Diciassettesima Cartolina. Work is for Pussies.
27 Giugno, 2008
Io credo nelle 35 ore lavorative, come Lionel Jospin. Da spalmare però in 365 giorni.
Credo anche che sia giusto e dovuto che le donne ricoprano ruoli dirigenziali. Ma tutti.
A dirla tutta le donne dovrebbero essere le uniche a lavorare per almeno un 4000 anni, per colmare lo storico lack di emancipazione che divide i due sessi.
Questo sì che è femminismo con le palle.
Marx diceva che l’uomo si distingue tra gli animali, che passano il tempo solo a nutrirsi e accoppiarsi, grazie al lavoro. La Bibbia dice che l’uomo si distingue come tale nella festa.
Mi dispiace Karl, un punto per Dio. Palla al centro.
Peraltro deve essere dura essere battuti da qualcuno che non esiste, questo spiega molto del risultato della Sinistra Arcobaleno nelle scorse elezioni.
Come Karl però, non capisco i piccoli borghesi o se preferite i piccoli imprenditori.
Lavorano 12 ore al giorno, la maggior parte in nero e pensano di appartenere al terzo mondo se non riescono a permettersi uno stile di vita equivalente a Mister Arcore.
“Se paghiamo le tasse non riusciamo ad andare avanti” amano dire al dipendente pubblico che le paga anche per loro direttamente in busta paga. Quando quest’ultimo obbietta, questi replicano con “ma stai zitto te che non fai un cazzo”. Mica sono tutti pirla che lavorano 12 ore al giorno, risponderei io.
Mi ricordo quando ho fatto il magazziniere in un mobilificio.
Un lavoro di merda: sporco, pesante, senza gratificazioni.
La famigliuola che gestiva questa azienda lavorava 355 giorni all’anno per poter passare 10 giorni in un villaggio turistico.
Usavano “la macchina aziendale” (una Bmw o Audi station wagon con interni in pelle nera, non scherzo) per caricare la legna. Sì, non so se avevano approfittato dello sgravo sull’IVA per comprarla, perchè onestamente non sono sicuro che sia permesso prendere ogni tipo di veicolo, tant’è che ci caricavano la legna.
Volevo chiamare la protezione auto, per reintegrarla nel suo habitat naturale: le autostrade tedesche. Povera.
Per non parlare di quando mi facevano caricare camion pieni di ogni tipo di rifiuti (capito cosa intendo per “lavoro di merda”?) per andare a bruciarli illegalmente dentro delle buche scavate nel bosco.
Mi licenziarono. Leggevo un libro sul Punk mentre dovevo aiutare il falegname di turno a montare dei mobili. Poco male, tanto non sapevo farlo.
Tsk, cazzo serviva poi quel trapano, mai sentito parlare di Ikea?
Ah, che bello l’odio di classe.
Marx – Dio: 1 pari.
Concludo.
Pensateci. Come diavolo è possibile che dopo migliaia di anni di evoluzione e progresso umano siamo ancora obbligati a lavorare per vivere? Come cazzo si fa a chiamarla evoluzione, dico io. Abbiamo sbagliato tutto.
Siamo vittime del nostro stesso sistema, che manica di imbecilli.
Come fai a chiamare “realizzazione” qualcosa che sei obbligato comunque a fare, pena non mangiare.
Cacciatori/raccoglitori dico io.
Vedrete cosa vi combinerò quando viaggiando in areo incontrerò il mio corrispettivo figo e rivoluzionario.
Aprirò con i ripetitori Mediaset. (chi intende, intende).
el π
Ah l’estate: le vacanze.. il mare.. l’emergenza caldo.. il cinecocomero..
Il cinedeche? Il cinecocomero.
Un esperimento che può cambiare radicalmente la storia del cinema: girare un film e venderlo d’estate.
Stupore.
Mani nei capelli.
Tg1, Tg5, Studio Aperto, TgCom, Tg2 si sono lanciati su questo scoop.
Così la ricorderemo quest’estate 2008.
