Suicidio.

Due giorni fa, vicino a casa mia, è spuntato un nuovo manifesto.

Un enorme falce e martello.

Sopra, la scritta “COMINCIAMO NOI COMUNISTI”.

Il diktat post-elettorale, o post-batosta, di Diliberto è diventato realtà: “Ripartire dalla falce e dal martello”.

Ora, passi il secondo, ma quante persone al giorno d’oggi usano una falce al lavoro?

A mio parere tastiera e microfono con cuffie sarebbero stati forse più appropriati: pensate a tutti i poveri operatori di call center e simili o ai ballerini di “Amici di Maria De Filippi”.

Di operai comunque ce ne sono ancora molti in questo paese. Tuttavia, nonostante il martello nel simbolo dovrebbe suggerire loro qualcosa del tipo “ehy siamo i vostri amici noi! Crocettate qui!”, questi hanno votato in massa il Pdl, o più precisamente la Lega.

Perchè?

Per cominciare, i simboli in politica se un tempo hanno avuto un valore, oggi non ce l’hanno più. Banale, ma piuttosto vero.

Per il resto, io punterei tutto sui 20 anni di televisioni private come risposta principale, che hanno cambiato testa e bisogni degli italiani.

Provo ad analizzare alcuni dei contenuti principali dei programmi tv:

Tette. Presenza costante. Continuo a considerarle in ogni caso l’espressione culturale più alta.

Sbirri. Vi ricordate quest’inverno? Il mercoledì era la “serata sbirro”, a reti unificate venivano trasmessi i vari Carabinieri, La Squadra, Distretto di Polizia.. Ricordo anche che io e i miei coinquilini reclamavamo a gran voce la serie “Ausiliari del Traffico”, ma pultroppo siamo rimasti inascoltati.

In ogni caso, era molto edificante vedere il vigile braccio della legge all’opera in una fiction, soprattutto nelle puntate sul G8 a Genova. Hmm..

Reality. Con il supporto delle sinergie tra trasmissioni che ne consegue. Mi spiego.

RaiDue, ad esempio, durante “l’Isola dei Famosi” orbita 24 ore su 24 intorno al reality, di modo da non far bastare il cambiare canale non appena si profila sullo schermo la Ventura, no.

L’Isola dei Famosi ritorna sotto mille forme, si ripropone come una peperonata in tutto il palinsesto. Trasfomando così tutti gli spettatori in ruminanti coprofaghi.

Bella come immagine no?

Ora qualcuno tra i più attenti lettori potrà dire: “ma RaiDue non è una tv privata”..

..ma andiamo su!

Dal 94 in poi, non ha più significato nulla questa distinzione.. Ero forse io che telefonavo a Saccà per dirgli in che fiction piazzare le veline scartate dalla mia televisione? Eh? Dai su.. poche stronzate.

Peraltro, bello sapere che fra poco non potremo più conoscere il contenuto di queste interessanti telefonate. Ma questa è un’altra storia.

Tiro due somme.

Per fare una rapida psicoanalisi all’italiano si può dire che tette (e pettorali of course), sbirri e reality ne soddisfino i bisogni di libido, sicurezza ed evasione.

Gli italiani si trovano a chiedere alla tv, e alla politica che c’è dietro, di risolvere questi bisogni avvertiti come primari, ma che in realtà, non sono reali.

Sono desideri indotti. In un paese con tante belle donne e uomini (non è un luogo comune, pensate alla varietà dei volti italiani), dove nei due ultimi anni i crimini sono calati e dove, nonostante tutto, l’offerta culturale resta alta, questi sono senza ombra di dubbio desideri indotti ad arte da imbonitori di destra.

La grave responsabilità della sinistra sta nel cadere sistematicamente e delle volte sospettosamente nel gioco dell’avversario per quel che riguarda il Pd. Nel non saper proporre un’alternativa valida e nel non saper proporsi come avanguardia culturale, in grado di svelare dei bisogni più opportuni per la felicità comune, da parte dell’estrema sinistra.

Il che ha portato il Pd a perdere male le elezioni checchè ne dicano e la Sinistra Arcobaleno a mandare in uno stato catatonico, praticamente in coma la sinistra di questo paese e forse anche a scriverle “scema” sulla fronte mentre giace nel letto, attaccata ai tubi.

el π

Continua..