Mi viene in mente subito la storiella che si raccontava qualche anno fa durante il governo Berlusconi 2-3. L’Italia è un paese bagnato da tre mari e prosciugato da Tremonti.

Dai, non era così male.. non peggio di Tremonti, quel no global.

Presto si potrà aggiungere anche il Mare del Piemonte e i vicini Fiordi della Valle d’Aosta.

Qui non smette di piovere da 15 giorni.

I più religiosi hanno cominciato a preparare arche, come tradizione. Quelli meno praticanti si accontentano di braccioli benedetti.

Quelli di sinistra, accusano Berlusconi di aver oscurato il sole (Torino ed Aosta non impazziscono per la destra, sarebbe dunque una ritorsione).

Quelli di destra, accusano i Rom “che ci violentano le donne e ci piovono dappertutto”.

I dietrologi più spinti, accusano le macchine (probabilmente quelle del Mirafiori), gli androidi e l’agente Smith (vd. Matrix).. o era Montezemolo?

Ieri notte ero certo di aver avvistato le prime mutazioni dotate di branchie, lungo i Murazzi.. ma stavo bevendo da molte ore.

Il delirio di metereopatia mi ha portato a credere di dover scrivere “figa” in ogni post, perchè qualcuno li leggesse.. era vero, ma questo non mi giustifica, in ogni caso.

Torno alla mia recente e prima (e ultima?) Blog War, col Teatrino di Ranabottola.

Trovo che sia interessante il fatto che un blog parli di altri blog: è come la letteratura che parla con se stessa.

I libri parlano tra loro, pensate a Dante, finestra su tutto il medioevo europeo, pensate al rapporto tra Montale e Leopardi, tra i poeti ottocenteschi francesi. La metaletteratura è ciò che rende un opera degna di essere considerata Letteratura.

Divagazione a parte, il blog “avversario” ha risposto. L’admin che lo gestisce ha replicato a me che dicevo che le sue pagine sono molto clickate. Ha scritto: “le mie pagine sono le più clickate”, un po’ ridondante.

Uso il discorso diretto: “Ti faccio le mie congratulazioni. Goditi il fatto che l’Italia (in senso lato) ti somiglia. Somiglia a te e alla televisione alla quale fai eco. Buona fortuna per la vita e per il tuo blog”.

Torno alla pioggia: ci si bagna frequentemente e mi si è rotto il phon.

Come diceva Johnny Rotten dei Sex Pistols:

No phon, my baby, no phon..

P.S.: http://www.j3k0.net/ . Il sito di un amico.

el π

Dopo la figa, un po’ di polemica.

Questa mattina, mentre bruciavo con la sigaretta la mia ragazza minorenne, cercavo di carpire la vera essenza di un blog di successo. Guardando tra alcuni di quelli più visti (e scartando quelli, ahymè, troppo ben fatti e seri per le mie capacità) ho realizzato che il segreto stava nel giocare al ribasso.

Tra “i blog più in crescita di wordpress” si distingueva “il teatrino di ranabottola”, per gli alti contenuti atti a solleticare i più bassi istinti di voi simpatici lettori.

Ce ne sono di blog “migliori” in questo senso, quanti ne volete, ma ho deciso di citare questo per via di una querelle che ho avuto con l’admin, poco prima di decidere di creare Cartoline da Marte. Sono stato, in seguito, democraticamente bannato.

Vi linko qui la discussione in questione, inutile dire che io sono Furio Terzappi, mi si riconosce no? no?

Mi ero ripromesso di non farlo, ma poi il pusher che mi vende le droghe per lo stupro ha insistito.. e quando insiste non so perchè, non so dirgli di no..

Quindi, avanti così, buttiamola in caciara, nessuno potrà sfuggire all’odore di merda che emanerà, d’ora in avanti, questo mio blog. Ah, a proposito, lunedì ricomincia Lucignolo.

Concludo. Vado a masturbarmi in apnea sul fondo della mia piscina, con l’ano ben adeso alla pompa di aspirazione. (cit.)

el π

Cit.: Chuck Palahniuk, Cavie.

Come pisciano le donne?

Questa era la curiosità idraulica di un (giovane?) visitatore di questo blog di qualche giorno fa.

Sì, per chi non ne fosse a conoscenza, un’opzione dell’amministratore permette di visualizzare quali parole l’anonimo utente digita sul motore di ricerca per raggiungere il blog.