Nei libri di storia si parlerà di quando i fratelli Vanzina ebbero questa avveniristica illuminazione.
Come dimenticare, inoltre, la celebre dichiarazione di Nancy Brilli, su quello dei due che fa il regista, Carlo: “Con lui è molto bello lavorare, è un regista veloce, alle cinque del pomeriggio lasciavamo il set”.
Molto Renè Ferretti (vd. Boris): “Dai dai dai. La reciti, se mi permette, a cazzo di cane!”
Una vera e propria consacrazione.
A proposito di storia.
Quand’è che Giampaolo Pansa si renderà conto, risvegliandosi dal suo senile torpore, che non è proprio il momento politico ideale per tirare fuori le storielle dei partigiani rossi e cattivi che uccidevano dei poveri fascisti ormai sconfitti?
Non saprei dire se c’è un tornaconto da parte sua o se è semplicemente imbecille (politicamente ovvio..).
Io avrei una maniera alternativa di interpretare gli omicidi del dopo guerra: rabbia da olio di ricino.
Chissà che libri al vetriolo scriverebbe il nostro Giampaolo dopo 20 anni di purghe.
Nel frattempo si sta girando il film de “Il Sangue dei Vinti”, il suo primo libro, molto criticato dagli esperti del settore per via della mancanza di note e fonti, sospette quest’ultime di provenire da opere revisioniste e scritte da fascisti.
Sarà una fiction. Il che vuol dire che la casalinga di Voghera ed il signor Rossi (il marito che odia gli immigrati, ma va a troie slave) avranno finalmente la possibilita di essere informati su questi malvagi assassini rossi che ci liberarono da Mussolini e il suo alleato Hitler.
Per quel che mi riguarda, spero nella versione cinecocomero di Natale al Cesso.
el π
commenti liberi per tutti, nel blog della libertà.
Sedicesima Cartolina. Un Posto al Sole.
25 Giugno, 2008
Direi che il cappio si è chiuso intorno al nostro povero collo.
Onestamente, non vedo nessuna via democratica valida per uscire dal berlusconismo.
La repubblica di Weimar prodiana ha dato, cadendo, il via libera a questa oscura (come direbbe Tolkien), sottile (come direbbe Foucault) dittatura.
Mediocrazia. Governo dei media (o di mediaset) o semplicemente governo dei mediocri.
La maggioranza degli italiani Berlusconi lo vota e continuerà a votarlo in massa, perchè è come lui.
Direi che anche la metà buona degli italiani che non lo votano sono come lui.
Poi, che dire altro. La vita continua, non è che uno si sveglia al mattino e trova le cose cambiate. Il cielo è sempre blu o grigio (a seconda di dove viviate). Il sole è caldo, sempre a seconda di dove viviate, vabbè in generale è sempre caldo.
Quel che è bello resta bello, quel che è brutto resta brutto.
Ecco. Mi rendo conto, a questo punto, di citare Berlusconi.
el π
continua
Dialogo tra Bloggers. Massimi Sistemi.
18 Giugno, 2008
Non ci sarò per un po’ di giorni per cui vi faccio una proposta.
Ho avuto il via libera per segnalarvi un nuovo blog, uno di quelli di alto livello, che rendono il vostro schermo protagonista del ventunesimo secolo, uno di quelli che scriverei io, ma essendo io e non chi lo scrive, lo scrive qualcun’altro.
Allora, per vederlo tutto dovete avere un account myspace (pensate che io l’ho registrato SOLO per leggere questo blog.. e non per rimorchiare quattordicenni, come continua ad insistere la polizia postale).
Se non ce l’avete (ma dai, come siete matusa e anche un po’ governo) puppatevi il contatto di quest’uomo (che è avvezzo ad essere sotto i riflettori e se ne fotte di voi).
In alto a destra potrete leggere almeno gli ultimi 5 post. Grazie al cazzo Tom.
Vi chiedo di soffermarvi soprattutto, all’interno del blog, sulla descrizione della scelta di misurare tutto il misurabile in Avril Lavigne. Un’idea per la quale in molti ci battiamo da settimane ormai, riuniti nelle nostre omogeneissime birrerie valdostane.
