Profugo a Villa CertosaParliamoci chiaro.

Il fatto che Berlusconi avrebbe pagato delle giovani ragazze per fare all’ammore di per sè, nel mio modo di vedere le cose, mi interessa poco.

Via, si potrebbe ipotizzare un reato di istigazione alla prostituzione (o quel che l’è), ma non sta a me. Posso solo dire che ci vedrei qualcosa di dantesco, una sorta di pena del contrappasso.

Da anni ti appoggi a tutte le battaglie della più estrema frangia cattolica, propugnando leggi che lasciano sempre meno libertà personali e ora che hai voluto usufruire di una (o più?) donne consenzienti e maggiorenni che offrono sesso in cambio di denaro ne subisci le conseguenze.

Due risate, nel caso di colpevolezza (sempre se ci sarà la possibilità di attestarla), me le farò volentieri.

Torno al punto. Della vita privata del premier, in generale, me ne frego.

Ad esempio. Ho sempre guardato con irritazione all’esibizione, da parte di molti capi di stato, di qualsiasi “first lady”.

Vi ricordate di Michelle Obama? O di Carla Bruni?

Ci vedo qualcosa di profondamente antidemocratico nell’attenzione mediatica che è stata rivolta nei confronti di queste due donne.

Nessuno le ha votate.

Non hanno nessun merito.

L’unico merito che hanno è quello di aver Read the rest of this entry »

/Relax/

Dopo i due pistolettoni/reprimendae della dodicesima cartolina il mio essere cazzone freme per un po’ di disimpegno.

Aprirò un blog gemello, dove il lettore sarà invitato a dire la sua opinione sui post che riterrò degni di questo onore. /Sarcasmo/

Me ne pentirò amaramente? La mia paura principale è quella di diventare una vittima della dialettica, la quale prende davvero un sacco di tempo.

Poi le discussioni sulla rete tendono spesso a degenerare in “esibizioni di muscoli morali” (citando un cantante sul quale ho fatto una sacrosanta quanto negativa recensione nel giornale dove scrivo) dove tutti strillano e nessuno legge l’altro.

Quindi perchè lo faccio? Vi starete chiedendo. Perchè sono un po’ curioso di conoscere la forte componente del mio blog appassionata di golden shower e pissing. Non avete idea di quanti siano. /Non scherzo/

Anche perchè sono interessato a sentire qualche (spero non prolissa) opinione intorno al manifestino e ai discorsi a proposito delle nuove frontiere della sinistra.

Non esagerate mi raccomando: soggetto + verbo + complemento oggetto e via.

Fortunatamente rimane una buona probabilità che l’iniziativa non abbia riscontro, nel senso che non scriverà nessuno. /Incrocio le dita/

Leggendo il blog di Vincenzo Calì (militante PD valdostano) che ha linkato i miei due articoli sugli affaires delle elezioni regionali (sesta cartolina credo) ho scoperto che Luttazzi è tornato a scrivere il suo blog. /felice/

Vi ricordate di Luttazzi? Quello che faceva battute su Giuliano Ferrara che sosteneva l’invasione in Iraq, inserendolo in una scena di tortura-pissing-sadomaso. /occhiolino ai miei lettori speciali/

Scene che con qualche variante si sono ripetute per mesi nel carcere di Abu Ghraib.

Ferrara sosteneva (seppur indirettamente) questo sistema, ma probabilmente non gradiva parteciparvi.

Quindi Luttazzi, adesso che è a spasso dalla tv e non lo si può vedere sul piccolo schermo, lo si può se non altro leggere. Meglio di niente no? E poi dicono che non c’è libertà. /sarcasmo/

Restando in tema di liberi pensatori, ho visto i Dari a TRL. /come sopra/

La rete brulica di discussioni dove questi aostani (conosco Dario, il cantante, non intimamente) vengono praticamente lapidati a parole.

Prima che firmassero per la EMI trovavo le loro canzoni quantomeno interessanti, orecchiabili, ben ritmate. /Transplant/

Con le rimasterizzazioni non è rimasto praticamente nulla, peccato. Mette tristezza vedere come le grandi case discografiche in Italia riescano a rovinare tutto quello che c’è di buono in una band. Anche se probabilmente ne sono responsabili anche i musicisti, questo bisogna dirlo.

Tornando a TRL, inutile che menta e che nasconda l’imbarazzo che ho provato per 3 ragazzi che, per quello che gli ho conosciuti, stimo. Non so dire se avrei fatto quello che ha fatto il loro vecchio batterista: appena ha visto che piega prendeva la situazione se n’è andato (non sono neanche sicuro al 100% che sia andata così).

