43a Cartolina. Nasce WTF!
19 Gennaio, 2009
Per una serie di profonde motivazioni personali (ad esempio, niente da dire) ho deciso che questo è il momento blogghistico migliore per introdurre la nuova rubrica che da ora in avanti, giurìn giurella <– (dio come suona gay nel rileggerlo), accompagnerà ogni post, sul fondo pagina.
Nasce il momento “What the Fuck”, o meglio “WTF”.
“What the fuck?” è l’espressione inglese che traduce l’italiano “ma che cazzo?..” o il disneyiano “Gasp”.
(Per me “gulp” è sempre stato sinonimo di sorpresa in senso positivo e non mi si contraddica su questo).
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Tante sono le nefandezze disponibili in rete, molte sono, per certi versi, troppo estreme perchè abbiano spazio su questo blog.
Mi vengono in mente filmati dove uomini scambiano il proprio retto per una credenza fino alla rottura del vasetto ivi inserito (molto pulp), coppie a cui piace accoppiarsi su cadaveri di orso appena uccisi (molto Dick Cheney/Sarah Palin), allegorie di gelati composti da escrementi, drenaggi al ginocchio, vaginoplastiche, fartporn (lascio a voi la traduzione).
Lungi da me dal fare apologia di tutto ciò ma, la visione di filmati del genere potrebbe aiutare la riflessione su quello che è il limite della decenza umana.
(Riflessioni poi messe sistematicamente in discussione dalla visione di una sola puntata di “Un giorno in pretura”, perchè cazzo se spinge la Realtà).
Il progressivo spostamento di alcune linee di confine morali può aiutare, secondo me, a cogliere con più rapidità e lucidità le piccole volgarità presenti nei mass media e nella vita quotidiana.
Vabbè, prendete tutte ste riflessioni con le pinze. Posso anche capire che la cosa non valga per tutti. Non ho intenzione di privare nessuno del diritto di dire “che schifo”, neanche me stesso.
Ci sono cose, che nessuno probabilmente dovrebbe vedere. Il mio tabù personale, ad esempio, ruota intorno agli omicidi (sì, si trova anche roba del genere).
A meno che non sia roba di guerra, al che trovo che sia doveroso che tutti guardino e vomitino di fronte a quello che è la realtà <– (Vi “vengo incontro”, paradossalmente è la cosa più “soft” da linkare). Anche qui con delle eccezioni: ci sono foto del carcere di Abu Graib oggettivamente inguardabili, ancora di più se contestualizzate.
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Tornando a noi.
Il momento WTF sarà esclusivamente atto a raccogliere tutto ciò che è trash (improbabili video musicali, trasmissioni tv, roba del genere) e lo potrà guardare chiunque.
Lo scopo è controculturale. Mario Borghezio e Maria De Filippi appariranno come eleganti poeti esistenzialisti.
Bon. Basta. Linko qualcosa.
Giovanni Bivona, promessa della politica siciliana. (già linkato in passato, ma evergreen).
Improbabili lezioni di inglese per giapponesi.
La versione indiana di “Thriller” (altro evergreen).
E per finire, il mitico Hinoi Team assieme al wrestler Korikki, altro grande esempio di cultura giapponese.
El Pì.
42a Cartolina. Questa TV è Sublim(in)e.
13 Gennaio, 2009
Da un po’ di post a questa parte sento pressante la necessità di disimpegnarmi un po’.
Inutile dire che non ci riesco mai.
Colpa di questo paese, dico io.
Da molto tempo non riesco più a godermi un sano brainless pomeriggio televisivo di Italia 1 & co.
Guardare cose come Hannah Montana, Zack e Cody al Grand Hotel, bevendo vino rosso sfuso targato Piemonte e mangiando porcate targate USA. A Petrini quel che è di Petrini, a Ronald quel che è di Ronald.
Oppure TRL. Ho sentito che adesso non va più di moda l’EMO, ma il Brutal (che probabilmente non sarà lo stesso brutal che ho in mente io, ma una versione patinata come un giornale di Signorini). E io, porco cazzo, non ne sapevo niente. (non so, fatemi sapere, linkatemi qualcosa)
Oppure X-Factor. Ovvero il triste e vecchio carrozzone musicale italiano che cerca di autorilanciarsi (tipo un rigurgito), ma non si capisce dove.