Vi lascio così, con un dialogo tra me (e il mio ridicolo nome di msn) e Gieipì (il fautore del suddetto blog). Eh no, non si butta proprio via niente. La prima parte è introduttiva, poi se avete pazienza di aspettare pochi avrilavigne di tempo, si arriva ai massimi sistemi.
Gieipì scrive:
perchè so usare myspace e non riesco a commentare il tuo blog?
Gieipì scrive:
tom farabutto (lo scemo dell’informatica che ha creato myspace).. mi sentivo un re dell’informatica
il mattino ha Lore in bocca scrive:
se sei riuscito a settare una pagina con sfondo su myspace lo sei sicuramente
il mattino ha Lore in bocca scrive:
non disperare quindi.. ci sono solo due post che ho lasciato aperto
il mattino ha Lore in bocca scrive:
(linko la Quindicesima Cartolina)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
a fine articolo c’è scritto “commenta qui”
il mattino ha Lore in bocca scrive:
e la dodici e 1/2, sempre a fine post
Gieipì scrive:
lo inviai ma non me lo segnala
Gieipì scrive:
btw, niente di così incredibile scrissi
il mattino ha Lore in bocca scrive:
è in coda, perchè ho deciso di impostare il rapporto blogghista/commentatore sulla paura
Gieipì scrive:
ah ok
il mattino ha Lore in bocca scrive:
lo approvo subitamente
Gieipì scrive:
allora te ne avrò mandati 2
il mattino ha Lore in bocca scrive:
sì, preferisci il logghino blu o quello verde?
Gieipì scrive:
green tutta la vita
il mattino ha Lore in bocca scrive:
cazzo sì
il mattino ha Lore in bocca scrive:
c’è anche l’account “sonofamoso” che è molto bello
Gieipì scrive:
ahah, ci sono piccole modifiche da scrittore in erba
Gieipì scrive:
scegli tu la versione migliore
il mattino ha Lore in bocca scrive:
capito, io volevo linkare il tuo di blog ma non l’ho ancora fatto perchè la pagina maispeis è una cosa piuttosto personale, che faccio?
Gieipì scrive:
non saprei
Gieipì scrive:
per me puoi farlo
Gieipì scrive:
devi vedere il tuo senso morale che dice
il mattino ha Lore in bocca scrive:
lol per il mio senso morale non c’è nessun problema, la pagina maispeis è tua
Gieipì scrive:
:)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
non credo che succeda niente di troppo spiacevole, senza tralasciare che un terzo buono dei miei lettori sono appassionati di pissing
Gieipì scrive:
il che porta sempre punti a favore del blog
Gieipì scrive:
e se vogliamo andare proprio in fondo, è tutta colpa di lilly allen
il mattino ha Lore in bocca scrive:
aah quella zozzona
il mattino ha Lore in bocca scrive:
allora sarà fatto, soprattutto per ampliare il più possibile il discorso sulla misurazione in A.L. (Avril Lavigne) vera novità culturale di tutto il 2008
Gieipì scrive:
altro che rubbia e i suoi discorsi comunisti sul nucleare
il mattino ha Lore in bocca scrive:
ma cosa ce ne fotte a noi
il mattino ha Lore in bocca scrive:
produce molta più energia “hot” (singolo di Avril Lavigne)
Gieipì scrive:
lol (risata)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
se hai i vetri doppi, dei pannelli solari sul tetto, e un cd di avril lavigne nello stereo il tuo stabile è a costo 0, anzi quasi arrivi a vendere energia all’enel
Gieipì scrive:
lol
Gieipì scrive:
ogni pisciata di donna è un potenziale spreco, discutevamo io e mitch (l’uomo che con una chitarra sconfisse la SARS)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
lolol (doppia risata)
il mattino ha Lore in bocca scrive:
ora capisco chi sono i miei lettori
Gieipì scrive:
ahah
Gieipì scrive:
poi abbiamo iniziato a parlare di eventuali fogne percorribili, con tanto di coda e numeretti
il mattino ha Lore in bocca scrive:
AHAH
Gieipì scrive:
non so cosa ne pensino i tuoi lettori
Gieipì scrive:
ma è uno spreco
il mattino ha Lore in bocca scrive:
non so, ma io penso che se fossi donna e almeno solo carina, passerei il tempo a vendere pipì popò e scarpe e calzini usati su internet
Gieipì scrive:
lol
el π
i corsivi sono stati aggiunti da me per venire incontro alle vostre ridotte capacità mentali.
