembrerà strano, ma il lavoro a cui è costantemente sottoposto lo studente medio italiano presenta delle enormi similitudini.
Le modalità con cui si concepiscono i compiti in classe o l’esame di stato mi hanno sempre colpito per lo scollamento da ogni possibile e probabile situazione reale.
Riferendosi al discorso delle nuove tecnologie, che ho scelto di porre alla base di questo multipost, mi colpisce profondamente come si scelga, al solo scopo di non spendere denaro publico, di utilizzare la scrittura a mano.
I processi mentali che vengono coinvolti scrivendo a mano sono lontanissimi da quelli di una macchina da scrivere e da quelli di un PC.
Provare per credere, niente è meglio della pratica per comprendere questo campo.
Cambia tutto: la differenza più vistosa sta nell’organizzazione dei periodi. Poi, cambiano i tempi (di scrittura, ma anche verbali), il lessico; vengono stravolte anche le modalità Read the rest of this entry »
56a Cartolina. Sotto i Grembiuli, Niente. (prima parte)
1 Luglio, 2009
“Le generazioni cambiano, ma la scuola rimane sempre uguale a se stessa”.
Così dice il mio ex professore di filosofia.
E ha ragione secondo me.
L’istruzione (per molti versi uguale dagli anni 70) viene ricevuta peggio dalle nuove generazioni.
Queste hanno ormai capacità cerebrali completamente differenti (non migliori, non peggiori, semplicemente diverse) da quelle di 20-30 anni fa: più olistici, ipertestuali e immediati, meno mnemonici e riflessivi.
L’uso e l’impiego di media nuovi, e quindi diversi da quelli precedenti, ha concorso a stimolare sensi diversi e a far prevalere connessioni cerebrali diverse.
Molto dello stacco percepito tra mondo degli adulti e mondo degli adolescenti/giovani si potrebbe forse motivare in questo modo: una rivoluzione della percezione del mondo.
E’ già successo, succederà ancora.
Io, che ho 25-26 anni, appartengo ad una generazione a cavallo tra l’era del citofono e quella di internet.
Tra la seconda e la terza superiore il modo di mettersi Read the rest of this entry »
Dialogo tra Bloggers. Massimi Sistemi.
18 Giugno, 2008
Non ci sarò per un po’ di giorni per cui vi faccio una proposta.
Ho avuto il via libera per segnalarvi un nuovo blog, uno di quelli di alto livello, che rendono il vostro schermo protagonista del ventunesimo secolo, uno di quelli che scriverei io, ma essendo io e non chi lo scrive, lo scrive qualcun’altro.
Allora, per vederlo tutto dovete avere un account myspace (pensate che io l’ho registrato SOLO per leggere questo blog.. e non per rimorchiare quattordicenni, come continua ad insistere la polizia postale).
Se non ce l’avete (ma dai, come siete matusa e anche un po’ governo) puppatevi il contatto di quest’uomo (che è avvezzo ad essere sotto i riflettori e se ne fotte di voi).
In alto a destra potrete leggere almeno gli ultimi 5 post. Grazie al cazzo Tom.
Vi chiedo di soffermarvi soprattutto, all’interno del blog, sulla descrizione della scelta di misurare tutto il misurabile in Avril Lavigne. Un’idea per la quale in molti ci battiamo da settimane ormai, riuniti nelle nostre omogeneissime birrerie valdostane.
Vi lascio così, con un dialogo tra me (e il mio ridicolo nome di msn) e Gieipì (il fautore del suddetto blog). Eh no, non si butta proprio via niente. La prima parte è introduttiva, poi se avete pazienza di aspettare pochi avrilavigne di tempo, si arriva ai massimi sistemi.
Gieipì scrive:
perchè so usare myspace e non riesco a commentare il tuo blog?
