Io credo nelle 35 ore lavorative, come Lionel Jospin. Da spalmare però in 365 giorni.

Credo anche che sia giusto e dovuto che le donne ricoprano ruoli dirigenziali. Ma tutti.

A dirla tutta le donne dovrebbero essere le uniche a lavorare per almeno un 4000 anni, per colmare lo storico lack di emancipazione che divide i due sessi.

Questo sì che è femminismo con le palle.

Marx diceva che l’uomo si distingue tra gli animali, che passano il tempo solo a nutrirsi e accoppiarsi, grazie al lavoro. La Bibbia dice che l’uomo si distingue come tale nella festa.

Mi dispiace Karl, un punto per Dio. Palla al centro.

Peraltro deve essere dura essere battuti da qualcuno che non esiste, questo spiega molto del risultato della Sinistra Arcobaleno nelle scorse elezioni.

Come Karl però, non capisco i piccoli borghesi o se preferite i piccoli imprenditori.

Lavorano 12 ore al giorno, la maggior parte in nero e pensano di appartenere al terzo mondo se non riescono a permettersi uno stile di vita equivalente a Mister Arcore.

“Se paghiamo le tasse non riusciamo ad andare avanti” amano dire al dipendente pubblico che le paga anche per loro direttamente in busta paga. Quando quest’ultimo obbietta, questi replicano con “ma stai zitto te che non fai un cazzo”. Mica sono tutti pirla che lavorano 12 ore al giorno, risponderei io.

Mi ricordo quando ho fatto il magazziniere in un mobilificio.

Un lavoro di merda: sporco, pesante, senza gratificazioni.

La famigliuola che gestiva questa azienda lavorava 355 giorni all’anno per poter passare 10 giorni in un villaggio turistico.

Usavano “la macchina aziendale” (una Bmw o Audi station wagon con interni in pelle nera, non scherzo) per caricare la legna. Sì, non so se avevano approfittato dello sgravo sull’IVA per comprarla, perchè onestamente non sono sicuro che sia permesso prendere ogni tipo di veicolo, tant’è che ci caricavano la legna.

Volevo chiamare la protezione auto, per reintegrarla nel suo habitat naturale: le autostrade tedesche. Povera.

Per non parlare di quando mi facevano caricare camion pieni di ogni tipo di rifiuti (capito cosa intendo per “lavoro di merda”?) per andare a bruciarli illegalmente dentro delle buche scavate nel bosco.

Mi licenziarono. Leggevo un libro sul Punk mentre dovevo aiutare il falegname di turno a montare dei mobili. Poco male, tanto non sapevo farlo.

Tsk, cazzo serviva poi quel trapano, mai sentito parlare di Ikea?

Ah, che bello l’odio di classe.

Marx – Dio: 1 pari.

Concludo.

Pensateci. Come diavolo è possibile che dopo migliaia di anni di evoluzione e progresso umano siamo ancora obbligati a lavorare per vivere? Come cazzo si fa a chiamarla evoluzione, dico io. Abbiamo sbagliato tutto.

Siamo vittime del nostro stesso sistema, che manica di imbecilli.

Come fai a chiamare “realizzazione” qualcosa che sei obbligato comunque a fare, pena non mangiare.

Cacciatori/raccoglitori dico io.

W Chuck Palahniuk.

Vedrete cosa vi combinerò quando viaggiando in areo incontrerò il mio corrispettivo figo e rivoluzionario.

Aprirò con i ripetitori Mediaset. (chi intende, intende).

el π