Con Morgan, valido musicista nel ruolo di intellettualoide snob da televisione, Simona Ventura, nel ruolo di sobria maestra di eleganza e di profonda ermeneuta della comunicazione (sarcasmo), e Mara Maionchi, nel ruolo di Crasso, cioè quello che nel triunvirato con Cesare e Pompeo metteva i soldi o semplicemente di Mara Maionchi stessa, già nota ai tempi dei romani (il noto discograficus ex machina).
E invece puppa. Perchè quando hai come ministro della giustizia Alfano e una classe di giornalisti come quella che abbiamo non è che puoi permetterti di stare sulle tue.
Cioè sì, potresti anche farlo, ci mancherebbe. Anche la televisione lo suggerisce con sinistri messaggi subliminali.
Pensateci. Nella fascia preserale di Rai Uno fino a qualche anno fa c’era “Il Fatto” di Enzo Biagi. Cosa c’è adesso? “Affari Tuoi”.
Niente succede per caso in Italia, fidatevi.
Il messaggio è chiaro: “Fatti gli Affari Tuoi”.
El Pì.
P.S.: tornerò sulla questione De Magistris, Alfano, Procura di Catanzaro, eccecc cercando di fare un riassunto, una specie di Bignami per chi non voglia (li mortacci sua) vedersi tutte le ultime uscite di Travaglio sulla questione, che ammontano ormai a un due orette di filmato.
P.P.S: il gioco di oggi è quello di capire e dare un significato a questo.
Ho mal di testa.
41a Cartolina. Strade dell’Est.
11 Gennaio, 2009
L’inverno scorso, con quelli che allora erano i miei coinquilini, dimostrammo a Putin che noi duri uomini occidentali non avevamo bisogno del suo gas sovietico per scaldarci l’inverno.
Vabbè, si ruppe la stufa e passammo tutto l’inverno a scaldarci con quelle cagate di termosifoni elettrici che fanno luce. Quelli che ti brasano le parti illuminate e che lasciano a temperatura artica il resto.
Temperatura media in casa: 10 gradi.
Ah, Via Vanchiglia.. Ne scriverò prima o poi. Vicende che oscillano tra la legenda ed il baratro.
Ma oggi no, oggi vi puppate l’Ucraina. (Già vi vedo: “Ennò, l’Ucraina nooo pietà..”)
La ormai annuale crisi del gas tra Ucraina e Russia si spiega con ragioni meramente economiche, ma anche con interessanti dietrologie politiche.
Vabbè interessanti.. Diciamo meno di Emanuele Filiberto che lancia la sua immagine di futuro candidato alle europee a Ballando con le Stelle, ma sicuramente più del programma elettorale di Magdi Cristiano Allam. Peraltro, non per dire, ma ho più commenti io in questo blog che il Signor Savoia nel suo. A me, però, la Carlucci non mi ha dato neanche un colpo di telefono. Ingrata.
Quella economica è semplice: l’Ucraina pretende di pagare troppo poco per Gazprom e pare che prenda anche più gas di quello che paga, perciò l’azienda gli chiude i rubinetti. Guarda caso questi rubinetti sono in comune con quelli europei.
E questo ci porta alla ragione politica.
Non è un mistero, per quanto Gazprom neghi, che dietro l’azienda ci sia il Cremlino. L’intreccio tra economia e politica russe ricorda molto quello di un paese sul mediterraneo, che da 15-20 anni fa scuola in questo senso.
Ehy, sto parlando dell’Italia. Senò mica le capite..
L’Ucraina, come tutte le ex-repubbliche sovietiche, ha subito dalla Russia tutte le classiche angherie di 80 anni di socialismo reale (con l’aggiunta di Cernobyl e di quello che ne conseguì). Qualche anno fa, con la rivoluzione arancione, andò al potere a Kiev un governo non più filorusso come quelli precedenti, quasi antirusso anzi.
Adesso l’Ucraina vuole entrare in Europa e vuole (peggio ancora) entrare nella Nato.
Le questioni grosse sono due.
Scudo Spaziale. La Nato (USA + Europa occidentale, insomma “noi”) vuole mettere i suoi missili lì, in Ucraina, con la scusa di difendersi da eventuali aggressioni iraniane.
Alla Russia non va: “Perchè non li mettete in Pakistan, se è vero che ce l’avete con l’Iran?” ci dicono “Non è che ce l’avete anche un po’ con la nostra grande Russia?”.
Al che “noi”, che secondo le grandi teorie militari mondiali abbiamo motivo di avercela con loro e di tenerli sotto controllo, fischettiamo.