Per lui /stimaX2/ in ogni caso.

Il gioco al ribasso del nostro bel paese continua ed investe ogni campo. /moralizzazionegramelliniana/

A proposito, parlo di intercettazioni.

Per ora Berlusconi ha dovuto frenare, ma tornerà a farsi sotto. Il motivo di vietarle per legge (ma si può pensare di condannare a 5 anni un pubblico ministero che fa il suo lavoro?) sarebbe per molti dietro il fatto che il grosso delle intercettazioni tra il nuovo Aldo Moro /AHAHAHAH/ e Saccà non siano ancora uscite nella loro totalità, mostrandone il peggio.

Già la prima venuta a galla, sarebbe causa di dimissioni e di condanne giudiziarie in un paese normale.

Ce n’è una seconda in realtà, ancora più pregnate (e più corta).

Eccolo il milione di posti di lavoro che Silvio promettava qualche anno fa, li otterrà tutti a suon di telefonate.

Approfittando del fatto che se sarà reato pubblicare le intercettazioni, non potrà essere punito retroattivamente, ve le linko ora con gran piacere e chiudo citando il poeta (Luttazzi):

Ciucciatemi il cazzo.

el π

La sinistra non può inseguire gli elettori sui bisogni costruiti in questi ultimi 15-20 anni dalla macchina di consenso di Silvio Berlusconi.

Non può e non deve rinunciare alla delegittimazione di quest’ultimo nel momento in cui ricopre un ruolo istituzionale. Berlusconi è un imprenditore che controlla grosse fette di mercato ed interessi economici, per non parlare dei reati commessi e dai forti sospetti di connivenza con la mafia.

Il fatto che poi molti italiani lo abbiano eletto costituisce già una degenerazione della nostra democrazia. Siamo già andati avanti anni luce da una premessa irrinunciabile.

Berlusconi è ineleggibile.

Il fatto che molti esponenti della sinistra (ex Ds) abbiano deliberatamente smesso di insistere su questo punto fa emergere sospetti sulla loro onestà e dignità morale. Sospetti in parte confermati dalle vicende emerse in merito a indagini sul sistema bancario italiano.

Sentendo semplicemente esprimersi il revisionista di circostanza Violante o la Finocchiaro, che continua a perdere elezioni su elezioni e continua ad avere conferme nel partito (assieme a Rutelli), si hanno solo conferme di questo.

Azzerare i quadri, bisognerebbe.

Per tornare al primo punto, quello centrale (delegittimare Berlusconi resta importante, ma andrebbe fatto anche da destra e comunque non serve ad ottenere il consenso di chi crede in lui e lo vota) bisogna cambiare la testa agli elettori.

Sì, basta con l’inseguire gli italiani, bisogna cambiargli la testa.

Creare nuovi valori, direbbe Nietszche.

Smettiamola di sguazzare nella trappola “culturale” di Forza Italia.

Bisogna trovare delle nuove parole d’ordine.

Felicità, benessere, unità, internazionalismo, fratellanza, progresso.

Bisogna smettere di dare l’impressione di navigare a vista in un sistema capitalistico che fonda un nostro traballante benessere sulla povertà della maggior parte della altre popolazioni.

Bisogna creare una rete retorica moderna e dinamica che permetta di dare l’impressione agli italiani di avere uno scopo ben chiaro, lo scopo di migliorare il pianeta in cui viviamo e di conseguenza la loro stessa esistenza.

Bisogna lasciarsi alle spalle tutto ciò che riguarda le vecchie lotte della sinistra sindacale, oramai considerate vuote, anche l’operaio (che comunque continua a guadagnare troppo poco) vuole sognare, bisogna dirgli cosa deve sognare. E deve pensare di esserci arrivato da solo.

Mi accorgo della scorrettezza politica di quest’ultima affermazione. Da un lato credo che bisogna cominciare a dire le cose come stanno, ad essere scorretti, dall’altro generalizzo consapevolmente per semplici fini di semplificazione del discorso.

Ovviamente, la politica è fatta di leggi, di decisioni, di riforme, ma queste non bastano se non sono inquadrate in un efficace progetto filosofico, in una identità nella quale tutto il paese sia dolcemente forzato a riconoscersi.

La macchina culturale della sinistra deve rinnovarsi e risvegliarsi, deve puntare a forgiare il pensiero delle nuove generazioni, deve ridicolizzare Studio Aperto, Lucignolo, i programmi di Ventura/De Filippi/Costanzo la programmazione Mediaset tutta, le discoteche con la selezione, il Papa, Miss Italia, Miss padania, l’idea stessa di padania, l’evasione fiscale, il cinema fatto male e strappalacrime, il cinema fatto male e strapparisate e tutto ciò che è stata la forza del berlusconismo in questi anni, al tempo stesso deve sapere creare alternative culturali contemporaneamente profonde e leggere, che lascino sognare.