Gieipì scrive:
tom farabutto (lo scemo dell’informatica che ha creato myspace).. mi sentivo un re dell’informatica
il mattino ha Lore in bocca scrive:
se sei riuscito a settare una pagina con sfondo su myspace lo sei sicuramente
il mattino ha Lore in bocca scrive:
non disperare quindi.. ci sono solo due post che ho lasciato aperto
il mattino ha Lore in bocca scrive:
(linko la Quindicesima Cartolina)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
a fine articolo c’è scritto “commenta qui”
il mattino ha Lore in bocca scrive:
e la dodici e 1/2, sempre a fine post
Gieipì scrive:
lo inviai ma non me lo segnala
Gieipì scrive:
btw, niente di così incredibile scrissi
il mattino ha Lore in bocca scrive:
è in coda, perchè ho deciso di impostare il rapporto blogghista/commentatore sulla paura
Gieipì scrive:
ah ok
il mattino ha Lore in bocca scrive:
lo approvo subitamente
Gieipì scrive:
allora te ne avrò mandati 2
il mattino ha Lore in bocca scrive:
sì, preferisci il logghino blu o quello verde?
Gieipì scrive:
green tutta la vita
il mattino ha Lore in bocca scrive:
cazzo sì
il mattino ha Lore in bocca scrive:
c’è anche l’account “sonofamoso” che è molto bello
Gieipì scrive:
ahah, ci sono piccole modifiche da scrittore in erba
Gieipì scrive:
scegli tu la versione migliore
il mattino ha Lore in bocca scrive:
capito, io volevo linkare il tuo di blog ma non l’ho ancora fatto perchè la pagina maispeis è una cosa piuttosto personale, che faccio?
Gieipì scrive:
non saprei
Gieipì scrive:
per me puoi farlo
Gieipì scrive:
devi vedere il tuo senso morale che dice
il mattino ha Lore in bocca scrive:
lol per il mio senso morale non c’è nessun problema, la pagina maispeis è tua
Gieipì scrive:
:)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
non credo che succeda niente di troppo spiacevole, senza tralasciare che un terzo buono dei miei lettori sono appassionati di pissing
Gieipì scrive:
il che porta sempre punti a favore del blog
Gieipì scrive:
e se vogliamo andare proprio in fondo, è tutta colpa di lilly allen
il mattino ha Lore in bocca scrive:
aah quella zozzona
il mattino ha Lore in bocca scrive:
allora sarà fatto, soprattutto per ampliare il più possibile il discorso sulla misurazione in A.L. (Avril Lavigne) vera novità culturale di tutto il 2008
Gieipì scrive:
altro che rubbia e i suoi discorsi comunisti sul nucleare
il mattino ha Lore in bocca scrive:
ma cosa ce ne fotte a noi
il mattino ha Lore in bocca scrive:
produce molta più energia “hot” (singolo di Avril Lavigne)
Gieipì scrive:
lol (risata)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
se hai i vetri doppi, dei pannelli solari sul tetto, e un cd di avril lavigne nello stereo il tuo stabile è a costo 0, anzi quasi arrivi a vendere energia all’enel
Gieipì scrive:
lol
Gieipì scrive:
ogni pisciata di donna è un potenziale spreco, discutevamo io e mitch (l’uomo che con una chitarra sconfisse la SARS)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
lolol (doppia risata)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
ora capisco chi sono i miei lettori
Gieipì scrive:
ahah
Gieipì scrive:
poi abbiamo iniziato a parlare di eventuali fogne percorribili, con tanto di coda e numeretti
il mattino ha Lore in bocca scrive:
AHAH
Gieipì scrive:
non so cosa ne pensino i tuoi lettori
Gieipì scrive:
ma è uno spreco
il mattino ha Lore in bocca scrive:
non so, ma io penso che se fossi donna e almeno solo carina, passerei il tempo a vendere pipì popò e scarpe e calzini usati su internet
Gieipì scrive:
lol
el π
i corsivi sono stati aggiunti da me per venire incontro alle vostre ridotte capacità mentali.
