Eco vs McLuhan.

Citare McLuhan è da stronzi pieni di se. Anche dare torto ad Umberto Eco è da stronzi pieni di se.

Fare le due cose assieme annulla il tutto, come in una moltiplicazione.

Perciò puppate e continuate a leggere.

In una delle ultime Bustine di Minerva (l’editoriale di Eco sull’Espresso), il nostro eroe muove delle sacrosante e condivisibili critiche al sistema universitario 3+2. Non al sistema in se, ma a come è stato applicato in Italia soprattutto per le materie umanistiche. Niente obbligo di frequenza, niente finanziamenti, poco, quasi nullo in verità il contatto tra studenti e docenti, ancora evanescente la figura professionale di un triennalista.

Quello che accomuna Eco e Bertinotti e che, a mio parere, li distanzia dalla attualità sono le dimensioni.

La prolissità del politico coincide con la pretesa dell’intellettuale e docente universitario di far leggere agli studenti un migliaio di pagine per preparare ogni esame.

Una volta gli esami erano 6 in un anno, col nuovo ordinamento sono diventati dodici che dovrebbero valere la metà di un esame vecchio. (5 crediti)

La verità è che la mole di pagine da portare è di minimo 600 per ogni esame da 5, quindi si arriva già a 1200 ad esame. Il tutto preparato con 30 ore di lezione (in 5 settimane).

Ho dato un esame da 5 crediti di Storia Bizantina che copriva più di mille anni di storia. Non ricordo nulla ora. Nulla.

Per farvi un altro esempio, un esame di Letteratura Francese verteva sulla Poesia di Victor Hugo, bisognava portare tutta la letteratura dal ‘300 ai contemporanei, oltre a vita, morte e miracoli di Victor Hugo. Esame diviso in due parti: letteratura e poi parte monografica. Valore dell’esame: 5 crediti, metà di uno vecchio.

Dai, e la docente che esaminava la parte sulla letteratura, mi ha chiesto Rabelais, il Dadaismo e l’Esistenzialismo. Per 5 crediti, se vuoi, ti dico la data della rivoluzione, dolcezza.. E rimanevano le poesie di Hugo. L’ho anche passato bene, solo perchè da valdostano che ha fatto il liceo la sapevo già la letteratura francese.

Però cazzo dai.

È la differenza generazionale tra i giovani studenti e i docenti a creare un muro.

Loro vengono da un’era calda dei media, completamente dominata dalla carta stampata.

Ora viviamo in un’era fredda, interattiva, caratterizzata da internet e dalla televisione.

Questa differenza modifica radicalmente le percezioni delle due generazioni.

L’occhio è sostituito dal tatto. Un cinquantenne e un ventenne hanno due intelligenze completamente differenti.

I giovani di oggi sono una generazione non visiva, ma tattile, non prospettica, ma cubista.

È riduttivo considerarli inferiori ai propri genitori, solo perchè sono meno portati a leggere la carta stampata, si dovrebbe invece adeguare l’insegnamento delle materie importanti alla loro diversa intelligenza, la quale sarà sempre meno enciclopedica, ma sempre più olistica e ipertestuale.

el π

(citazioni qua e la di Marshall McLuhan)

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Parole sante.

Quelle scritte da un certo Achille, nel suo blog.

Uno di quelli che scrive cose che avrei voluto scrivere anch’io, ma che non scrivo perchè passo il tempo a regolarmi le basette (ce n’era una più corta dell’altra, ma quella più lunga era più bella e non sapevo come fare) e a esagerare con gli alcolici.. e a guardare la quarta serie di O.C. (sìsì sfottete, bravi).

Ecco perchè poi posto vecchie poesie a caso, l’ultima era una sorta di esperimento sul lessico che usava Marshall McLuhan. Era un testo di una canzone del mio vecchio gruppo in realtà (quello dove suonava anche il mitico JP, non devo aggiungere altro). Comunque noto che l’avete letta in molti, gonzi. Quello che non avete fatto è commentare la dodicesima cartolina e 1/2 (detta anche il pistolettone), ma sapete che sopravviverò.

Per riprendere il discorso, vivo così da almeno una settimana, ma che dico, da un mese. Si è anche aggiunto il calcio ora, e sono, come achille, di nuovo in balia della più cupa e medioevale scaramanzia.

Divano, appoggiato con la schiena, il culo per terra, mio padre seduto a destra, i gialappi in radio, e mia madre relegata in un’altra stanza. Splendido quadretto di una simil famiglia islamica.

Le parole sante sono quelle del post riferito a Bertinotti, sulle ragioni della sconfitta della sinistra. Lette? bravi, continuo allora.

Capisco che il referente sia una rivista specialistica, ma solo scorrendo tutto lo scritto col mouse ho avuto un attacco acutissimo di tunnel carpale (acciacco tipico del nerd informatico).

Si apre un bivio ora (grazie di tutto Enrico Ruggeri), mi vengono in mente due riflessioni.

Footing a Parco Stura.

Queste ultime elezioni si sono contraddistinte per il cattivo gusto dei gadget elettorali. La Sinistra Arcobaleno ne aveva due, almeno a Torino.

Il primo tutto sommato era più che accettabile: un preservativo. Non fosse che lo slogan sulla copertina (mi spiace, ma non lo ricordo) era in grado di frenare i bollenti spiriti del peggio maniaco sessuale gentile (perchè comunque per stuprare usa un preservativo).

Il secondo è viaggiare, sempre.

Il terzo era un pacco di cartine lunghe. “Coltivarla da sè / Non coltivare le mafie”.

Ora, immaginate quello che abita in un condominio di Torino Nord, intorno a Parco Stura.

Immaginate il padre di famiglia di una certa età, che non ha la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti ben chiara in testa (in ogni caso a Stura le vendono tutte).

Questo signor Rossi si sveglia tutte le mattine, scende il cane per pisciarlo e non può neanche avvicinarsi al parco.

A Parco Stura, vi giuro che finchè non l’ho visto con i miei occhi non ci credevo, è pieno di tossici, ma a perdita d’occhio, sembra un’area pic-nic a ferragosto, piena di famiglie che mangiano l’anguria, ma togliete le famiglie e metteteci i tossicodipendenti. (Delle angurie fateci un po’ quello che volete).

Immaginate allora chi vive con una situazione del genere sotto casa, che riceve dall’attivista della Sinistra Arcobaleno, un bel pacco di cartine.

Per me il movimento di voti dall’estrema sinistra alla Lega si può riassumere così.

el π

continua con Eco vs McLuhan..

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