Parlandone con altri amici blogghisti, ne sono usciti di meravigliosi: “riesumazione padre pio” (ma quanti cazzo sono i devoti di Padre Pio?) era una dei miei preferiti.. magari uno di questi giorni, posterò una lista dei più belli, merita.

Il record di visualizzazioni di Cartoline da Marte coincide con l’esposizione in prima pagina del post che apre con una considerazione sulla vagina di Lily Allen, non credo sia un caso.

Qual’è il punto? Ho scoperto l’acqua calda, comunicatelo a tutte le testate, mi si è parato di fronte agli occhi il leggendario pelo di figa, che trascinava a forza un carro di buoi (concedetemi la reinterpretazione).

A proposito di bovini: L’UV ha stravinto le elezioni in Valle d’Aosta, con un distacco di percentuale con la seconda coalizione, degno di una elezione dell’Africa Centrale, permettendo probabilmente così al condannato Augusto Rollandin, votatissimo dai valdostani, di diventare Presidente della Regione.

Tornando a noi, d’ora in poi farò sempre così: alternerò argomenti seri a parole come “figa, culo, cazzo, anal, bukkake, cumshot, brasilian fart”. Funzionerà.

Comunque è così, si diventa schiavi del proprio pubblico. Uno vorrebbe parlare di alcuni argomenti un po’ noiosi, ma interessanti, ma poi si rende conto che vengono percepiti per l’appunto noiosi, più che interessanti.

Penso che sia pieno di esempi illustri.

Pensate a Maurizio Costanzo, ed alla macchina/produci cacca e soldi che è diventato. Pensate alla moglie: “Amici” una volta parlava di ragazzi tossicodipendenti, di tristi vicende familiari, di casi umani. Ora, son rimasti solo i casi umani: dei poveri ballerini/cantanti/attori interinali, con contratto stagionale.

Il bisogno di consenso da parte degli altri è davvero un’arma a doppio taglio, non c’è che dire.

Spero abbiate gradito questa mia avveniristica invenzione, quest’acqua calda.

Buon bagno.

Discutendo con A.M. (uno che conosco, più ferrato di me in politica locale) sono usciti altri aspetti di come si potrebbe truccare il voto in Valle d’Aosta, l’unica regione d’Italia nella quale si possone esprimere tre (il gioco sta tutto qui) preferenze, invece che una o due come in tutte le altre regioni d’Italia.

Vi riporto fedelmente le sue stesse parole da msn che, sempre per la politica antifatica di questo blog, non ho intenzione di riordinare:

la riconoscibilità del voto non è data da un particolare tipo di scrittura, ma dalle cordate
(qui A.M. nega la mia tesi della cartolina sesta, perchè è un po’ uno stronzo)

se io ti dico “vota per me”, ma non posso farti fotografare la scheda, ti dico “vota per me, per pino e per carmelo” e quindi, contando poi le “combinazioni” di tris uguali, chi compra il voto può controllarlo
(il gioco viene facile considerando il numero esiguo di elettori per seggio, siamo una regione piccola)

questo si può ovviare in due modi: rendendo la preferenza unica (o al massimo doppia) e non tripla, caso unico in Italia o raggruppando le schede da scrutinare per comunità montana o per “zona ampia” (questa potrebbe essere una soluzione per eliminare queste “cordate”, rimarrebbe il problema di dover scrivere a mano le preferenze, mi sento di doverlo dire)

se ricordo bene era uno degli argomenti del referendum di novembre, che ovviamente l’UV ha boicottato
(l’UV, per chi non è valdostano e ha avuto la voglia di leggere tutto, è l’Union Valdotaine, partito autonomista, in maggioranza da molti anni)

Altri blog parlano della questione: due politici valdostani dell’opposizione, uno del PD e l’altro del PDL (un lato positivo del fatto che governa l’UV c’è, vederli contemporaneamente in minoranza da un certo brivido).

http://vincenzocali.wordpress.com/ Vincenzo Calì, PD
http://appropo.blogspot.com/ Eddy Ottoz, PdL

el π

Uno non vuole per forza pensare male, ma se lo volesse poi, i motivi ci sarebbero, eccome.