Quindicesima Cartolina e 1/2. Eco vs McLuhan.
16 Giugno, 2008
Eco vs McLuhan.
Citare McLuhan è da stronzi pieni di se. Anche dare torto ad Umberto Eco è da stronzi pieni di se.
Fare le due cose assieme annulla il tutto, come in una moltiplicazione.
Perciò puppate e continuate a leggere.
In una delle ultime Bustine di Minerva (l’editoriale di Eco sull’Espresso), il nostro eroe muove delle sacrosante e condivisibili critiche al sistema universitario 3+2. Non al sistema in se, ma a come è stato applicato in Italia soprattutto per le materie umanistiche. Niente obbligo di frequenza, niente finanziamenti, poco, quasi nullo in verità il contatto tra studenti e docenti, ancora evanescente la figura professionale di un triennalista.
Quello che accomuna Eco e Bertinotti e che, a mio parere, li distanzia dalla attualità sono le dimensioni.
La prolissità del politico coincide con la pretesa dell’intellettuale e docente universitario di far leggere agli studenti un migliaio di pagine per preparare ogni esame.
Una volta gli esami erano 6 in un anno, col nuovo ordinamento sono diventati dodici che dovrebbero valere la metà di un esame vecchio. (5 crediti)
La verità è che la mole di pagine da portare è di minimo 600 per ogni esame da 5, quindi si arriva già a 1200 ad esame. Il tutto preparato con 30 ore di lezione (in 5 settimane).
Ho dato un esame da 5 crediti di Storia Bizantina che copriva più di mille anni di storia. Non ricordo nulla ora. Nulla.
Per farvi un altro esempio, un esame di Letteratura Francese verteva sulla Poesia di Victor Hugo, bisognava portare tutta la letteratura dal ‘300 ai contemporanei, oltre a vita, morte e miracoli di Victor Hugo. Esame diviso in due parti: letteratura e poi parte monografica. Valore dell’esame: 5 crediti, metà di uno vecchio.
Dai, e la docente che esaminava la parte sulla letteratura, mi ha chiesto Rabelais, il Dadaismo e l’Esistenzialismo. Per 5 crediti, se vuoi, ti dico la data della rivoluzione, dolcezza.. E rimanevano le poesie di Hugo. L’ho anche passato bene, solo perchè da valdostano che ha fatto il liceo la sapevo già la letteratura francese.
Però cazzo dai.
È la differenza generazionale tra i giovani studenti e i docenti a creare un muro.
Loro vengono da un’era calda dei media, completamente dominata dalla carta stampata.
Ora viviamo in un’era fredda, interattiva, caratterizzata da internet e dalla televisione.
Questa differenza modifica radicalmente le percezioni delle due generazioni.
L’occhio è sostituito dal tatto. Un cinquantenne e un ventenne hanno due intelligenze completamente differenti.
I giovani di oggi sono una generazione non visiva, ma tattile, non prospettica, ma cubista.
È riduttivo considerarli inferiori ai propri genitori, solo perchè sono meno portati a leggere la carta stampata, si dovrebbe invece adeguare l’insegnamento delle materie importanti alla loro diversa intelligenza, la quale sarà sempre meno enciclopedica, ma sempre più olistica e ipertestuale.
el π
(citazioni qua e la di Marshall McLuhan)
La sinistra non può inseguire gli elettori sui bisogni costruiti in questi ultimi 15-20 anni dalla macchina di consenso di Silvio Berlusconi.
Non può e non deve rinunciare alla delegittimazione di quest’ultimo nel momento in cui ricopre un ruolo istituzionale. Berlusconi è un imprenditore che controlla grosse fette di mercato ed interessi economici, per non parlare dei reati commessi e dai forti sospetti di connivenza con la mafia.
Il fatto che poi molti italiani lo abbiano eletto costituisce già una degenerazione della nostra democrazia. Siamo già andati avanti anni luce da una premessa irrinunciabile.
