Sesta Cartolina e 1/2. Cordate Elettorali.
24 Maggio, 2008
Discutendo con A.M. (uno che conosco, più ferrato di me in politica locale) sono usciti altri aspetti di come si potrebbe truccare il voto in Valle d’Aosta, l’unica regione d’Italia nella quale si possone esprimere tre (il gioco sta tutto qui) preferenze, invece che una o due come in tutte le altre regioni d’Italia.
Vi riporto fedelmente le sue stesse parole da msn che, sempre per la politica antifatica di questo blog, non ho intenzione di riordinare:
la riconoscibilità del voto non è data da un particolare tipo di scrittura, ma dalle cordate
(qui A.M. nega la mia tesi della cartolina sesta, perchè è un po’ uno stronzo)
se io ti dico “vota per me”, ma non posso farti fotografare la scheda, ti dico “vota per me, per pino e per carmelo” e quindi, contando poi le “combinazioni” di tris uguali, chi compra il voto può controllarlo
(il gioco viene facile considerando il numero esiguo di elettori per seggio, siamo una regione piccola)
questo si può ovviare in due modi: rendendo la preferenza unica (o al massimo doppia) e non tripla, caso unico in Italia o raggruppando le schede da scrutinare per comunità montana o per “zona ampia” (questa potrebbe essere una soluzione per eliminare queste “cordate”, rimarrebbe il problema di dover scrivere a mano le preferenze, mi sento di doverlo dire)
se ricordo bene era uno degli argomenti del referendum di novembre, che ovviamente l’UV ha boicottato
(l’UV, per chi non è valdostano e ha avuto la voglia di leggere tutto, è l’Union Valdotaine, partito autonomista, in maggioranza da molti anni)
Altri blog parlano della questione: due politici valdostani dell’opposizione, uno del PD e l’altro del PDL (un lato positivo del fatto che governa l’UV c’è, vederli contemporaneamente in minoranza da un certo brivido).
http://vincenzocali.wordpress.com/ Vincenzo Calì, PD
http://appropo.blogspot.com/ Eddy Ottoz, PdL
el π
Sesta Cartolina. Augusto chiama, i Salassi rispondono?
24 Maggio, 2008
Uno non vuole per forza pensare male, ma se lo volesse poi, i motivi ci sarebbero, eccome.
Essendo relativamente giovane è la prima volta che mi trovo di fronte ad una cosa del genere (no aspettate, non è vero, la seconda).
Di cosa sto parlando? Parlo delle regionali Valdostane e delle sue modalità di voto. NONONO, fermi. Anche se non siete valdostani, la cosa potrebbe interessarvi. Giuro.
Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita copiativa, nelle apposite righe tracciate a fianco della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, compresi nella lista medesima. In alternativa, è possibile indicare il numero arabo corrispondente a coloro che si vogliono votare. (sito della regione VDA)
Anche cinque anni fa si votava così, prima non saprei dire, neanche nelle altre parti d’Italia.
Con la nuova riforma elettorale gli scrutatori vengono scelti da commissioni create dai partiti partecipanti alle elezioni e non più estratti a sorte. Diciamo che hanno reso legale quello che già accadeva: leggi-fotografia le chiamano.
Ci pensate cosa comporta lo scrivere a matita su una scheda elettorale?
La prima conseguenza è l’alta esposizione all’annullamento delle schede. Ora, non è detto che ci sarà un numero record di schede nulle, ma quel che è certo è che interpretare un nome scritto a mano (sia in stampatello sia in corsivo) espone il fianco a questo fenomeno molto più che interpretare una crocetta. Se si pensa che poi chi scruta è scelto arbitrariamente dai partiti, il sospetto che alcuni nomi possano essere più incomprensibili di altri, a seconda della provenienza politica dello scrutatore, è lecito. Uno vuole credere nell’onestà dell’essere umano, però cazzo dai, se si può evitare..
La seconda è “viaggiare”, sempre.