Essendo relativamente giovane è la prima volta che mi trovo di fronte ad una cosa del genere (no aspettate, non è vero, la seconda).

Di cosa sto parlando? Parlo delle regionali Valdostane e delle sue modalità di voto. NONONO, fermi. Anche se non siete valdostani, la cosa potrebbe interessarvi. Giuro.

Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita copiativa, nelle apposite righe tracciate a fianco della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, compresi nella lista medesima. In alternativa, è possibile indicare il numero arabo corrispondente a coloro che si vogliono votare. (sito della regione VDA)

Anche cinque anni fa si votava così, prima non saprei dire, neanche nelle altre parti d’Italia.

Con la nuova riforma elettorale gli scrutatori vengono scelti da commissioni create dai partiti partecipanti alle elezioni e non più estratti a sorte. Diciamo che hanno reso legale quello che già accadeva: leggi-fotografia le chiamano.

Ci pensate cosa comporta lo scrivere a matita su una scheda elettorale?

La prima conseguenza è l’alta esposizione all’annullamento delle schede. Ora, non è detto che ci sarà un numero record di schede nulle, ma quel che è certo è che interpretare un nome scritto a mano (sia in stampatello sia in corsivo) espone il fianco a questo fenomeno molto più che interpretare una crocetta. Se si pensa che poi chi scruta è scelto arbitrariamente dai partiti, il sospetto che alcuni nomi possano essere più incomprensibili di altri, a seconda della provenienza politica dello scrutatore, è lecito. Uno vuole credere nell’onestà dell’essere umano, però cazzo dai, se si può evitare..

La seconda è “viaggiare”, sempre.

La terza conseguenza è la facilitazione dello scambio di voti. Scrivendo sulla scheda, soprattutto in collegi, come quelli valdostani, con pochissimi elettori, fare segni di riconoscimento nella scrittura diventa di una semplicità inaccettabile in una democrazia. Si scrive in corsivo o in stampatello, il nome e il cognome, solo il cognome, il numero arabo, si può fare ad esempio la R in un certo modo, la O in un altro.. la doppia L in un altro ancora.. e così via.

In una regione che (pare) vanti veri e propri professionisti dello scambio di voto, non si può esprimere le preferenze in questo modo, no, proprio no.

Come cazzo si fa, dico io (vi piace il tono da cittadino indignato?), nel 2008, a non riuscire ad impaginare una scheda in modo tale da doverci fare solo crocette, anche scegliendo le preferenze? Probabilmente ai tempi di Augusto si sarebbe votato allo stesso modo.

Probabilmente non abbiamo mai superato i tempi di Augusto..

el π

Tramontava il sole, si accendeva la festa. Come nelle pubblicità.

Gressoney: ce ne sono due, a distanza di qualche km. Si parla di quella con la festa della birra, la più grande di tutta la Valle, non l’altra, quella qualche km più su o più giù, insomma, che importa.

Birra tedesca, portata con i camion, servita in grossi boccali. Buoni sentimenti, come a Natale.

Sull’altro lato della strada, un furgoncino magico: ci salivano poliziotti e ne scendevano uomini. Mezza età, aspetto schivo, zainetti e marsupi gonfi. Bere sì, fino a sudare birra, fino a pensare birra, ma niente canne, assolutamente niente canne.

Non è un problema: si sa come va da queste parti. In ogni caso, ogni anno ne beccano qualcuno. Memorizzare i volti Digos, non si sa mai, può sempre tornare comodo. Fatto.

Festa, con tutto ciò che questo comporta: c’è chi adocchia una trentenne avvenente (così sembrava) e si lancia nel ballo. Ballo di gruppo. Di fronte all’orchestra che suona liscio. In prima fila.

Brano eseguito: YMCA, Village People.

Dirige: un crucco grasso con le bretelle.

“Cazzo, quel brano ha scavallato anche il trash ormai, è solo immensamente triste” pensano gli amici. La festa continua.

Seguendo le ragazze dello staff, si finisce nella zona riservata allo staff, il resto dello staff protesta. “Il poliziotto di quartiere ha detto che potevamo”, ci si giustifica. Poco credibile. Assolutamente vero.

E così via.. nella folla spunta un volto Digos: “Tana a Digos!”. Digos risponde con sguardo attonito, tastando il marsupio/arma da fuoco. Per sicurezza ci si dilegua nella folla, ma col sorriso sulle labbra. Come minimo avrebbe chiesto i documenti, sarebbe stato tempo perso, per entrambi.