Questo anche per permettere alla destra di questo paese di fare i conti con se stessa una volta per tutte e a ridarle una dignità, quella Montanelliana, che dal 1922 ha perso.

el π

mi riservo di decidere in seguito le modalità con le quali lasciare aperto questo post e se lasciarlo aperto, per le eventuali adesioni, miglioramenti, affilamenti di questo manifestino.

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Suicidio.

Due giorni fa, vicino a casa mia, è spuntato un nuovo manifesto.

Un enorme falce e martello.

Sopra, la scritta “COMINCIAMO NOI COMUNISTI”.

Il diktat post-elettorale, o post-batosta, di Diliberto è diventato realtà: “Ripartire dalla falce e dal martello”.

Ora, passi il secondo, ma quante persone al giorno d’oggi usano una falce al lavoro?

A mio parere tastiera e microfono con cuffie sarebbero stati forse più appropriati: pensate a tutti i poveri operatori di call center e simili o ai ballerini di “Amici di Maria De Filippi”.

Di operai comunque ce ne sono ancora molti in questo paese. Tuttavia, nonostante il martello nel simbolo dovrebbe suggerire loro qualcosa del tipo “ehy siamo i vostri amici noi! Crocettate qui!”, questi hanno votato in massa il Pdl, o più precisamente la Lega.

Perchè?

Per cominciare, i simboli in politica se un tempo hanno avuto un valore, oggi non ce l’hanno più. Banale, ma piuttosto vero.

Per il resto, io punterei tutto sui 20 anni di televisioni private come risposta principale, che hanno cambiato testa e bisogni degli italiani.

Provo ad analizzare alcuni dei contenuti principali dei programmi tv:

Tette. Presenza costante. Continuo a considerarle in ogni caso l’espressione culturale più alta.

Sbirri. Vi ricordate quest’inverno? Il mercoledì era la “serata sbirro”, a reti unificate venivano trasmessi i vari Carabinieri, La Squadra, Distretto di Polizia.. Ricordo anche che io e i miei coinquilini reclamavamo a gran voce la serie “Ausiliari del Traffico”, ma pultroppo siamo rimasti inascoltati.

In ogni caso, era molto edificante vedere il vigile braccio della legge all’opera in una fiction, soprattutto nelle puntate sul G8 a Genova. Hmm..

Reality. Con il supporto delle sinergie tra trasmissioni che ne consegue. Mi spiego.

RaiDue, ad esempio, durante “l’Isola dei Famosi” orbita 24 ore su 24 intorno al reality, di modo da non far bastare il cambiare canale non appena si profila sullo schermo la Ventura, no.

L’Isola dei Famosi ritorna sotto mille forme, si ripropone come una peperonata in tutto il palinsesto. Trasfomando così tutti gli spettatori in ruminanti coprofaghi.

Bella come immagine no?

Ora qualcuno tra i più attenti lettori potrà dire: “ma RaiDue non è una tv privata”..

..ma andiamo su!

Dal 94 in poi, non ha più significato nulla questa distinzione.. Ero forse io che telefonavo a Saccà per dirgli in che fiction piazzare le veline scartate dalla mia televisione? Eh? Dai su.. poche stronzate.

Peraltro, bello sapere che fra poco non potremo più conoscere il contenuto di queste interessanti telefonate. Ma questa è un’altra storia.

Tiro due somme.

Per fare una rapida psicoanalisi all’italiano si può dire che tette (e pettorali of course), sbirri e reality ne soddisfino i bisogni di libido, sicurezza ed evasione.

Gli italiani si trovano a chiedere alla tv, e alla politica che c’è dietro, di risolvere questi bisogni avvertiti come primari, ma che in realtà, non sono reali.

Sono desideri indotti. In un paese con tante belle donne e uomini (non è un luogo comune, pensate alla varietà dei volti italiani), dove nei due ultimi anni i crimini sono calati e dove, nonostante tutto, l’offerta culturale resta alta, questi sono senza ombra di dubbio desideri indotti ad arte da imbonitori di destra.

La grave responsabilità della sinistra sta nel cadere sistematicamente e delle volte sospettosamente nel gioco dell’avversario per quel che riguarda il Pd. Nel non saper proporre un’alternativa valida e nel non saper proporsi come avanguardia culturale, in grado di svelare dei bisogni più opportuni per la felicità comune, da parte dell’estrema sinistra.

