Quindicesima Cartolina e 1/2. Eco vs McLuhan.
16 Giugno, 2008
Eco vs McLuhan.
Citare McLuhan è da stronzi pieni di se. Anche dare torto ad Umberto Eco è da stronzi pieni di se.
Fare le due cose assieme annulla il tutto, come in una moltiplicazione.
Perciò puppate e continuate a leggere.
In una delle ultime Bustine di Minerva (l’editoriale di Eco sull’Espresso), il nostro eroe muove delle sacrosante e condivisibili critiche al sistema universitario 3+2. Non al sistema in se, ma a come è stato applicato in Italia soprattutto per le materie umanistiche. Niente obbligo di frequenza, niente finanziamenti, poco, quasi nullo in verità il contatto tra studenti e docenti, ancora evanescente la figura professionale di un triennalista.
Quello che accomuna Eco e Bertinotti e che, a mio parere, li distanzia dalla attualità sono le dimensioni.
La prolissità del politico coincide con la pretesa dell’intellettuale e docente universitario di far leggere agli studenti un migliaio di pagine per preparare ogni esame.
Una volta gli esami erano 6 in un anno, col nuovo ordinamento sono diventati dodici che dovrebbero valere la metà di un esame vecchio. (5 crediti)
La verità è che la mole di pagine da portare è di minimo 600 per ogni esame da 5, quindi si arriva già a 1200 ad esame. Il tutto preparato con 30 ore di lezione (in 5 settimane).
Ho dato un esame da 5 crediti di Storia Bizantina che copriva più di mille anni di storia. Non ricordo nulla ora. Nulla.
Per farvi un altro esempio, un esame di Letteratura Francese verteva sulla Poesia di Victor Hugo, bisognava portare tutta la letteratura dal ‘300 ai contemporanei, oltre a vita, morte e miracoli di Victor Hugo. Esame diviso in due parti: letteratura e poi parte monografica. Valore dell’esame: 5 crediti, metà di uno vecchio.
Dai, e la docente che esaminava la parte sulla letteratura, mi ha chiesto Rabelais, il Dadaismo e l’Esistenzialismo. Per 5 crediti, se vuoi, ti dico la data della rivoluzione, dolcezza.. E rimanevano le poesie di Hugo. L’ho anche passato bene, solo perchè da valdostano che ha fatto il liceo la sapevo già la letteratura francese.
Però cazzo dai.
È la differenza generazionale tra i giovani studenti e i docenti a creare un muro.
Loro vengono da un’era calda dei media, completamente dominata dalla carta stampata.
Ora viviamo in un’era fredda, interattiva, caratterizzata da internet e dalla televisione.
Questa differenza modifica radicalmente le percezioni delle due generazioni.
L’occhio è sostituito dal tatto. Un cinquantenne e un ventenne hanno due intelligenze completamente differenti.
I giovani di oggi sono una generazione non visiva, ma tattile, non prospettica, ma cubista.
È riduttivo considerarli inferiori ai propri genitori, solo perchè sono meno portati a leggere la carta stampata, si dovrebbe invece adeguare l’insegnamento delle materie importanti alla loro diversa intelligenza, la quale sarà sempre meno enciclopedica, ma sempre più olistica e ipertestuale.
el π
(citazioni qua e la di Marshall McLuhan)