Quindicesima Cartolina e 1/2. Eco vs McLuhan.
16 Giugno, 2008
Eco vs McLuhan.
Citare McLuhan è da stronzi pieni di se. Anche dare torto ad Umberto Eco è da stronzi pieni di se.
Fare le due cose assieme annulla il tutto, come in una moltiplicazione.
Perciò puppate e continuate a leggere.
In una delle ultime Bustine di Minerva (l’editoriale di Eco sull’Espresso), il nostro eroe muove delle sacrosante e condivisibili critiche al sistema universitario 3+2. Non al sistema in se, ma a come è stato applicato in Italia soprattutto per le materie umanistiche. Niente obbligo di frequenza, niente finanziamenti, poco, quasi nullo in verità il contatto tra studenti e docenti, ancora evanescente la figura professionale di un triennalista.
Quello che accomuna Eco e Bertinotti e che, a mio parere, li distanzia dalla attualità sono le dimensioni.
La prolissità del politico coincide con la pretesa dell’intellettuale e docente universitario di far leggere agli studenti un migliaio di pagine per preparare ogni esame.
Una volta gli esami erano 6 in un anno, col nuovo ordinamento sono diventati dodici che dovrebbero valere la metà di un esame vecchio. (5 crediti)
La verità è che la mole di pagine da portare è di minimo 600 per ogni esame da 5, quindi si arriva già a 1200 ad esame. Il tutto preparato con 30 ore di lezione (in 5 settimane).
Ho dato un esame da 5 crediti di Storia Bizantina che copriva più di mille anni di storia. Non ricordo nulla ora. Nulla.
Per farvi un altro esempio, un esame di Letteratura Francese verteva sulla Poesia di Victor Hugo, bisognava portare tutta la letteratura dal ‘300 ai contemporanei, oltre a vita, morte e miracoli di Victor Hugo. Esame diviso in due parti: letteratura e poi parte monografica. Valore dell’esame: 5 crediti, metà di uno vecchio.
Dai, e la docente che esaminava la parte sulla letteratura, mi ha chiesto Rabelais, il Dadaismo e l’Esistenzialismo. Per 5 crediti, se vuoi, ti dico la data della rivoluzione, dolcezza.. E rimanevano le poesie di Hugo. L’ho anche passato bene, solo perchè da valdostano che ha fatto il liceo la sapevo già la letteratura francese.
Però cazzo dai.
È la differenza generazionale tra i giovani studenti e i docenti a creare un muro.
Loro vengono da un’era calda dei media, completamente dominata dalla carta stampata.
Ora viviamo in un’era fredda, interattiva, caratterizzata da internet e dalla televisione.
Questa differenza modifica radicalmente le percezioni delle due generazioni.
L’occhio è sostituito dal tatto. Un cinquantenne e un ventenne hanno due intelligenze completamente differenti.
I giovani di oggi sono una generazione non visiva, ma tattile, non prospettica, ma cubista.
È riduttivo considerarli inferiori ai propri genitori, solo perchè sono meno portati a leggere la carta stampata, si dovrebbe invece adeguare l’insegnamento delle materie importanti alla loro diversa intelligenza, la quale sarà sempre meno enciclopedica, ma sempre più olistica e ipertestuale.
el π
(citazioni qua e la di Marshall McLuhan)
Quattordicesima Cartolina. McLuhan’s Cocktail.
