Kill B. Atto Finale.
26 giugno, 2009

“Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?”
A C faceva male il ginocchio.
Sedendosi, non aveva considerato la presenza di un piano verticale in legno che scendeva, nella sua inutilità, pochi centimetri all’interno del tavolo di quello studio.
“Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?”
La dottoressa incalzava, ma senza troppa convinzione.
Forse era per via del caldo.
Indossare un golf di lana a luglio non invoglia ad essere zelanti.
“Allora?”
A C faceva male al ginocchio e ora veniva anche da ridere.
“Certo che no, dottoressa”
Quello che al Sert non considerano, o perlomeno Leggi il seguito di questo post »
54a Cartolina. Anche al Mare, non Votare.
25 giugno, 2009
Non ho votato l’ultimo referendum. E stò da dio.
Fin’ora avevo votato di tutto, tranne Marco Carta nello scorso Sanremo ovviamente.
Ma questa volta ho detto “fanculo”.
Molti sono stati e saranno i ricami attorno a quest’ennesima bocciatura di un referendum. Io non credo a nessuno di questi.
Sia che si dica che il ricorso al referendum è storicamente ormai fallito, sia che si pretenda che sia tolto il quorum o che sia concesso quello propositivo.
Qualcuno mi ha detto che per coerenza bisogna sempre votare.
Sono stati molti in verità, in disaccordo poi col trend di astensione generale, ma mi rendo conto di non disporre propriamente di un campione di conoscenze fedele al sentire comune.
(Avete presente quando Leggi il seguito di questo post »
51a Cartolina. Dimmi come suoni ti dirò chi sei.
18 giugno, 2009
“Sei nell’animaaaaa.. e blablabla per sempreee”
La folla cominciava a gremire Piazza San Carlo e sul palco non c’era Gianna Nannini.
No.
C’era qualcuno di non ben definito, volto interinale Mediaset a cui le televisioni moderne ci hanno ormai abituato. Un amico di Maria De Filippi, insomma.
Anche non essendo sto grande fan della Nannini, uno si rende conto di assistere in diretta ad un atto di vandalismo alla decenza musicale.
Riflettendoci poi, ci si accorge che quel modo di cantare è caratteristica tipica di una particolare provenienza, tutta italiana: la parrocchia.
Vi sembrerà un pregiudizio, ma sono sicuro di quello che dico. Lo stesso stile lo ritrovate tale e quale nelle bands da palchetto (o balera a seconda della vostra provenienza).
Ora, per quale diavolo di motivo si dovrebbere elevare questo modello così provinciale (nel senso di depresso e non di caratteristico) a canone da prima serata televisiva?
Ve lo dico io: perchè alla gente piace. Perchè la maggior parte della gente ci è cresciuta, nelle parrocchie.
Le caretteristiche principali Leggi il seguito di questo post »
Arrivano i congressi.
Parliamoci chiaro.