55a Cartolina. Altro che l’Uomo Nuovo.

29 giugno, 2009

Lissitzky - Cuneo RossoArrivano i congressi.

I due maggiori partiti del centro sinistra, il PD e l’IdV, nei prossimi mesi cambieranno.

Motivo per cui, nonostante il tema sembri già sul nascere piuttosto noioso è giusto comunque spenderci un po’ di parole.

Facciamo così. Arrivo subito al punto.

In questo periodo di crisi ed incertezza economica, e l’abbiamo visto con le scorse europee, le destre prevalgono.

Paradossalmente (ma forse non tanto), la ggente (quella con due g) insicura ed incerta sulla sua possibilità di mantenere il proprio benessere si è rivolta a quei partiti che promettono di privilegiare i “bianchi indigeni”.

Notate bene, questo processo si può descrivere con tutte le sfumature che volete, ma la sostanza è questa.

I “bianchi europei”, spaventati dal mondo globalizzato, votano in maggioranza partiti autoreferenziali. Quei partiti che dicono che la nostra cultura è indiscutibilmente la migliore, che i posti di lavoro vanno ai padroni di casa, che in tempo di crisi, ognuno deve guardare a se stesso. Dicono.

Quindi sì, apparentemente nessun parodosso, tutto piuttosto lineare. Non mi dilungherò a spiegare il perchè di “apparentemente” e il circolo vizioso e le distorsioni che, a mio onesto parere, si instaurano con questa logica destrista.

Siete degli ometti ormai, arrivateci da soli.

Credo comunque che, tra due-tre anni, le nefaste conseguenze della scelta berlusconista saranno ben visibili, al di là di ogni annacquamento mediatico, anche dai più asini di voi.

Per quanto si possa manipolare, il “paese reale” ad un certo punto arriva addosso come un treno. E’ già successo nel 2006, succederà ancora (nonostante la parentesi veltroniana abbia fatto ritardare questo processo di inversione delle conscienze di almeno un anno).

L’interessante, al di là di ogni dietrologismo che già si comincia a profilarsi dietro il dualismo Bersani/Franceschini e che, come sempre, rischia di strangolare tutto sul nascere, sarebbe individuare la reale mission (scusate l’economichese) del centro-sinistra in Italia.

O, se preferite, sinistra. O, se preferite, alternativa a Berlusconi.

L’ultima volta che la sinistra ha realmente governato è stato con Prodi/D’Alema nel 97/01.

Se si è vinto e, in misura più ristretta, ma comunque significativa convinto, è perchè si è cavalcato un sogno.

Il sogno europeista. Estintosi il quale, infatti, tutto andò a puttane.

Ci vuole un sogno. Un sogno italiano da cavalcare. La destra gioca sulla conservazione dello status quo, la sinistra deve rispondere con una “visione del futuro”, con un cambiamento, con degli obiettivi da raggiungere.

Promettere, immaginare, descrivere un paese diverso, migliore, al tempo stesso futuro e raggiungibile.

La debolezza della destra è proprio quella di essere ripiegata su se stessa, è una debolezza costituzionale.

La storia insegna che la destra perde sempre. Se così non fosse, saremmo ancora nel sistema di Hammurabi.

Quello che è innegabile è che ci vogliono persone dotate di capacità evocativa e straordinariamente intelligenti, per questo vedo il dualismo Franceschini/Bersani già piuttosto sterile in partenza.

Se voterò alle primarie (che a quanto ho sentito è solo una delle 2 o perfino 3, nel caso nessuno raggiunga il 51%, tappe per eleggere il nuovo segretario PD) non credo che voterò per Franceschini. Lo sostiene Veltroni.

Sì, lo sostiene anche la Serracchiani, e questo va a suo favore, ma no, non lo voto, non mi convince.

D’altra parte anche Bersani lo vedo piuttosto molle e remissivo, ha atteso troppo per esporsi ed è già abbastanza bruciato in partenza.

Potrà sembravi in contraddizione con tutto quello che ho affermato, ma io voglio D’Alema.

Lo voglio lì, in prima fila, che metta la sua faccia e i suoi baffi. Che se la giochi una volta per tutte, senza esitazioni.

Voglio vedere cosa è in grado di fare la dirigenza PCI. Alla luce del sole, senza equivoci.

Vincere o morire.

(Voglio anche la candidatura di Rutelli. Si candidi, prenda i suoi 5 voti e taccia per sempre).

Qualcuno dirà “ancora D’Alema?” o semplicemente “D’ALEMA!?!?”

Sì lui. Con tutte le contraddizioni e i chiaro/scuri della sua attività politica di ormai lunghissimo corso.

Lì, con la sua faccia tosta (per non dire altro) e un lucido progetto socialista/neocomunista.