14 Giugno, 2008
La notte si illumina di echi tribali
sale la marea delle generazioni
giorni di rimpianti e di soddisfazioni
Ipnosi confuse assomigliano a
allucinazioni di mondi ideali
intenti comuni, diversi destini
Giorni di massacri e di speculazioni
di prezzi al barile che salgono a
livelli impensabili
un mondo che brucia e un altro respira
e poi più niente e nessuno.
nessuno, nessuno, nessuno
nessuno più.
.
Ora che rimangono solo i peggiori
affolano radio e televisioni
leader di pianeti e di popolazioni
le pubblicità si rivolgono a
target più sensibili
un mondo che acquista e il resto che perde
e poi più niente e nessuno.
nessuno, nessuno, nessuno
nessuno più.
.
Calato il sipario,
lanciamo i nostri pomodori,
le stelle sono lontane
e a nulla serve più
.
La terra è piccola
e noi restiamo dove siamo,
respirando benzina
e a nulla serve più
.
Siamo seduti su troni
guardiamo il Triste Reality,
il nostro telecomando
a nulla serve più
.
Poveri confusi pagliacci in perenne attesa,
arriverà qualcosa?
el π
La sinistra non può inseguire gli elettori sui bisogni costruiti in questi ultimi 15-20 anni dalla macchina di consenso di Silvio Berlusconi.
Non può e non deve rinunciare alla delegittimazione di quest’ultimo nel momento in cui ricopre un ruolo istituzionale. Berlusconi è un imprenditore che controlla grosse fette di mercato ed interessi economici, per non parlare dei reati commessi e dai forti sospetti di connivenza con la mafia.
Il fatto che poi molti italiani lo abbiano eletto costituisce già una degenerazione della nostra democrazia. Siamo già andati avanti anni luce da una premessa irrinunciabile.
Berlusconi è ineleggibile.
Il fatto che molti esponenti della sinistra (ex Ds) abbiano deliberatamente smesso di insistere su questo punto fa emergere sospetti sulla loro onestà e dignità morale. Sospetti in parte confermati dalle vicende emerse in merito a indagini sul sistema bancario italiano.
Sentendo semplicemente esprimersi il revisionista di circostanza Violante o la Finocchiaro, che continua a perdere elezioni su elezioni e continua ad avere conferme nel partito (assieme a Rutelli), si hanno solo conferme di questo.
Azzerare i quadri, bisognerebbe.
Per tornare al primo punto, quello centrale (delegittimare Berlusconi resta importante, ma andrebbe fatto anche da destra e comunque non serve ad ottenere il consenso di chi crede in lui e lo vota) bisogna cambiare la testa agli elettori.
Sì, basta con l’inseguire gli italiani, bisogna cambiargli la testa.
Creare nuovi valori, direbbe Nietszche.
Smettiamola di sguazzare nella trappola “culturale” di Forza Italia.
Bisogna trovare delle nuove parole d’ordine.
Felicità, benessere, unità, internazionalismo, fratellanza, progresso.
Bisogna smettere di dare l’impressione di navigare a vista in un sistema capitalistico che fonda un nostro traballante benessere sulla povertà della maggior parte della altre popolazioni.
Bisogna creare una rete retorica moderna e dinamica che permetta di dare l’impressione agli italiani di avere uno scopo ben chiaro, lo scopo di migliorare il pianeta in cui viviamo e di conseguenza la loro stessa esistenza.
Bisogna lasciarsi alle spalle tutto ciò che riguarda le vecchie lotte della sinistra sindacale, oramai considerate vuote, anche l’operaio (che comunque continua a guadagnare troppo poco) vuole sognare, bisogna dirgli cosa deve sognare. E deve pensare di esserci arrivato da solo.
Mi accorgo della scorrettezza politica di quest’ultima affermazione. Da un lato credo che bisogna cominciare a dire le cose come stanno, ad essere scorretti, dall’altro generalizzo consapevolmente per semplici fini di semplificazione del discorso.