Il che ha portato il Pd a perdere male le elezioni checchè ne dicano e la Sinistra Arcobaleno a mandare in uno stato catatonico, praticamente in coma la sinistra di questo paese e forse anche a scriverle “scema” sulla fronte mentre giace nel letto, attaccata ai tubi.

el π

Continua..

Ma gliel’hai visto?

Così ironizzava Signorini riferendosi al pene di un giocatore della nazionale, nella sua nuova “rubrica” , Radio Serva, all’interno “dell’approfondimento” di Studio Aperto, Lucignolo.

Un luogo comune che cammina.

Francamente lo stereotipo dell’omosessuale frivolo e appassionato di gossip, evoluzione inaspettata di quello che soffre nel silenzio del suo segreto, di qualche anno fa, ha abbastanza rotto l’organo in questione.

(Ogni riferimento a blog con cui ho discusso in passato è puramente casuale. Peraltro, evitando di linkare, qualcuno ha recensito “Il Divo” di Sorrentino, dandogli 4/10.)

Viviamo in un paese dove il modello di omosessuale è Cristiano Malgioglio e quello di eterosessuale è Costantino.

Cito Fabri Fibra, pensate un po’.

Ieri ho visto Lucignolo, finchè ho retto. Non ci provano neanche più. Prima almeno fingevano di fare inchieste “scomode”, ora è solo un vuoto tette/culi.

Io non ho niente contro tette e culi, ma chiedo di riflettere su di un punto. Perchè lasciare tutta quell’impalcatura intorno? Perchè non si mandano semplicemente scene di seminudo? Non sarebbe meno ipocrita? Sicuramente sarebbe più elegante. Pensate al Bagaglino fatto solo di balletti un po’ scollacciati, bello no?

Oltre che più comodo: è dura masturbarsi sulla voce di Lucignolo mentre scorrono delle immagini in stile anni ‘80 montate e mescolate da un inequivocabile malato mentale. Uno rischia di vomitarsi sul cazzo.

Azzeccatissima la metafora di Melita nella spazzatura di Napoli. Ok, questa era un assist sotto porta. Gol.

Cosa aggiungere ancora.. Vai all’inferno, Lucignolo..

el π

No, aspettate. Troppo facile chiudere ad effetto.

Diamo un nome alle cose: andate all’inferno, Claudio Brachino e Mario Giordano.

Dopo la figa, un po’ di polemica.

Questa mattina, mentre bruciavo con la sigaretta la mia ragazza minorenne, cercavo di carpire la vera essenza di un blog di successo. Guardando tra alcuni di quelli più visti (e scartando quelli, ahymè, troppo ben fatti e seri per le mie capacità) ho realizzato che il segreto stava nel giocare al ribasso.

Tra “i blog più in crescita di wordpress” si distingueva “il teatrino di ranabottola”, per gli alti contenuti atti a solleticare i più bassi istinti di voi simpatici lettori.

Ce ne sono di blog “migliori” in questo senso, quanti ne volete, ma ho deciso di citare questo per via di una querelle che ho avuto con l’admin, poco prima di decidere di creare Cartoline da Marte. Sono stato, in seguito, democraticamente bannato.

Vi linko qui la discussione in questione, inutile dire che io sono Furio Terzappi, mi si riconosce no? no?

Mi ero ripromesso di non farlo, ma poi il pusher che mi vende le droghe per lo stupro ha insistito.. e quando insiste non so perchè, non so dirgli di no..

Quindi, avanti così, buttiamola in caciara, nessuno potrà sfuggire all’odore di merda che emanerà, d’ora in avanti, questo mio blog. Ah, a proposito, lunedì ricomincia Lucignolo.

Concludo. Vado a masturbarmi in apnea sul fondo della mia piscina, con l’ano ben adeso alla pompa di aspirazione. (cit.)

el π

Cit.: Chuck Palahniuk, Cavie.

Come pisciano le donne?

Questa era la curiosità idraulica di un (giovane?) visitatore di questo blog di qualche giorno fa.

Sì, per chi non ne fosse a conoscenza, un’opzione dell’amministratore permette di visualizzare quali parole l’anonimo utente digita sul motore di ricerca per raggiungere il blog.

Parlandone con altri amici blogghisti, ne sono usciti di meravigliosi: “riesumazione padre pio” (ma quanti cazzo sono i devoti di Padre Pio?) era una dei miei preferiti.. magari uno di questi giorni, posterò una lista dei più belli, merita.

Il record di visualizzazioni di Cartoline da Marte coincide con l’esposizione in prima pagina del post che apre con una considerazione sulla vagina di Lily Allen, non credo sia un caso.