La terza conseguenza è la facilitazione dello scambio di voti. Scrivendo sulla scheda, soprattutto in collegi, come quelli valdostani, con pochissimi elettori, fare segni di riconoscimento nella scrittura diventa di una semplicità inaccettabile in una democrazia. Si scrive in corsivo o in stampatello, il nome e il cognome, solo il cognome, il numero arabo, si può fare ad esempio la R in un certo modo, la O in un altro.. la doppia L in un altro ancora.. e così via.
In una regione che (pare) vanti veri e propri professionisti dello scambio di voto, non si può esprimere le preferenze in questo modo, no, proprio no.
Come cazzo si fa, dico io (vi piace il tono da cittadino indignato?), nel 2008, a non riuscire ad impaginare una scheda in modo tale da doverci fare solo crocette, anche scegliendo le preferenze? Probabilmente ai tempi di Augusto si sarebbe votato allo stesso modo.
Probabilmente non abbiamo mai superato i tempi di Augusto..
el π
Notturno. Birra Tedesca e Lunghi Coltelli. Parte Prima.
22 Maggio, 2008
Tramontava il sole, si accendeva la festa. Come nelle pubblicità.
Gressoney: ce ne sono due, a distanza di qualche km. Si parla di quella con la festa della birra, la più grande di tutta la Valle, non l’altra, quella qualche km più su o più giù, insomma, che importa.
Birra tedesca, portata con i camion, servita in grossi boccali. Buoni sentimenti, come a Natale.
Sull’altro lato della strada, un furgoncino magico: ci salivano poliziotti e ne scendevano uomini. Mezza età, aspetto schivo, zainetti e marsupi gonfi. Bere sì, fino a sudare birra, fino a pensare birra, ma niente canne, assolutamente niente canne.
Non è un problema: si sa come va da queste parti. In ogni caso, ogni anno ne beccano qualcuno. Memorizzare i volti Digos, non si sa mai, può sempre tornare comodo. Fatto.
Festa, con tutto ciò che questo comporta: c’è chi adocchia una trentenne avvenente (così sembrava) e si lancia nel ballo. Ballo di gruppo. Di fronte all’orchestra che suona liscio. In prima fila.
Brano eseguito: YMCA, Village People.
Dirige: un crucco grasso con le bretelle.
“Cazzo, quel brano ha scavallato anche il trash ormai, è solo immensamente triste” pensano gli amici. La festa continua.
Seguendo le ragazze dello staff, si finisce nella zona riservata allo staff, il resto dello staff protesta. “Il poliziotto di quartiere ha detto che potevamo”, ci si giustifica. Poco credibile. Assolutamente vero.
E così via.. nella folla spunta un volto Digos: “Tana a Digos!”. Digos risponde con sguardo attonito, tastando il marsupio/arma da fuoco. Per sicurezza ci si dilegua nella folla, ma col sorriso sulle labbra. Come minimo avrebbe chiesto i documenti, sarebbe stato tempo perso, per entrambi.
Il numero di forze dell’ordine, presenti alla manifestazione, è sproporzionato anche in relazione ai 120000 abitanti di tutta la fottuta regione.. ma non fa niente. Si continua.
Qualcuno di fronte alla toilette (con le canalette, come a Monaco.. ma dove pisciano le donne?) fa i suoi bisogni. Non dentro, di fronte, guardando con aria di sfida, oltre che col pene in mano. Situazione poco chiara, meglio cambiare aria, lasciar perdere. Si continua.
Di nuovo forze dell’ordine, questa volta carabinieri in divisa. “E voi? non siete a Nassiriya? A divertirvi?”, rispondono sorridendo: è gente di paese, gente alla mano. Non i soliti meridionali, completamente spaesati dall’esilio in una valle di alcolisti, situata nel sedere dei lupi (estinti peraltro).
“Perchè avete le righe rosse sui pantaloni?”
“Per trovarci le tasche”, rispondono.. Amicizia fatta.
Si continua, fino a che non è ora di tornare.
el π
Quinta Cartolina. Storicamente Compromessi.