Ovviamente, la politica è fatta di leggi, di decisioni, di riforme, ma queste non bastano se non sono inquadrate in un efficace progetto filosofico, in una identità nella quale tutto il paese sia dolcemente forzato a riconoscersi.
La macchina culturale della sinistra deve rinnovarsi e risvegliarsi, deve puntare a forgiare il pensiero delle nuove generazioni, deve ridicolizzare Studio Aperto, Lucignolo, i programmi di Ventura/De Filippi/Costanzo la programmazione Mediaset tutta, le discoteche con la selezione, il Papa, Miss Italia, Miss padania, l’idea stessa di padania, l’evasione fiscale, il cinema fatto male e strappalacrime, il cinema fatto male e strapparisate e tutto ciò che è stata la forza del berlusconismo in questi anni, al tempo stesso deve sapere creare alternative culturali contemporaneamente profonde e leggere, che lascino sognare.
Questo anche per permettere alla destra di questo paese di fare i conti con se stessa una volta per tutte e a ridarle una dignità, quella Montanelliana, che dal 1922 ha perso.
el π
mi riservo di decidere in seguito le modalità con le quali lasciare aperto questo post e se lasciarlo aperto, per le eventuali adesioni, miglioramenti, affilamenti di questo manifestino.
Dodicesima Cartolina. Cronaca di un Suicidio di Massa.
8 Giugno, 2008
Suicidio.
Due giorni fa, vicino a casa mia, è spuntato un nuovo manifesto.
Un enorme falce e martello.
Sopra, la scritta “COMINCIAMO NOI COMUNISTI”.
Il diktat post-elettorale, o post-batosta, di Diliberto è diventato realtà: “Ripartire dalla falce e dal martello”.
Ora, passi il secondo, ma quante persone al giorno d’oggi usano una falce al lavoro?
A mio parere tastiera e microfono con cuffie sarebbero stati forse più appropriati: pensate a tutti i poveri operatori di call center e simili o ai ballerini di “Amici di Maria De Filippi”.
Di operai comunque ce ne sono ancora molti in questo paese. Tuttavia, nonostante il martello nel simbolo dovrebbe suggerire loro qualcosa del tipo “ehy siamo i vostri amici noi! Crocettate qui!”, questi hanno votato in massa il Pdl, o più precisamente la Lega.
Perchè?
Per cominciare, i simboli in politica se un tempo hanno avuto un valore, oggi non ce l’hanno più. Banale, ma piuttosto vero.
Per il resto, io punterei tutto sui 20 anni di televisioni private come risposta principale, che hanno cambiato testa e bisogni degli italiani.
Provo ad analizzare alcuni dei contenuti principali dei programmi tv:
Tette. Presenza costante. Continuo a considerarle in ogni caso l’espressione culturale più alta.
Sbirri. Vi ricordate quest’inverno? Il mercoledì era la “serata sbirro”, a reti unificate venivano trasmessi i vari Carabinieri, La Squadra, Distretto di Polizia.. Ricordo anche che io e i miei coinquilini reclamavamo a gran voce la serie “Ausiliari del Traffico”, ma pultroppo siamo rimasti inascoltati.
In ogni caso, era molto edificante vedere il vigile braccio della legge all’opera in una fiction, soprattutto nelle puntate sul G8 a Genova. Hmm..
Reality. Con il supporto delle sinergie tra trasmissioni che ne consegue. Mi spiego.
RaiDue, ad esempio, durante “l’Isola dei Famosi” orbita 24 ore su 24 intorno al reality, di modo da non far bastare il cambiare canale non appena si profila sullo schermo la Ventura, no.
L’Isola dei Famosi ritorna sotto mille forme, si ripropone come una peperonata in tutto il palinsesto. Trasfomando così tutti gli spettatori in ruminanti coprofaghi.
Bella come immagine no?
Ora qualcuno tra i più attenti lettori potrà dire: “ma RaiDue non è una tv privata”..
..ma andiamo su!
Dal 94 in poi, non ha più significato nulla questa distinzione.. Ero forse io che telefonavo a Saccà per dirgli in che fiction piazzare le veline scartate dalla mia televisione? Eh? Dai su.. poche stronzate.
