53a Cartolina. Il Visagista delle Dive è Truccatissimo.

24 giugno, 2009

Profugo a Villa CertosaParliamoci chiaro.

Il fatto che Berlusconi avrebbe pagato delle giovani ragazze per fare all’ammore di per sè, nel mio modo di vedere le cose, mi interessa poco.

Via, si potrebbe ipotizzare un reato di istigazione alla prostituzione (o quel che l’è), ma non sta a me. Posso solo dire che ci vedrei qualcosa di dantesco, una sorta di pena del contrappasso.

Da anni ti appoggi a tutte le battaglie della più estrema frangia cattolica, propugnando leggi che lasciano sempre meno libertà personali e ora che hai voluto usufruire di una (o più?) donne consenzienti e maggiorenni che offrono sesso in cambio di denaro ne subisci le conseguenze.

Due risate, nel caso di colpevolezza (sempre se ci sarà la possibilità di attestarla), me le farò volentieri.

Torno al punto. Della vita privata del premier, in generale, me ne frego.

Ad esempio. Ho sempre guardato con irritazione all’esibizione, da parte di molti capi di stato, di qualsiasi “first lady”.

Vi ricordate di Michelle Obama? O di Carla Bruni?

Ci vedo qualcosa di profondamente antidemocratico nell’attenzione mediatica che è stata rivolta nei confronti di queste due donne.

Nessuno le ha votate.

Non hanno nessun merito.

L’unico merito che hanno è quello di aver scelto il “cavallo giusto”, se si decide di vederla in quest’ottica.

Vedendola in quest’ottica però, ecco che si ridimensionerebbe ogni presunta colpa del nostro premier.

Il problema sta proprio qui ed è culturale, come sempre.

Se l’unico modo per una donna di emergere fosse quella di affiancare un uomo che emerge ecco che le differenze tra una Michelle, una Noemi, una Carla e una Mara comincerebbero ad assottigliarsi. (Dove sarebbe in fondo la differenza tra sposare un capo di stato e andarci a letto?)

Paradossalmente allora, sarebbe il caso che le donne stesse cominciassero a prendersi un po’ di responsabilità. Detta banalmente: sarebbe il caso che qualche mamma cominciasse ad insegnare alla propria figlia che non per forza il massimo della sua ambizione debba coincidere con lo scegliere “quello con la macchina più costosa”.

Ma, anche queste ultime riflessioni peccano forse di superficialità, probabilmente di sterile sessismo.

Il problema non è un fatto tout court di genere (me ne rendo conto quando vedo la Borromeo bella, ricca e famosa e ho un’erezione), ma è di rapporto dell’essere umano (maschio e femmina) con il potere.

Resta però un fatto. Se responsabilità c’è, non è unilaterale da parte del premier, ma è anche di molte persone, che, per un grosso lack culturale, si prestano a questi di tipi di gioco.

Quello di cui invece sarebbe legittimo e doveroso incolpare Berlusconi è lo step successivo.

Ok, vai a puttane, ma non ci pensare nemmeno a ripagarle con posti nella televisione di stato. (vd. caso Saccà)

Inaccettabile: lui se le tromba e gli italiani devono pagare. Così non va. Sarebbe come dover comprare i baci a San Valentino per la ragazza di un altro.

Peraltro, sempre da quanto emerge dal caso Saccà (l’unico su cui, grazie a un inspiegabile momento di liberalità dell’informazione, siamo riusciti a metterci un po’ decentemente gli occhi), Berlusconi il concetto di meritocrazia ce l’ha ben presente.

I posti di lavoro da assegnare in un certo modo non erano quelli della sua azienda televisiva, ma quelli della Rai.

Mica scemo.

La cosa che mi dà ai nervi è passare agli occhi del berluschino di turno come “parruccone” (cit. Ghedini).

E siamo al solito paradosso tutto italiano. Ti lamenti di come il premier sembra utilizzare la cosa pubblica e arriva uno che ti dà del parruccone.

Per intenderci, la stessa persona che vota forze politiche che non permettono alle persone di morire come gli pare, che varano leggi restrittive sulle droghe leggere, che sostengono baciapile antiabortisti, contro l’inseminazione artificiale, contro i matrimoni omosessuali e una giusta attestazione delle coppie di fatto anche eterosessuali. Forze politiche che considerano la prostituzione in strada reato, andando a colpire, come sempre, le ultime ruote del carro (certo, le escort lavorano a domicilio). Gente, insomma, che delle libertà personali, al di là della propria persona, non ne ha un’idea.

L’unico grande “parruccone” (in tutti i sensi) mi sembra proprio Silvio Berlusconi.

El Pì.

P.s.: non ci sbagliamo, la Borromeo merita tutta la notorietà che ha.. ed è un peccato che il suo popolo stia abbandonando la Terra di Mezzo.

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