Il numero di forze dell’ordine, presenti alla manifestazione, è sproporzionato anche in relazione ai 120000 abitanti di tutta la fottuta regione.. ma non fa niente. Si continua.

Qualcuno di fronte alla toilette (con le canalette, come a Monaco.. ma dove pisciano le donne?) fa i suoi bisogni. Non dentro, di fronte, guardando con aria di sfida, oltre che col pene in mano. Situazione poco chiara, meglio cambiare aria, lasciar perdere. Si continua.

Di nuovo forze dell’ordine, questa volta carabinieri in divisa. “E voi? non siete a Nassiriya? A divertirvi?”, rispondono sorridendo: è gente di paese, gente alla mano. Non i soliti meridionali, completamente spaesati dall’esilio in una valle di alcolisti, situata nel sedere dei lupi (estinti peraltro).

“Perchè avete le righe rosse sui pantaloni?”

“Per trovarci le tasche”, rispondono.. Amicizia fatta.

Si continua, fino a che non è ora di tornare.

el π

L’altro ieri Walter Uichèn Veltroni era ospite da Ballarò.

Forse abbiamo perso un opportunità a non eleggere quest’uomo Presidente del Consiglio. Pensateci bene, al di là del vostro pensiero politico (per chi vota destra) e di quello che credete che Veltroni possa rappresentare (per chi si considera di sinistra, ma non riesce a votare PD).

Pensateci bene.

Avevamo la possibilità di eleggere, per la prima volta dopo molto tempo, qualcuno che non fosse tout cour una macchietta, un personaggio, una sagoma.. Con tutti i difetti che si può attribuire all’ex sindaco della capitale, era da tempo immemore che non si vedeva un candidato alla presidenza che reagisse come un normale essere umano agli stimoli esterni. Sono certo che gli antropologi lo avranno votato in massa.

Pensate a Rutelli, una triste parodia di Alberto Sordi (Corrado Guzzanti se l’è trovato su un piatto d’argento, già bello e pronto). Pensate a Prodi, stimatissimo all’estero sì, ma atroce dal punto di vista dell’immagine, narcotizzato e narcotizzante. E cosa dire dell’Altro? Il presidente / imprenditore / operaio / editore / amicodiputin /grandeconquistatoredigiovannidonne / napoleone / misonofattodasolo / sonountodalsignore / manganoèuneroe (ci tornerò su quest’ultima prima o poi)…

Pensateci bene. Fatto? Bravi.

Qualcuno potrà dire che questo post è un po’ superficiale.. tsk, adeguati ai tempi del dialogo, matusa!

A proposito. Parlando di questo clima di dialogo, del perchè, del percome, del percosa (non mi dilungherò a ripetere le istanze di Uolter, alcune le condivido, altre proprio no) è saltato fuori il paragone con il Compromesso Storico.

http://it.wikipedia.org/wiki/Compromesso_storico non si sa mai..

Ora da un parte abbiamo Berlinguer, interpretato da Veltroni.. hmm.. ok, diciamo che in fondo politicamente è suo figlio, sì..

Dall’altra parte, nel ruolo di Aldo Moro abbiamo… mppfffffff AHAHAHAHAHAHAHAH AHAHAHAHAHAHAH..

dio…

Ok.

Walter d’ora in poi sarà “Berli Jr.”.

Silvio sarà “AHAHAH..ldo Moro” o semplicemente “AHAHAHldo”.

el π

Chi diavolo è Lily Allen? Questo mi chiedevo mentro le guardavo la patata, in trasparenza.

Sì, scrivendo un blog è facile incappare in altri. Lily Allen è una cantante pop, trovate lei e il suo simpatico organo genitale sul blog “Spit me out” (non ho ancora deciso se è un bel nome, ma ho deciso che era una bella patata) sempre di wordpress.

Dov’è l’interessante? Cosa ci porterà ad un significato generale ed universale che ci farà sentire tutti più intelligenti? L’atteggiamento della blogghista ad esempio, che censurava a parole la foto, pubblicandola.

“é tanto faticoso mettersi un paio di mutande?”, pontificava.