Qual’è il punto? Ho scoperto l’acqua calda, comunicatelo a tutte le testate, mi si è parato di fronte agli occhi il leggendario pelo di figa, che trascinava a forza un carro di buoi (concedetemi la reinterpretazione).

A proposito di bovini: L’UV ha stravinto le elezioni in Valle d’Aosta, con un distacco di percentuale con la seconda coalizione, degno di una elezione dell’Africa Centrale, permettendo probabilmente così al condannato Augusto Rollandin, votatissimo dai valdostani, di diventare Presidente della Regione.

Tornando a noi, d’ora in poi farò sempre così: alternerò argomenti seri a parole come “figa, culo, cazzo, anal, bukkake, cumshot, brasilian fart”. Funzionerà.

Comunque è così, si diventa schiavi del proprio pubblico. Uno vorrebbe parlare di alcuni argomenti un po’ noiosi, ma interessanti, ma poi si rende conto che vengono percepiti per l’appunto noiosi, più che interessanti.

Penso che sia pieno di esempi illustri.

Pensate a Maurizio Costanzo, ed alla macchina/produci cacca e soldi che è diventato. Pensate alla moglie: “Amici” una volta parlava di ragazzi tossicodipendenti, di tristi vicende familiari, di casi umani. Ora, son rimasti solo i casi umani: dei poveri ballerini/cantanti/attori interinali, con contratto stagionale.

Il bisogno di consenso da parte degli altri è davvero un’arma a doppio taglio, non c’è che dire.

Spero abbiate gradito questa mia avveniristica invenzione, quest’acqua calda.

Buon bagno.

Chi diavolo è Lily Allen? Questo mi chiedevo mentro le guardavo la patata, in trasparenza.

Sì, scrivendo un blog è facile incappare in altri. Lily Allen è una cantante pop, trovate lei e il suo simpatico organo genitale sul blog “Spit me out” (non ho ancora deciso se è un bel nome, ma ho deciso che era una bella patata) sempre di wordpress.

Dov’è l’interessante? Cosa ci porterà ad un significato generale ed universale che ci farà sentire tutti più intelligenti? L’atteggiamento della blogghista ad esempio, che censurava a parole la foto, pubblicandola.

“é tanto faticoso mettersi un paio di mutande?”, pontificava.

E che dire di Hannah Montana? Il nuovo sogno erotico illegale (ha 15 anni) degli USA. Qualcuno ha rubato alcune foto in bikini dal suo Myspace, pubblicandole su internet. Miley Cyrus (il suo vero nome) da parte sua ha fatto degli altri scatti, mostrando la schiena, per Vanity Fair.

Ho letto alcuni commenti.. “Shame on you Hannah!”.

L’idea comune sarebbe che il simbolo della Disney, quindi l’idolo di tanti giovanissimi, non possa permettersi, neanche nella vita privata, quello che possono tutte le altre quindicenni.

L’idea è stata spesso sostenuta anche dalla stessa azienda, la quale è accusata (dico così per evitare beghe) di non sorvegliare sullo sfruttamento del lavoro minorile dei suoi fornitori nel terzo mondo.

Non trovate che sia ironico che dei bambini cuciano abiti per altri bambini?

Per non parlare di alcune immagini a sfondo erotico e satanico infilate dai disegnatori in alcuni cartoni animati: il celebre diavolo con le tette in una finestra di un palazzo, mentre Bianca e Bernie precipitano da un aereo ad esempio.

Spassoso.

La nostra società è strana, non ci piace chi si copre (vedi islamici), ma neanche chi si scopre. Ci preoccupiamo per la schiena di una giovanissima attrice, quando migliaia di bambine fanno le schiave del sesso nel sud-est asiatico, per il turismo occidentale.

Poi parlandone ci si rende conto che il problema è sempre incentrato sul corpo femminile, svelando il maschilismo latente che sostiene il tutto.

C’è anche un altro aspetto, quello delle abitudini nella vita privata che influenzano il giudizio di quella pubblica, tipicamente protestante, ma sbarcato da anni ormai anche nel nostro paese.

Cosa importa se a Sircana piacciono i trans? Peraltro la foto ritraeva semplicemente la sua auto con vicino, un trans. Nulla, almeno fino a che non propone o vota una legge contro i Trans.

Diventa già più interessante l’onorevole Mele dell’UDC che pare tirasse di cocaina, visto la politica del suo partito in merito alle droghe.

Non mi viene in mente nessuna chiusura, che non abbia a sua volta reprimendae moralistiche da due soldi, quindi se volete vedere le foto del mio grosso cazzo visitate http://31337.pl/

el π

p.s: Leave Britney alooooooooone, you bastards…