56a Cartolina. Sotto i Grembiuli, Niente. (prima parte)
1 luglio, 2009
“Le generazioni cambiano, ma la scuola rimane sempre uguale a se stessa”.
Così dice il mio ex professore di filosofia.
E ha ragione secondo me.
L’istruzione (per molti versi uguale dagli anni 70) viene ricevuta peggio dalle nuove generazioni.
Queste hanno ormai capacità cerebrali completamente differenti (non migliori, non peggiori, semplicemente diverse) da quelle di 20-30 anni fa: più olistici, ipertestuali e immediati, meno mnemonici e riflessivi.
L’uso e l’impiego di media nuovi, e quindi diversi da quelli precedenti, ha concorso a stimolare sensi diversi e a far prevalere connessioni cerebrali diverse.
Molto dello stacco percepito tra mondo degli adulti e mondo degli adolescenti/giovani si potrebbe forse motivare in questo modo: una rivoluzione della percezione del mondo.
E’ già successo, succederà ancora.
Io, che ho 25-26 anni, appartengo ad una generazione a cavallo tra l’era del citofono e quella di internet.
Tra la seconda e la terza superiore il modo di mettersi in contatto col mondo, e quindi di pensare, è stato rivoluzionato da cellulari (Meucci e Bell che cedono il passo a Marconi) ed internet.
C’è un abisso tra prima e dopo.
Personalmente credo che il fatto sia positivo, in senso lato. Il “nuovo” in questo campo è sempre “meglio”, a patto però che sia applicato come si deve.
Allora forse non è così: questa “giusta applicazione” manca.
Le scienze umanistiche hanno perso il passo. Tematiche letterarie, filologiche, storiche, filosofiche (nella loro moderna concezione analitica e interconnessa e non meramente legata alla successione di eventi e di stampo manualistico) mancano su internet.
Wikipedia non basta. Wikipedia è una figata, ed è spesso sottovalutata, ma non basta.
In Wikipedia ci sono le parole chiave, ma non le chiavi di lettura, che sono molteplici e variabili e sfuggono ad una logica scientifica classica.
Wikipedia è un ottimo strumento di conoscenze per la riflessione, ma non è riflessione.
El Pì.
1 luglio, 2009 alle 3:37 pm
Trovo lo snobbismo di una parte della società per le nuove tecnologie agghiacciante. Non mi meraviglio che questo si rifletta sui nostri governanti e dunque sul sistema scolastico.
Comprendo che il cambiamento sia arrivato troppo velocemente e alle volte in maniera confusa (difficile insomma da comprendere a fondo per le vecchie generazioni). Però al più presto serve una grossa riflessione su questi cambiamenti, e una conseguente azione non solo sul sistema scolastico.
1 luglio, 2009 alle 11:39 pm
Nulla da aggiungere a quello che hai detto.
Se non il fatto che il mondo accademico, dove risiedono le avanguardie del pensiero, è stato progressiamente isolato (economicamente e istituzionalmente) dalla classe politica e di conseguenza dalla società.