E che dire di Hannah Montana? Il nuovo sogno erotico illegale (ha 15 anni) degli USA. Qualcuno ha rubato alcune foto in bikini dal suo Myspace, pubblicandole su internet. Miley Cyrus (il suo vero nome) da parte sua ha fatto degli altri scatti, mostrando la schiena, per Vanity Fair.

Ho letto alcuni commenti.. “Shame on you Hannah!”.

L’idea comune sarebbe che il simbolo della Disney, quindi l’idolo di tanti giovanissimi, non possa permettersi, neanche nella vita privata, quello che possono tutte le altre quindicenni.

L’idea è stata spesso sostenuta anche dalla stessa azienda, la quale è accusata (dico così per evitare beghe) di non sorvegliare sullo sfruttamento del lavoro minorile dei suoi fornitori nel terzo mondo.

Non trovate che sia ironico che dei bambini cuciano abiti per altri bambini?

Per non parlare di alcune immagini a sfondo erotico e satanico infilate dai disegnatori in alcuni cartoni animati: il celebre diavolo con le tette in una finestra di un palazzo, mentre Bianca e Bernie precipitano da un aereo ad esempio.

Spassoso.

La nostra società è strana, non ci piace chi si copre (vedi islamici), ma neanche chi si scopre. Ci preoccupiamo per la schiena di una giovanissima attrice, quando migliaia di bambine fanno le schiave del sesso nel sud-est asiatico, per il turismo occidentale.

Poi parlandone ci si rende conto che il problema è sempre incentrato sul corpo femminile, svelando il maschilismo latente che sostiene il tutto.

C’è anche un altro aspetto, quello delle abitudini nella vita privata che influenzano il giudizio di quella pubblica, tipicamente protestante, ma sbarcato da anni ormai anche nel nostro paese.

Cosa importa se a Sircana piacciono i trans? Peraltro la foto ritraeva semplicemente la sua auto con vicino, un trans. Nulla, almeno fino a che non propone o vota una legge contro i Trans.

Diventa già più interessante l’onorevole Mele dell’UDC che pare tirasse di cocaina, visto la politica del suo partito in merito alle droghe.

Non mi viene in mente nessuna chiusura, che non abbia a sua volta reprimendae moralistiche da due soldi, quindi se volete vedere le foto del mio grosso cazzo visitate http://31337.pl/

el π

p.s: Leave Britney alooooooooone, you bastards…

Era ovvio che si potesse linkare direttamente dentro i post e la soluzione era sotto il naso.

Ringrazio colui che mi ha riportato alla ragione, che peraltro è il protagonista di

http://cartolinedamarte.wordpress.com/2008/05/20/cocktails-baudelairiani-le-sirene-nel-fiume-po/

Giusto per fare subito tesoro degli insegnamenti, beccatevi l’autolink..

el π

I link non funzionano, l’avete notato no? Per far sì che siano attivi, l’unica soluzione sarebbe creare un post apposta con solo il link..

No, mi fa cagare, ve la dò io la soluzione, la più antica del mondo. Non quella, l’altra:

1 con la freccettina selezionate il link nell’articolo.

2 Ctrl-c

3 Ctrl-v nello spazio dell’indirizzo web del vostro programma di navigazione.

Il vecchio copia/incolla via.

Sì, lo so che la quasi totalità di voi lo saprà.. ma è su quel “quasi” che nascono sempre un sacco di casini..

el π

Prendete un foglio di carta. Ve li ricordate gli assi cartesiani? Non è difficile, cercate di seguirmi.

Tracciate una linea orizzontale (x) e incrociatela con una linea verticale (y). Voilà.

Ora, nell’estremità più bassa scrivete Disinformazione, in quella più alta scrivete Informazione.

In quella più a sinistra scrivete Qualunquismo, in quella più a destra Opinione.

Sì, avrei potuto farla io e postarla direttamente, ma avrei dovuto sbattermi. Fare fatica non è nella politica di questo blog.

In ogni caso, adesso che avete sott’occhio o più probabilmente state immaginando (visto? non sono l’unico fancazzista) questo schemino, vi trovate di fronte ad una possibile idea di come possa essere classificato il giornalismo.

Si può immaginare (nonostante teoricamente l’asse cartesiano sia composto da rette infinite e che Mario Giordano con il suo Studio Aperto ci abbia dimostrato che non ci sia limite al qualunquismo e alla disinformazione) che l’asse x, quello tra opinione e qualunquismo sia più corto.