Poi c’è la questione Crimea.
La Crimea è ucraina, ma la maggior parte della popolazione, soprattutto a Sebastopoli (città simbolo della rivoluzione sovietica) è russa. A Sebastopoli c’è un accordo per cui la Russia ha il diritto di avere lì una grande base navale militare. Nel 2012 scade e pare che Kiev non voglia rinnovare l’accordo. C’è di più. Il sindaco di Sebastopoli viene direttamente nominato a Kiev, senza democratiche elezioni, per evitare che queste, visto le proporzioni numeriche, siano altrimenti vinte da un candidato filorusso.
Tutte queste situazioni, portano ad una serie continua di dispettucci tra i due governi e da qui il gas.
Perciò ogni qualvolta nei prossimi anni si ripeterà l’ennesima “crisi del gas”, non credete alle faccette stupite dei leader europei, loro sanno bene perchè succede quel che succede e adesso, se avete avuto il coraggio (la voglia?) di arrivare fin qua, anche voi.
El Pì.
A proposito di questioni tra Russia ed ex Paesi del blocco sovietico.
“è sempre un bel problema quando il tuo stato più a nord si chiama Ossezia del Sud”
(cit. Dunz)
40a Cartolina. Dove c’è Betulla, c’è Gaza.
8 Gennaio, 2009
Rileggo il post di ieri e penso che forse avrei dovuto assumere una posizione leggermente più filopalestinese, almeno in questo caso.
Me la sbrigo con una sentenza.
Non dimentichiamo mai, che quelli con le pezze al culo sono i palestinesi. Anche il fondamentalismo si spiega, in parte, con la condizione di povertà nelle quali versano molte società arabe. Condizioni spesso dovute agli strascichi del colonialismo. Il panarabismo e poi il fondamentalismo nascono infatti come ideologie di contrasto verso le potenze colonizzatrici occidentali. In un secondo tempo, inoltre, gli ex colonizzatori si servirono di queste, calvalcandole e finanziandole, per ragioni di politica internazionale (vd. guerra fredda).
Questo non giustifica tutto. Non è che se hai avuto dei cattivi genitori sei giustificato ad essere un serial killer (vd. Arabia Saudita). Però va detto.
No vabbè, “me la sbrigo con una sentenza” è un eufemismo, me cerco di essere breve.
Un’altra cosa da dire è che la società palestinese, come ad esempio anche quella del Libano, come ad esempio anche quella turca (parliamo se non vi siete resi conto di vicini di casa, di quelli che stanno dall’altro lato di Via Mediterraneo) è una società molto più laica di quello che uno potrebbe pensare quando vede alcuni di loro fare quello che fanno alcuni di loro.
Poi cos’altro. Nei blog, quelli dove i lettori intervengono (che schifo), ma anche nella vita reale ogni qual volta che si parla di Israele vs Palestina gli interlocutori si mediorientalizzano, diventa uno scontro tra fazioni. C’è anche da dire che in molti blog nei quali una volta c’era dialettica adesso, per pigrizia mentale, si sono tutti sdraiati su posizioni più filo-israeliane degli israeliani stessi.
Ma a noi italiani, l’ennesimo sfogo da ultrà non serve proprio. Forse bisognerebbe incentrare più il discorso su come portare la pace, più che dividerci su chi fa la guerra più giusta.
Per chiudere (salvo riaprire su argomento affine) vi offro l’idea del Luttazzi.
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Nei loro paesi ci farebbero pregare di fronte ad una moschea?
Non lo so e me ne frego relativamente visto che non prego. Una cosa è certa, se i “loro paesi” fossero (e in molti casi non è vero) retrogradi, oscurantisti, illiberali non vedo perchè dovrebbe esserlo anche il nostro.
Vabbè, tornerò più in là sulla questione “come la destra pretende di gestire gli immigrati”, tanto si ripropone come una peperonata, adesso mi sono stufato.
In breve:
- molti vorrebbero che gli immigrati lavorassero le loro 10 ore al giorno e poi sparissero dalla vista fino al giorno dopo
- Berlusconi ha dato non ricordo più quanti milioni di euro al governo libico “per fermare gli sbarchi” senza ovviamente fermarli. Sospetti interessi economici personali del premier dietro l’inutile operazione. Devo ritrovare gli articoli da linkare.
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Finale col botto.
Ci mancava solo “Betulla”.