Berlusconi è ineleggibile.
Il fatto che molti esponenti della sinistra (ex Ds) abbiano deliberatamente smesso di insistere su questo punto fa emergere sospetti sulla loro onestà e dignità morale. Sospetti in parte confermati dalle vicende emerse in merito a indagini sul sistema bancario italiano.
Sentendo semplicemente esprimersi il revisionista di circostanza Violante o la Finocchiaro, che continua a perdere elezioni su elezioni e continua ad avere conferme nel partito (assieme a Rutelli), si hanno solo conferme di questo.
Azzerare i quadri, bisognerebbe.
Per tornare al primo punto, quello centrale (delegittimare Berlusconi resta importante, ma andrebbe fatto anche da destra e comunque non serve ad ottenere il consenso di chi crede in lui e lo vota) bisogna cambiare la testa agli elettori.
Sì, basta con l’inseguire gli italiani, bisogna cambiargli la testa.
Creare nuovi valori, direbbe Nietszche.
Smettiamola di sguazzare nella trappola “culturale” di Forza Italia.
Bisogna trovare delle nuove parole d’ordine.
Felicità, benessere, unità, internazionalismo, fratellanza, progresso.
Bisogna smettere di dare l’impressione di navigare a vista in un sistema capitalistico che fonda un nostro traballante benessere sulla povertà della maggior parte della altre popolazioni.
Bisogna creare una rete retorica moderna e dinamica che permetta di dare l’impressione agli italiani di avere uno scopo ben chiaro, lo scopo di migliorare il pianeta in cui viviamo e di conseguenza la loro stessa esistenza.
Bisogna lasciarsi alle spalle tutto ciò che riguarda le vecchie lotte della sinistra sindacale, oramai considerate vuote, anche l’operaio (che comunque continua a guadagnare troppo poco) vuole sognare, bisogna dirgli cosa deve sognare. E deve pensare di esserci arrivato da solo.
Mi accorgo della scorrettezza politica di quest’ultima affermazione. Da un lato credo che bisogna cominciare a dire le cose come stanno, ad essere scorretti, dall’altro generalizzo consapevolmente per semplici fini di semplificazione del discorso.
Ovviamente, la politica è fatta di leggi, di decisioni, di riforme, ma queste non bastano se non sono inquadrate in un efficace progetto filosofico, in una identità nella quale tutto il paese sia dolcemente forzato a riconoscersi.
La macchina culturale della sinistra deve rinnovarsi e risvegliarsi, deve puntare a forgiare il pensiero delle nuove generazioni, deve ridicolizzare Studio Aperto, Lucignolo, i programmi di Ventura/De Filippi/Costanzo la programmazione Mediaset tutta, le discoteche con la selezione, il Papa, Miss Italia, Miss padania, l’idea stessa di padania, l’evasione fiscale, il cinema fatto male e strappalacrime, il cinema fatto male e strapparisate e tutto ciò che è stata la forza del berlusconismo in questi anni, al tempo stesso deve sapere creare alternative culturali contemporaneamente profonde e leggere, che lascino sognare.
Questo anche per permettere alla destra di questo paese di fare i conti con se stessa una volta per tutte e a ridarle una dignità, quella Montanelliana, che dal 1922 ha perso.
el π
mi riservo di decidere in seguito le modalità con le quali lasciare aperto questo post e se lasciarlo aperto, per le eventuali adesioni, miglioramenti, affilamenti di questo manifestino.
Dodicesima Cartolina. Cronaca di un Suicidio di Massa.
8 Giugno, 2008
Suicidio.
Due giorni fa, vicino a casa mia, è spuntato un nuovo manifesto.
Un enorme falce e martello.
Sopra, la scritta “COMINCIAMO NOI COMUNISTI”.
Il diktat post-elettorale, o post-batosta, di Diliberto è diventato realtà: “Ripartire dalla falce e dal martello”.
Ora, passi il secondo, ma quante persone al giorno d’oggi usano una falce al lavoro?