Peraltro, bello sapere che fra poco non potremo più conoscere il contenuto di queste interessanti telefonate. Ma questa è un’altra storia.
Tiro due somme.
Per fare una rapida psicoanalisi all’italiano si può dire che tette (e pettorali of course), sbirri e reality ne soddisfino i bisogni di libido, sicurezza ed evasione.
Gli italiani si trovano a chiedere alla tv, e alla politica che c’è dietro, di risolvere questi bisogni avvertiti come primari, ma che in realtà, non sono reali.
Sono desideri indotti. In un paese con tante belle donne e uomini (non è un luogo comune, pensate alla varietà dei volti italiani), dove nei due ultimi anni i crimini sono calati e dove, nonostante tutto, l’offerta culturale resta alta, questi sono senza ombra di dubbio desideri indotti ad arte da imbonitori di destra.
La grave responsabilità della sinistra sta nel cadere sistematicamente e delle volte sospettosamente nel gioco dell’avversario per quel che riguarda il Pd. Nel non saper proporre un’alternativa valida e nel non saper proporsi come avanguardia culturale, in grado di svelare dei bisogni più opportuni per la felicità comune, da parte dell’estrema sinistra.
Il che ha portato il Pd a perdere male le elezioni checchè ne dicano e la Sinistra Arcobaleno a mandare in uno stato catatonico, praticamente in coma la sinistra di questo paese e forse anche a scriverle “scema” sulla fronte mentre giace nel letto, attaccata ai tubi.
el π
Continua..
Undicesima Cartolina. Lettera mai scritta.
5 Giugno, 2008
.
Solo.
.
In una stanza.
.
Avrei lasciato perdere,
.
Se avessi cominciato a scrivere.
.
…
Ora forse potrò riflettere.
.
..
L’ingenuità,
.
Compagna
.
Dell’ultimo passo.
.
…
La libertà
.
Di scegliere
.
Di andare o restare.
…
el π
Ding Dong..
Campane? Di notte?
Ding Dong..
Metto a fuoco. B saltella ancheggiando. Un ballerino di samba che ha alzato il gomito.
Legati alla cintura, 4-5 boccali da un litro.
Ding Dong.. CRASH
Pioggia di Cristallo.
_
Vicino alle toilettes.
“Dov’è B?”, “Provo a chiamarlo”
Due squilli. “Chi parla?”, voce di donna.
“B dov’è? Tu chi sei?”, “ah è amico vostro? È qui, dietro una macchina. Ve lo riporto subito”, “euuh.. grazie..”.
Arriva B, si può tornare a dormire.
“Un Montenegro prima?”, si può tornare a bere.
_
Al bancone.
“Dai, non me lo dai un bacio?” le chiedeva lei.
“Hmm?”, pensavo io.
“Non mi sembra il caso”, le rispondeva la barista.
“Hmm?”, ero confuso.
Siamo ragazzi di provincia, in fondo.
-
Finale alternativo.
Camera d’albergo.
“Stai attento ai boccali quando ti slacci la cintura”
Shhhhhh… CRASH
Pioggia di Cristallo.
Alternativa.
_
Ritorno.
Subito un enorme problema: marciapiede costeggiato da pericolosissimi spartitraffico.
Rossi e bianchi di plastica, pieni di acqua.
In nome della sicurezza, vengono tempestivamente spostati in strada.
SuperEroi.
Davvero.
el π
Decima Cartolina. Inferno. Girone degli Stereotipi.
3 Giugno, 2008
Ma gliel’hai visto?
Così ironizzava Signorini riferendosi al pene di un giocatore della nazionale, nella sua nuova “rubrica” , Radio Serva, all’interno “dell’approfondimento” di Studio Aperto, Lucignolo.
Un luogo comune che cammina.
Francamente lo stereotipo dell’omosessuale frivolo e appassionato di gossip, evoluzione inaspettata di quello che soffre nel silenzio del suo segreto, di qualche anno fa, ha abbastanza rotto l’organo in questione.