22 Maggio, 2008
L’altro ieri Walter Uichèn Veltroni era ospite da Ballarò.
Forse abbiamo perso un opportunità a non eleggere quest’uomo Presidente del Consiglio. Pensateci bene, al di là del vostro pensiero politico (per chi vota destra) e di quello che credete che Veltroni possa rappresentare (per chi si considera di sinistra, ma non riesce a votare PD).
Pensateci bene.
Avevamo la possibilità di eleggere, per la prima volta dopo molto tempo, qualcuno che non fosse tout cour una macchietta, un personaggio, una sagoma.. Con tutti i difetti che si può attribuire all’ex sindaco della capitale, era da tempo immemore che non si vedeva un candidato alla presidenza che reagisse come un normale essere umano agli stimoli esterni. Sono certo che gli antropologi lo avranno votato in massa.
Pensate a Rutelli, una triste parodia di Alberto Sordi (Corrado Guzzanti se l’è trovato su un piatto d’argento, già bello e pronto). Pensate a Prodi, stimatissimo all’estero sì, ma atroce dal punto di vista dell’immagine, narcotizzato e narcotizzante. E cosa dire dell’Altro? Il presidente / imprenditore / operaio / editore / amicodiputin /grandeconquistatoredigiovannidonne / napoleone / misonofattodasolo / sonountodalsignore / manganoèuneroe (ci tornerò su quest’ultima prima o poi)…
Pensateci bene. Fatto? Bravi.
Qualcuno potrà dire che questo post è un po’ superficiale.. tsk, adeguati ai tempi del dialogo, matusa!
A proposito. Parlando di questo clima di dialogo, del perchè, del percome, del percosa (non mi dilungherò a ripetere le istanze di Uolter, alcune le condivido, altre proprio no) è saltato fuori il paragone con il Compromesso Storico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Compromesso_storico non si sa mai..
Ora da un parte abbiamo Berlinguer, interpretato da Veltroni.. hmm.. ok, diciamo che in fondo politicamente è suo figlio, sì..
Dall’altra parte, nel ruolo di Aldo Moro abbiamo… mppfffffff AHAHAHAHAHAHAHAH AHAHAHAHAHAHAH..
dio…
Ok.
Walter d’ora in poi sarà “Berli Jr.”.
Silvio sarà “AHAHAH..ldo Moro” o semplicemente “AHAHAHldo”.
el π
Terza Cartolina. Mappa del Giornalismo
21 Maggio, 2008
Prendete un foglio di carta. Ve li ricordate gli assi cartesiani? Non è difficile, cercate di seguirmi.
Tracciate una linea orizzontale (x) e incrociatela con una linea verticale (y). Voilà.
Ora, nell’estremità più bassa scrivete Disinformazione, in quella più alta scrivete Informazione.
In quella più a sinistra scrivete Qualunquismo, in quella più a destra Opinione.
Sì, avrei potuto farla io e postarla direttamente, ma avrei dovuto sbattermi. Fare fatica non è nella politica di questo blog.
In ogni caso, adesso che avete sott’occhio o più probabilmente state immaginando (visto? non sono l’unico fancazzista) questo schemino, vi trovate di fronte ad una possibile idea di come possa essere classificato il giornalismo.
Si può immaginare (nonostante teoricamente l’asse cartesiano sia composto da rette infinite e che Mario Giordano con il suo Studio Aperto ci abbia dimostrato che non ci sia limite al qualunquismo e alla disinformazione) che l’asse x, quello tra opinione e qualunquismo sia più corto.
Cosa voglio dire: esprimendo opinioni può capitare di cadere facilmente nel qualunquismo, mentre invece la distanza tra informazione e disinformazione dovrebbe essere più marcata, a meno che non si voglia lucidamente disinformare (vedi sopra).
Cosa aggiungere.. potete divertirvi ad infilare giornali, telegiornali, trasmissioni politiche, all’interno di questo schema. Penso che potrete tutti constatare come la maggior parte di questi (mi viene in mente Vespa, il TG1, Ballarò) orbiteranno intorno al centro esatto, all’intersecazione delle due linee, in questo limbo tra informazione e non informazione, tra opinione e qualunquismo.