A mio parere tastiera e microfono con cuffie sarebbero stati forse più appropriati: pensate a tutti i poveri operatori di call center e simili o ai ballerini di “Amici di Maria De Filippi”.
Di operai comunque ce ne sono ancora molti in questo paese. Tuttavia, nonostante il martello nel simbolo dovrebbe suggerire loro qualcosa del tipo “ehy siamo i vostri amici noi! Crocettate qui!”, questi hanno votato in massa il Pdl, o più precisamente la Lega.
Perchè?
Per cominciare, i simboli in politica se un tempo hanno avuto un valore, oggi non ce l’hanno più. Banale, ma piuttosto vero.
Per il resto, io punterei tutto sui 20 anni di televisioni private come risposta principale, che hanno cambiato testa e bisogni degli italiani.
Provo ad analizzare alcuni dei contenuti principali dei programmi tv:
Tette. Presenza costante. Continuo a considerarle in ogni caso l’espressione culturale più alta.
Sbirri. Vi ricordate quest’inverno? Il mercoledì era la “serata sbirro”, a reti unificate venivano trasmessi i vari Carabinieri, La Squadra, Distretto di Polizia.. Ricordo anche che io e i miei coinquilini reclamavamo a gran voce la serie “Ausiliari del Traffico”, ma pultroppo siamo rimasti inascoltati.
In ogni caso, era molto edificante vedere il vigile braccio della legge all’opera in una fiction, soprattutto nelle puntate sul G8 a Genova. Hmm..
Reality. Con il supporto delle sinergie tra trasmissioni che ne consegue. Mi spiego.
RaiDue, ad esempio, durante “l’Isola dei Famosi” orbita 24 ore su 24 intorno al reality, di modo da non far bastare il cambiare canale non appena si profila sullo schermo la Ventura, no.
L’Isola dei Famosi ritorna sotto mille forme, si ripropone come una peperonata in tutto il palinsesto. Trasfomando così tutti gli spettatori in ruminanti coprofaghi.
Bella come immagine no?
Ora qualcuno tra i più attenti lettori potrà dire: “ma RaiDue non è una tv privata”..
..ma andiamo su!
Dal 94 in poi, non ha più significato nulla questa distinzione.. Ero forse io che telefonavo a Saccà per dirgli in che fiction piazzare le veline scartate dalla mia televisione? Eh? Dai su.. poche stronzate.
Peraltro, bello sapere che fra poco non potremo più conoscere il contenuto di queste interessanti telefonate. Ma questa è un’altra storia.
Tiro due somme.
Per fare una rapida psicoanalisi all’italiano si può dire che tette (e pettorali of course), sbirri e reality ne soddisfino i bisogni di libido, sicurezza ed evasione.
Gli italiani si trovano a chiedere alla tv, e alla politica che c’è dietro, di risolvere questi bisogni avvertiti come primari, ma che in realtà, non sono reali.
Sono desideri indotti. In un paese con tante belle donne e uomini (non è un luogo comune, pensate alla varietà dei volti italiani), dove nei due ultimi anni i crimini sono calati e dove, nonostante tutto, l’offerta culturale resta alta, questi sono senza ombra di dubbio desideri indotti ad arte da imbonitori di destra.
La grave responsabilità della sinistra sta nel cadere sistematicamente e delle volte sospettosamente nel gioco dell’avversario per quel che riguarda il Pd. Nel non saper proporre un’alternativa valida e nel non saper proporsi come avanguardia culturale, in grado di svelare dei bisogni più opportuni per la felicità comune, da parte dell’estrema sinistra.
Il che ha portato il Pd a perdere male le elezioni checchè ne dicano e la Sinistra Arcobaleno a mandare in uno stato catatonico, praticamente in coma la sinistra di questo paese e forse anche a scriverle “scema” sulla fronte mentre giace nel letto, attaccata ai tubi.
el π
Continua..