Questo era il nome in codice di Farina quando era sul libro paga della Cia.
Considerazioni.
L’UV, influenzata dalle culture politiche latenti delle sue alte sfere (DC e Comunione e Liberazione), sembrarebbe tendere sempre di più verso destra.
Ma non è (solo) una questione di idee, quanto di opportunismo politico.
L’UV da un po’ di tempo, fa una scopatina con il PD, e qualcuna anche col PDL.
L’intento è quello solito, da mantide religiosa.
Lo scopo è arrivare al punto in cui l’elettore capisca che è inutile votare per il partito che sta assieme all’UV, quando può votare direttamente UV.
Ben venga dico io (o perlomeno peggio per loro), in VDA ci sono 12 partiti, cominciamo a sfoltire i doppioni.
El Pì.
39a Cartolina. Natale a Gaza.
7 Gennaio, 2009
Molto tacqui durante le feste, tante cose rimasero da dire.
A cominciare da Gaza, sulla cui situazione tutti parlano, nessuno ne capisce niente; tutti allora parlano sul fatto che nessuno ne capisce niente.
Chi si sbilancia in Italia lo fa per ragioni politiche. Certo, per rendere il tutto più chiaro mi sembrava doveroso dare connotazioni di destra e di sinistra anche alle due regioni in lotta, tanto per cambiare.
E allora anch’io. (Intendo dire anch’io ne parlo, non anch’io ne do connotazioni)
Da una parte del ring: Israele!
Peso massimo delle potenze militari.
Roba buona, roba ammerigana.
400 testate nucleari sviluppate senza dire nulla alla comunità internazionale (qualcuno poi pensò bene di avvisare il mondo di tutto ciò e non fece una bella fine).
Addestramento lungo (due anni credo, un po’ meno per le donne) un esercito in grado, con i riservisti (dopo la leva quasi obbligatoria per tutti, fino ai 40 anni sei un potenziale soldatino) di triplicare le sue forze in pochissimo tempo.
Manager agli angoli (vabbè sta in coma stile Englaro, ma fino a poco tempo fa era lui): Ariel Sharon.
Quelli che di voi comandano un esercito sapranno bene che Ariel Sharon è uno di quei generali che è bene non trovarsi davanti. Lui vince le guerre in sei giorni, le rivince, le ririvince e poi diventa primo ministro e decide di smantellare gli insediamenti dei coloni israeliani nei territori palestinesi. Figura emblematica, colma di chiaroscuri. Grande carisma, grande determinazione, gran figlio di puttana.
Molto novecentesco per l’appunto, ovvero grande leader da un lato, probabilmente grande assassino dall’altro. Scegliete voi cosa illuminare. Io vi consiglierei il “correva l’anno” non fosse che è sparito da quel colabrodo demmerda che è l’archivio rai e il documè (sta a Torino, in San Salvario il cinema che passa ste cose) sul Likud, non fosse che è introvabile. Quindi arrangiatevi se volete saperne di più. Sharon resta una figura centrale per capire Israele.
Che dire altro.
Isreale è il figlio illegittimo di un leggittimo e doveroso senso di colpa dell’occidente. Un giusto modo di ripagare gli ebrei, perseguitati dai totalitarismi e discriminati dalle democrazie di inizio novecento che si scontra con l’ingiusta prassi di compiere questa operazione sulle teste dei Palestinesi. (idea mia). Attenzione: “figlio illegittimo” non sta per “stato illegittimo”. Israele ormai c’è e c’è da 60 anni, pochi cazzi.
Israele è laica, molti arabi palestinesi vivono in Israele e anche molti cristiani eccecc, ma è capace di oscillare verso posizioni molto poco laiche. Sono molti i volti di Israele, da Amira Hass, giornalista che racconta la vita dei profughi palestinesi, all’ebreo più ortodosso.
Israele subisce costantemente attacchi. Mi rifuto di definirli terrostici. Bisogna superare lo scarto per cui quello che è compiuto dall’esercito israeliano sia considerato un’operazione militare ed un arresto, mentre quello delle forze palestinesi sia considerato attacco terrostico e sequestro. Entrambi, anche se con diverse forme, fanno vittime civili e sono condotti con arbitrarietà.
Israele subisce attacchi. Kamikaze, bombe, ma ultimamente soprattutto razzi sulle città di confine. Le tecniche di guerra palestinesi fanno meno morti, ma snervano gli Israeliani. Immaginate se ogni tanto da Chambery arrivasse qualche razzo su Courmayeur o se una sera esplodesse il Jive (non fate battute). Ci tirerebbe il culo, ah se ci tirerebbe.