(Ogni riferimento a blog con cui ho discusso in passato è puramente casuale. Peraltro, evitando di linkare, qualcuno ha recensito “Il Divo” di Sorrentino, dandogli 4/10.)
Viviamo in un paese dove il modello di omosessuale è Cristiano Malgioglio e quello di eterosessuale è Costantino.
Cito Fabri Fibra, pensate un po’.
Ieri ho visto Lucignolo, finchè ho retto. Non ci provano neanche più. Prima almeno fingevano di fare inchieste “scomode”, ora è solo un vuoto tette/culi.
Io non ho niente contro tette e culi, ma chiedo di riflettere su di un punto. Perchè lasciare tutta quell’impalcatura intorno? Perchè non si mandano semplicemente scene di seminudo? Non sarebbe meno ipocrita? Sicuramente sarebbe più elegante. Pensate al Bagaglino fatto solo di balletti un po’ scollacciati, bello no?
Oltre che più comodo: è dura masturbarsi sulla voce di Lucignolo mentre scorrono delle immagini in stile anni ‘80 montate e mescolate da un inequivocabile malato mentale. Uno rischia di vomitarsi sul cazzo.
Azzeccatissima la metafora di Melita nella spazzatura di Napoli. Ok, questa era un assist sotto porta. Gol.
Cosa aggiungere ancora.. Vai all’inferno, Lucignolo..
el π
No, aspettate. Troppo facile chiudere ad effetto.
Diamo un nome alle cose: andate all’inferno, Claudio Brachino e Mario Giordano.
Nona Cartolina. Inferno. Girone dei Vigili.
3 Giugno, 2008
Ha ragione Brunetta. Calci nel culo.
Chi di voi ha mai dovuto pagare una multa in una sede centrale dei vigili urbani di una grande città? Non importa, è successo a me, a Torino.
Gabbiotto delle informazioni. Due sportelli.
Nel primo, il giovane, obbligato a lavorare per due.
Nel secondo, ben due colleghi più anziani si “alternavano”. Si alternavano a non lavorare. Uno usciva, l’altro stava sulla porta guardando lo scoglionato cliente con aria sorridente, impermeabile ad ogni gesto. Poi si avvicinava a metà strada tra porta e postazione, facendo sperare chi aspettava, per poi fermarsi a scrivere al telefonino. Questo l’ho visto fare per un’ora. Giuro. Inutile bussare, inutile perdere la calma. Un sorriso sicuro tipico di chi sa di non aver nulla da temere era l’unica risposta.
Facendo la fila, chi sta dietro socializza con quello davanti, al solo scopo di rubargli il posto (gli stronzi non stanno solo dietro il vetro).
Fila per contestare. Due sportelli. All’oblò il numero 60-61. Il nostro numero: 122. Accompagnavo un amico al quale è stata messa una multa molto curiosa. Aveva parcheggiato in un parcheggio sacrosanto e non a pagamento, su una piazzola. L’ha lasciata lì quattro giorni, partendo in treno per Roma. In quei quattro giorni, il comune ha deciso di rifare l’erba in quella piazzola: ha creato dal nulla il lavoro in corso intorno alla povera Scenic, multandola.
Questa sì che è finanza creativa.
Dopo un’ora e mezza, si era al numero 64, non so spiegare perchè, davvero. Al che eravamo decisi a pagarla e farla finita, ma sempre dopo un’ora e mezza la fila dei pagamenti si era mossa dal 61-62 al 67 e noi eravamo all’83.
Ad un certo punto, con la stanza piena di gente in attesa, ovviamente tutti vittime di multe/soprusi come me e il mio amico (mi sembrava un po’ sospetta la cosa), uno dei due sportellisti si alza e chiude la tendina. Mezzogiorno, pausa pranzo, che cazzo!
Ce ne siamo andati. Magari ce la spediscono, la multa.. incrociamo le dita.
el π
Non posso sapere se l’assillante Brunetta realizzerà le sue promesse, staremo a vedere.