Per quel che riguarda l’IdV si profilerebbe, pare, ma prendetelo con le pinze, un duello tra De Magistris e Di Pietro.

Se farò parte dei 3000-5000 delegati che decideranno del futuro del partito sceglierò De Magistris.

Cambiare non fa mai male, qui la realtà è completamente altra da quella del PD, non c’è nessuna storia con cui fare i conti.

De Magistris assicura intelligenza, novità e al tempo stesso continuità con la figura di Di Pietro, al quale a quel punto sarebbe concesso di fare quello in cui davvero eccelle: lavorare tanto su cose concrete.

La vedo come una sorta di smarcamento, non del partito nei confronti della sua figura, ma della sua figura nei confronti degli obblighi di un segretario.

Basta così, per ora.

El Pì.

9 Risposte a “55a Cartolina. Altro che l’Uomo Nuovo.”


  1. D’Alema segretario, Latorre e Finocchiaro vice. Come rifarsi un’immagine

  2. cartolinedamarte Dice:

    Bah, hai scelto proprio le due peggio chiaviche.

    Con Bersani poi, l’ambiente sarebbe lo stesso.

    Con Franceschini sarebbe diverso, ma non per forza migliore. Franceschini è vicedisastro.

    Sulle “seconde linee” dovrebbe ricominciare il discorso dei volti nuovi. Ed è un discorso che vale per ogni candidato segretario.

    Non sottovalutare l’andazzo di “pijamose pe’ culo” di questo post comunque.

    Poi comunque per rifarsi l’immagine, ci vogliono soprattutto le idee.


  3. Vedi, il fatto è che Bersani sarebbe andato bene due anni fa, e Franceschini non sarebbe mai andato bene. Non vedo perché ricicciare un volto ancora più bruciato, bollito, manipolatore.
    Accostavo D’Alema a Latorre, suo fido scudiero di mille scalate, e alla Finocchiaro, colei che piace talmente tanto che non ha mai vinto una sola battaglia.

    Finché il PD sarà un ottimo progetto della base (le idee) condotto da dirigenti che pensano per sé, non andrà a nessuna parte.

  4. cartolinedamarte Dice:

    Alder Tonino?


  5. Secondo il mio modesto parere, ci vorrebbe aria e volti nuovi nella politica del PD.
    http://riflessioniquotidiane.wordpress.com

  6. emilio Dice:

    Ciao El Pì, visto che parli di seconde linee, mi sento di intervenire essendo stato sabato scorso al Lingotto di Torino all’Assemblea dei cosiddetti “Piombini Democratici”. Alcuni giornalisti hanno dimostrato di aver capito ben poco di tale incontro, presentandolo quasi come un’assise giovanilistica e dedicando maggior attenzione ai Candidati Leader (che dai servizi parevano aver fatto passerella acchiappaconsensi) piuttosto che a quello che si svolgeva in sala … ebbene io che ci sono stato e posso dire che di figure emergenti ed alternative ai 2 grandi “moloch” e di idee chiare ed interessanti se ne sono viste e sentite. Gli interventi che ho apprezzato maggiormente, sono stati quelli di Giuseppe “Pippo” Civati (classe 1975 – Consigliere Regionale della Lombardia), degli On. Francesco Boccia e Sandro Gozi (entrambi del 1968 – Parlamentari PD), del Sen. Ignazio Marino (1955), di Ivan Scalfarotto (1965) e di tanti altri Amministratori Locali, Sostenitori, Simpatizzanti più o meno giovani. Questo per dire che Leader alternativi volendo ci sono, non esistono solo le vecchie scuole di Partito … E’ intervenuta anche Debora Serracchiani, la neo-eletta Europarlamentare PD che viene evocata come la medicina per guarire tutte le malattie … candidarla segretario??? Lei non è disponibile, è giusto che faccia l’Europarlamentare a tempo pieno come indicatole dagli elettori e io la ringrazio di questo. Non credo basti una figura per risollevare le sorti di un Partito a lungo termine, io vorrei 10, 100, 1000 Serracchiani nel mio Partito; di Partito in cui decide uno soltanto e tutti gli altri dietro ne abbiamo già uno e mi basta e m’avanza pure … i temi che hanno ricevuto più consensi (boati) su tutti la laicità e il superamento delle identità fondative del PD. Sull’onda della tua provocazione (su Rutelli) qcn ha invocato la candidatura della Binetti, per capire finalmente quanto conta realmente questa componente cattolica conservatrice. In quella sala eravamo oltre 500, credo che se dagli intervenuti emergesse una candidatura UNICA accompagnata anche da tutti gli altri come Team di lavoro, si potrebbe provare la “scalata” della Base alla Segreteria. Probabilmente sono un sognatore, ma a volte ci sono sogni per cui vale la pena “perderci” un po’ di tempo e pensiero, questa potrebbe essere la prova del fuoco per quel rinnovamento della classe dirigente, di visione ed interpretazione del Mondo e della Società di cui sente tanto bisogno … se poi non andasse a buon fine, come probabile, resterebbe almeno la soddisfazione di averci provato, di non aver lasciato nulla di intentato. :)

  7. cartolinedamarte Dice:

    Sui “piombini” ho visto un po’ di diretta sul sito della fondazione Daje.