Israele è circondata da nazioni ostili. I giornali di Al Fatah, che dovrebbe essere la parte più moderata dei palestinesi, prendono talvolta posizioni antisemitiche (non antiisraeliane) sul filone del “complotto giudaico-massonico internazionale”, roba da folli nazisti.
Dall’altro lato del ring: Striscia di Gaza! AKA “Palestina”, in coppia con Cis-Giordania.
Tanti round fa, incazzati per la creazione a tavolino di Israele, nella quale loro facevano la parte del corano messo sotto un piede per non farlo traballare, lanciarono la sfida aiutati da un po’ tutti gli stati arabi intorno contro i nuovi arrivati.
Persero, ripersero, riripersero. (sì, sto generalizzando)
I palestinesi sono quelli più poveri. Sono sistematicamente tagliati fuori dalle risorse della zona, anche se quando hanno avuto la possibilità di appropriarsene (vd ritiro dei coloni) non hanno saputo farne tesoro.
I palestinesi (parlo di Gaza) non possono circolare liberamente. Da Gaza non metti il naso fuori e niente arriva a Gaza. Per questo l’economia del paese è in ginocchio, c’è tanta disoccupazione, fame ed i servizi non funzionano. Anche questo fa girare la palle, e tanto.
Gaza subisce attacchi. Dalle “operazioni chirurgiche” in cui dall’alto bombano macchine dove forse c’era un leader di Hamas, ad arresti più o meno leggittimi, che portano a lunghe soste nei carceri israeliani senza passare dal via.
Quando a Gaza cadono bombe è sempre un massacro, dove miri miri. C’è una densità di popolazione altissima e le scuse di Israele sul fatto che Hamas usi scudi umani lasciano un po’ il tempo che trovano. Se bombardi il municipio di Aosta, è facile che ti porti via anche il Gekoo.
Hamas non è per niente laico. C’è da dire che prima la gente votava Al Fatah (sempre fondamentalista, ma più moderato), ma bombe e incursioni arrivavano lo stesso, al che la gente ha voluto cambiare, con delle elezioni, anche perchè Al Fatah è una forza piuttosto corrotta in quella zona, pare, molto più di Hamas. Questo fece precipitare la situazione, già non rosea, in questi ultimi mesi con Israele.
Hamas è tutto. Da partito, a forza militare. a ente di assistenza per la popolazione. Hamas non ha solo il volto del kamikaze, anche se spesso è quello che più si fa notare.
Questa complessità confonde le idee al nemico, chi è che combatte? chi è che non c’entra niente? Ed è anche per questo che Israele spesso bombarda a caso.
I Palestinesi fanno la guerra con i mezzi che hanno, pochi. Generalizzando così a memoria, mi ricordo il periodo della Intifada (lancio di sassi, non stavano messi un granchè bene), ai Kamikaze, ai i razzi che vanno di moda adesso. Cercano di rifornirsi tramite tunnel, ma sostanzialmente arriva poca roba, da varie organizzazioni arabe fondamentaliste. Molta gente con quei tunnel ci campa, ed è gente comune, che non sa fare la guerra, che per mangiare scava. Se ne apri uno ti fai sui 5-6 mila euro. Inutile dire che è un lavoro pericoloso.
I palestinesi muoiono molto di più degli israeliani, il rapporto è di 5 a 1.
Dal 28 settembre del 2000 (data di inizio della seconda intifada) siamo a 5301 vittime palestinesi, contro le 1082 vittime israeliane.
Ding!
Comincia l’ennesimo scontro, con tutto il mondo intorno che sta a guardare e che da anni da questo ne viene destabilizzato.
Quel che è certo è che niente cambierà fino a quando dalla dialettica delle due parti non scompariranno le armi. Da noi lo fecero gli americani, Togliatti e De Gasperi, in Irlanda il secondo Micheal Collins e gli inglesi. In Israele, chiamatemi scemo, ma l’ultimo Sharon sembrava avere il carisma e la determinazione per farlo (con tutte le obiezioni del caso), ma è già di nuovo storia passata.
El Pì.
Qui, trovate altre considerazioni, alcune un po’ più filo israeliane altre un po’ più filo palestinesi da gente che alcune cose se le è lette meglio di me.