Forte bisogno di un cambio di stile.

Più sintesi.

La frivola signora Forma assieme al riflessivo signor Contenuto, suo marito, dal consulente matrimoniale.

Se non risolvere i problemi, perlomeno spendere soldi. Far girare l’economia del mio modo di esprimere idee.

Questa oscillazione tra opulenti panigirici politici e leggere veline, mi urta.

Troppo antologico. Le antologie sono per i professorini.

Io non sono un professorino, io ho la media del 24,8.

I miei versi devon suonare.

Come Valéry, faire chanter le vers. O se non altro, faire chanter Verres, come disse il presidente della corale di Verres.

Se non arte, qualcosa di popolare insomma.

Fusione!

La mia prosa deve scottare. Sacro e Profano, Serio e Faceto, Ying e Yang, Cip e Ciop.

Fu-sio-neeeeee!

Se non arte, qualcosa di appariscente ed epilettico, come un cartone animato giapponese.

Non c’è niente di più odioso, nella vita, di dover scegliere se essere serio o simpatico.

Che fare?

Come farlo?

Come esprimerlo in “Avril Lavigne”?

Impegno: un pugno si chiude e l’altro scivola sul grilletto.

DisImpegno: entrambe le mani accarezzano la pancia. Vuota.

In un epoca travagliata il combattente spara e l’artista tace, l’intellettuale si ritira sull’Aventino.

Vorrei ritirarmi sull’Aventino, ma di tanto in tanto, sputare di sotto.

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