    Lo stesso Bianchi però, parlava per l’appunto dei retroscena franceschin/bersaneschi.

    Tutti aspettavano l’intervento di “Frangetta” (come chiamano la Serracchiani). Credo che la sua popolarità dipenda appunto dall’astinenza di leader ormai ventennale.

    Poi sì, chiaro che non può fare la segretaria, Franceschini l’ha subito democristianamente abbracciata e spedita a Bruxelles.

    “Mandami una cartolina!”.

    Malizie a parte, è giusto anche che sia così. Non puoi scegliere un segretario precipitosamente sull’onda di un successo mediatico (parlo del dopo intervento in cui nacque il fenomeno Debbora).

    Anche se delle volte credo di sbagliarmi.. Forse proprio su quell’onda bisogna scegliere.

    Tu parli di giovani, però la volta scorsa, quando si fronteggiarono Bindi vs Veltroni (sigh) i “giovani” c’erano. Non se li è cagati nessuno però.

    Chiaro, se non permetti alla “ggente” di prenderci prima un po’ di confidenza, chi li vota questi?
    Per questo credo che molto debba venire anche “dall’alto”.

    P.S.: Per la “piattaforma Alder Tonino” dobbiamo aspettare il prossimo turno vero? :D

  8. emilio Dice:

    ti prego però finiamola di chiamarli giovani, è avvilente … nei Paesi “normali” i quarantenni ricoprono gli incarichi più importanti, è il nostro che è un Paese conservatore e gerontocratico … immagino che su questo possiamo essere d’accordo.
    chi vuole bene al PD non aspettava SOLO l’intervento della Serracchiani, siamo consapevoli che non basta una figura unica di spicco a rimotivare il nostro elettorato, ci sono numerosi leader emergenti altrettanto bravi, che trovano poco spazio, ma che ora stanno sgomitando per trovarne di più; ma il dato fondamentale è che ci siano.
    cosa ci giochiamo a questo Congresso: TANTO! TUTTO? è un concetto triste, ma è sempre lo stesso: battere Berlusconi nel 2013, tanto si presenterà un’altra volta lui … come fare: presentando un’alternativa credibile ed inattaccabile con idee chiare ed univoche, possibilmente un suo “nipote”; tutti requisiti che non mi paiono avere i candidati fin qui espressi, salvo forse Mario Adinolfi, ma di cui bisgonerebbe condividere le idee …
    sulla “piattaforma Tonino”, scusa ma sono un po’ tonto e non ho capito cosa intendi di preciso, se espliciti, ti risponderò, se saprò rispondere, molto volentieri. :)

  9. cartolinedamarte Dice:

    Ma certo.

    Chiamiamoli “volti nuovi”, “base emergente”, “nuovi compagni”, “neoteroi”, basta che ci capiamo.

    Il succo rimane lo stesso.

    Quello che volevo dire in questo post erano giusto poche semplici cose.

    La prima è che, a quanto si dice, i candidati alla segreteria saranno Bersani e Franceschini.

    Quindi, per quanto si parli di emergenti (che in fondo, Serracchiani a parte, nessuno conosce), questi due ci toccano.

    Poi.

    Non mi piace Bersani: sono stanco di vedere dei surrogati (piuttosto mosci) di D’Alema.

    A sto punto voglio vedere D’Alema.

    Neanche Franceschini non mi convince: era il vice di Veltroni, promette le stesse cose, dice che in fondo Uolter non ha sbagliato niente.. e allora?

    Ultima cosa. Più dei singoli, ci va la squadra (lo dici tu, lo dice la Serracchiani e lo penso un po’ pure io).

    Resta il fatto però, che nelle mediocrazie moderne una figura di riferimento carismatica ci deve essere. Visto che, per come è la realtà, non se ne può fare a meno e che Prodi ce lo siamo bruciato sarebbe il caso di trovarne subito uno.

    Uno che sia in grado di dare un qualche straccio di emozione/visione all’elettorato italiano.

    Elettorato che, spiace dirlo, è un po’ quello che è..

    P.S.: niente di che, su Tonino facevo della mera e gretta ironia localista.


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