Cosa voglio dire: esprimendo opinioni può capitare di cadere facilmente nel qualunquismo, mentre invece la distanza tra informazione e disinformazione dovrebbe essere più marcata, a meno che non si voglia lucidamente disinformare (vedi sopra).

Cosa aggiungere.. potete divertirvi ad infilare giornali, telegiornali, trasmissioni politiche, all’interno di questo schema. Penso che potrete tutti constatare come la maggior parte di questi (mi viene in mente Vespa, il TG1, Ballarò) orbiteranno intorno al centro esatto, all’intersecazione delle due linee, in questo limbo tra informazione e non informazione, tra opinione e qualunquismo.

A mio parere, ma cosa dico? Oggettivamente, Anno 0 sarebbe in alto a destra, tra informazione e opinione. Marco Travaglio in alto al centro, informazione pura. Ultimamente ha cominciato anche a fare opinione in alcuni circuiti.

A proposito, dateci un occhiata: http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/

Potrei direttamente mettere il codice per trasmettere direttamente tutto dal mio stesso blog, ma non lo farò per due ragioni: primo perchè è esteticamente orribile, la seconda è “viaggiare”, sempre.

Comunque statelo a sentire (Passaparola è la nuova rubrica online di Travaglio), male non vi fa. Ha fatto la mia stessa università (io faccio la sua stessa università via..), lavorava con Montanelli ed è un professionista serio, non un eroe, non un superuomo, uno che semplicemente fa il suo lavoro. Capisco che possa sembrare un fenomeno in questo paese.

Troppo lungo, troppo “schierato”, troppa carne al fuoco, chiudo qui.

el π

Musica reggae, volume alto, dopo il concerto degli Africa Unite. I Murazzi, il lungo Po di Torino, gremiti di locali, brulicanti di vita.

Si stoppa la musica. Il popolo di Giancarlo (celebre locale, quest’anno incendiatosi) si adegua.

Silenzio.

“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.

“COSA?” pensa ad altavoce il signor M, guardando il signor B.

“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.

Ridere, per forza, come si può reagire altrimenti. Il Po a quell’altezza assomiglia ad un enorme contenitore di Svelto Piatti. L’acqua raccoglie le acque di Torino, con tutto ciò che comporta, compresa pare, una certa quantità di cocaina, da segnare un discutibile record, pare.

Eppure un sognatore, un Albatros, forse un po’ confuso da hashish a assenzio goffamente aveva cercato di spiccare il volo, di stagliarsi nel cielo su Torino al di sopra di queste torbide acque..

La Metafora (si conceda la maiuscola) sostituisce “pisciare dondolando pericolosamente sulla riva, ignorando molte altre latrine naturali o artificiali decisamente più sicure”. Finendo così per bagnarsi anche l’uccello, per restare in tema ornitologico.

Il nostro Eroe, il nostro Tristram di quella serata, aveva forse scorto qualcosa di più profondo in quelle acque verdi, orgoglio poco giustificato dei padani, un rapido guizzo, un lontano canto.

Ecco che Tristram diventa Ulisse, ecco le Sirene nel fiume Po, probabilmente quelle stesse che hanno permesso al nostro amico di tornare a riva, prendendo il suo cellulare come pagamento, lasciondoli i sogni..

el π

Trivialities..

20 Maggio, 2008

Chi non conosce quelle celebri, quelle di Laurence Sterne.. l’asino morto trovato per strada nel “Viaggio sentimentale attraverso la Francia e l’Italia”?.. Meglio non rispondere.

Per quel che mi riguarda, ho letto le prime quasi cento pagine di Tristram Shandy. Poi, vergognosamente scaduto il termine della biblioteca, per evitare ritorsioni (si arriva al taglio dell’indice con cui si svolta le pagine), ho dovuto riconsegnare il libro.

Era divertente, quasi superava il fatto di essere stato scritto a metà ‘700. Tristam Shandy è l’incompiuto per eccellenza , un viaggiatore distratto un po’ come le figure che saranno protagoniste di questa nuova categoria del blog.

Qui i personaggi saranno reali, i fatti anche. Perdonerete qualche distorsione dovuta alle circostanze, le stesse che hanno contribuito a creare questi stessi eventi.

el π

i brevi corsivi sono tratti da “Stile Novecento”, Giorgio Ficara.