A mio parere, ma cosa dico? Oggettivamente, Anno 0 sarebbe in alto a destra, tra informazione e opinione. Marco Travaglio in alto al centro, informazione pura. Ultimamente ha cominciato anche a fare opinione in alcuni circuiti.
A proposito, dateci un occhiata: http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/
Potrei direttamente mettere il codice per trasmettere direttamente tutto dal mio stesso blog, ma non lo farò per due ragioni: primo perchè è esteticamente orribile, la seconda è “viaggiare”, sempre.
Comunque statelo a sentire (Passaparola è la nuova rubrica online di Travaglio), male non vi fa. Ha fatto la mia stessa università (io faccio la sua stessa università via..), lavorava con Montanelli ed è un professionista serio, non un eroe, non un superuomo, uno che semplicemente fa il suo lavoro. Capisco che possa sembrare un fenomeno in questo paese.
Troppo lungo, troppo “schierato”, troppa carne al fuoco, chiudo qui.
el π
Cocktails Baudelairiani: le Sirene nel Fiume Po
20 Maggio, 2008
Musica reggae, volume alto, dopo il concerto degli Africa Unite. I Murazzi, il lungo Po di Torino, gremiti di locali, brulicanti di vita.
Si stoppa la musica. Il popolo di Giancarlo (celebre locale, quest’anno incendiatosi) si adegua.
Silenzio.
“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.
“COSA?” pensa ad altavoce il signor M, guardando il signor B.
“Il signor M è atteso fuori. Un suo amico è caduto nel Po”.
Ridere, per forza, come si può reagire altrimenti. Il Po a quell’altezza assomiglia ad un enorme contenitore di Svelto Piatti. L’acqua raccoglie le acque di Torino, con tutto ciò che comporta, compresa pare, una certa quantità di cocaina, da segnare un discutibile record, pare.
Eppure un sognatore, un Albatros, forse un po’ confuso da hashish a assenzio goffamente aveva cercato di spiccare il volo, di stagliarsi nel cielo su Torino al di sopra di queste torbide acque..
La Metafora (si conceda la maiuscola) sostituisce “pisciare dondolando pericolosamente sulla riva, ignorando molte altre latrine naturali o artificiali decisamente più sicure”. Finendo così per bagnarsi anche l’uccello, per restare in tema ornitologico.
Il nostro Eroe, il nostro Tristram di quella serata, aveva forse scorto qualcosa di più profondo in quelle acque verdi, orgoglio poco giustificato dei padani, un rapido guizzo, un lontano canto.
Ecco che Tristram diventa Ulisse, ecco le Sirene nel fiume Po, probabilmente quelle stesse che hanno permesso al nostro amico di tornare a riva, prendendo il suo cellulare come pagamento, lasciondoli i sogni..
el π
Trivialities..
20 Maggio, 2008
Chi non conosce quelle celebri, quelle di Laurence Sterne.. l’asino morto trovato per strada nel “Viaggio sentimentale attraverso la Francia e l’Italia”?.. Meglio non rispondere.
Per quel che mi riguarda, ho letto le prime quasi cento pagine di Tristram Shandy. Poi, vergognosamente scaduto il termine della biblioteca, per evitare ritorsioni (si arriva al taglio dell’indice con cui si svolta le pagine), ho dovuto riconsegnare il libro.
Era divertente, quasi superava il fatto di essere stato scritto a metà ‘700. Tristam Shandy è l’incompiuto per eccellenza , un viaggiatore distratto un po’ come le figure che saranno protagoniste di questa nuova categoria del blog.
Qui i personaggi saranno reali, i fatti anche. Perdonerete qualche distorsione dovuta alle circostanze, le stesse che hanno contribuito a creare questi stessi eventi.
el π
i brevi corsivi sono tratti da “Stile Novecento”, Giorgio Ficara.