Dunque.

Non sono Mario Capanna. Non credo nella democrazia diretta. Niente commenti dunque.

Mi interessa solo fare opinione, chi leggerà quello che scrivo non avrà bisogno di rispondermi se è daccordo o meno, sarà (dunque) semplicemente daccordo o meno.

Se riuscirò a venirne a capo, farò (dunque) in modo che si possa esprime il proprio gradimento tramite una votazione: si esprimerà (dunque) il disaccordo, ma si eviteranno inutili discussioni. Per ora, però, non ho la minima idea di come si faccia. Dunque non se ne fa nulla.

Tra gli add più frequenti per i blog ho visto quelli con la cartina dove il visitatore indica il proprio paese di provenienza. Che spreco di formule matematiche.. che me ne fotte di sapere che uno che legge il mio blog viene dal Bangladesh?

Ed è tutto, con la prossima cartolina comincierà (dunque) il blog vero e proprio..

el π

Ieri sera dopo aver scritto la mia prima perla di saggezza ho fatto un giro per wordpress.com. Ho dato un’occhiata ad altre pagine in italiano per vedere un po’ che aria tirava.

Il primo blog che ho visto parlava di aerei da guerra. In termini tecnici e molto dettagliati, il che ci porta ad un bivio (come direbbe Ruggeri): o chi scrive è un pilota militare, o un enorme nerd.

Il secondo blog che ho visto parlava di un teatro a Los Angeles, fatto da quell’architetto che fa sembrare degli scivoli i tetti dei suoi edifici. Questo blog è scritto da una ragazza, chi commentava era interessato più che altro ad incontrare lei.

Il terzo blog che ho visto aveva pretese artistiche. Nel racconto che ho letto, l’autrice si menava il torrone per la pubblicazione di un suo libro nel circuito universitario, che ha battezzato “teresa” (il libro sempre). Beh, non era male, scriveva bene.

Il primissimo blog che ho visto in realtà, era consigliato da wordpress nella pagina principale, ieri o l’altro ieri, quando ho deciso di cominciare. Mi aveva colpito perchè chiedeva che fosse fatto agli assassini della Cultraro quello che è stato fatto a lei.

Per chi non perde tempo seguendo la cronaca: Lorena Cultraro è quella quattordicienne che è stata violentata ed uccisa da tre ragazzi minorenni.

Vi darei il link esatto della discussione, ma se lo faccio, per le opzioni di questa pagina, chi scrive quel blog lo saprebbe e comincerebbe un’interminabile nonchè inutile guerra tra blog. Perciò mettete sebbad al posto di cartolinedamarte nell’indirizzo principale e guardatevela voi.

Quando parlerò di QUESTO blog? probabilmente nella prossima frazione della Seconda Cartolina.

So già che prima o poi mi pentirò di avere organizzato così i post, senza riuscire ad uscirne..

el π

Sarebbe da dirlo, nel leggere la prima cartolina. D’altra parte però, ha poco senso fare un secondo post che autocommenti il primo. Meglio andare avanti quindi.

el π

Settare un blog non fa di certo parte delle mie competenze. Sto cercando da tempo ormai uno stile sobrio che renda la mia pagina protagonista del 21° secolo. Non ci sto riuscendo.

Ho deciso allora di cominciare scrivendo, qualcosa in maniera un po’ confidenziale, per rompere il ghiaccio. Non abituatevi: questo blog non è il mio diario di esperienze e sentimenti personali, ma tutt’altro.

Cartoline da Marte deve il suo nome a Corrado Guzzanti, è un semplice omaggio alla sua ultima opera (per ora, ovvio). Quindi questo blog non contiene una lista di avvistamenti di dischetti volanti o babbacci spaziali spielberg-riani.

Comincio a rendermi conto che dire cosa non è questo blog è molto più semplice che dire cosa vorrebbe essere, quindi questo giochetto continuerà ancora per un sacco di righe.

Il nome: più lo leggo, più mi sembra azzeccato, sì, sì, ne sono convinto.

Nel ‘99, Marcello Sorgi, allora direttore de “La Stampa”, e la sua redazione ci hanno messo un giorno per decidere il nome per l’editoriale di Gramellini: il Buongiorno.. che brainstorming eh?

el π